Un viaggio fotografico in Ecuador tra comunità locali e tecnici petroliferi sulle tracce di un oleodotto invisibile

San Donato Milanese (Milano), 15 Dicembre 2011 - Un viaggio in Ecuador, sulle tracce di un oleodotto invisibile, presenza nascosta eppure determinante in una vasta area della foresta amazzonica. Una giovane fotografa che attorno a questa pipeline scopre e ferma nella pellicola la trama di molteplici racconti di un popolo in evoluzione.

Invisible pipeline è un racconto artistico di come Eni opera in un Paese, che diventa esempio di un rapporto con il territorio applicabile ovunque nel mondo. Un rapporto fatto di rispetto per l'ambiente e per le comunità che Eni ha nel suo Dna, grazie alla lungimiranza del suo fondatore Enrico Mattei che, già 60 anni fa, riteneva che le risorse del sottosuolo appartenessero alle popolazioni ospitanti. Oggi fulcro di ogni azione di Eni è ancora la "Formula Mattei" del dialogo con le istituzioni e le comunità locali per trovare accordi a beneficio delle popolazioni dei diversi paesi in cui si trova a operare.

A Giada Ripa, che ha iniziato la sua carriera di fotografa nel 1999 dopo aver studiato presso l'International Center of Photography di New York, Eni ha affidato il compito di fissare sulla sua pellicola la condotta petrolifera, segno di una modernità che al territorio cattura energia e ricchezza, ma che restituisce benessere e rispetto al territorio e alla sua gente.
In Ecuador Giada Ripa ha colto con estrema sensibilità l'immensità della foresta amazzonica, la sua natura, gli sguardi incerti e schivi delle comunità native, la cura e dedizione dei nuovi abitanti, i tecnici che controllano il funzionamento degli impianti, le installazioni petrolifere, pipeline e pozzi, realizzati con estrema attenzione – quasi in "punta di piedi" – per limitare il più possibile l'impatto visivo e ambientale.

Le immagini di Invisible Pipeline, realizzate presso il campo petrolifero "Villano", sono come lunghi racconti. Solo semplici didascalie o brevi testimonianze di donne e uomini che lavorano in Ecuador accompagnano le immagini di sciamani in ascolto della madre terra, di giovani che attraversano un fiume, della natura incontaminata e dei piccoli insediamenti industriali. Il percorso fotografico del libro descrive operazioni per produrre energia possono convivere e rispettare territori altamente sensibili e complessi.

Le prefazioni del libro realizzato da Eni sono curate da Marco Alverà, Amministratore Delegato Eni Trading&Shipping, Davide Rampello Presidente della Triennale di Milano e dalla critica fotografica Giovanna Calvenzi.

Giada Ripa fa in modo che ogni cosa racconti la sua storia, spontaneamente, attraverso il calore del contatto umano, della comprensione e del rispetto.

Invisible Pipeline - Eni

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