Martedì 12, alle ore 18 nella Sala Consiliare del Comune di San Donato Milanese (ingresso libero)

San Donato Milanese (Milano), 11 febbraio 2013 – Domani sera alle ore 18 nella Sala Consiliare del Comune di San Donato Milanese (via Cesare Battisti, 2), con ingresso libero (fino a esaurimento posti) e nel contesto della mostra organizzata da Eni "Un nuovo segno +", incontro con Thom Mayne, fondatore di Morphosis Architects e alla guida del team vincitore del concorso internazionale per la costruzione del nuovo centro direzionale Eni a San Donato Milanese.

Nato a Waterbury (Connecticut) il 19 gennaio 1944, Thom Mayne ha studiato all’Università di Harvard e, nel 1972, è stato uno dei fondatori dell'Istituto di Architettura della California meridionale (Southern California Institute of Architecture, SCI-ARC). Insegna allo SCI-ARC e all'Università della California e dirige lo studio Morphosis con sede a Santa Monica. Premio Gold Medal 2013, l’onorificenza riservata dall’American Institute of Architects, Thom Mayne, nel marzo del 2005 ha ricevuto il premio Pritzker, il più importante riconoscimento per l’architettura. Lo scopo del premio Pritzker infatti, è onorare ogni anno un designer le cui opere già realizzate dimostrano una combinazione di talento, visione e impegno che ha prodotto, attraverso l’arte dell’architettura, contributi consistenti e significativi per l'umanità e l'ambiente.

Metanopoliè uno degli esempi italiani più significativi del concetto di progettazione organica, tanto che il "nuovo segno" è stato pensato in moderni termini dilandscape design. L’architettura metamorfica e fluida diMorphosisArchitectsriprende tale idea, rielaborandola e attualizzandola, tanto da coinvolgerne ogni singolo elemento e definendo una vera e propria architettura-paesaggio. Il nuovo edificio andrà a inserirsi sul territorio di San Donato e rappresenterà "un nuovo segno" per il territorio diMetanopoli confrontandosi con ilandmarkesistenti che già caratterizzano il luogo.

Nel progetto diMaynel'uomo e lacomunitàsono posti al centro: la piazza diventa il cuore simbolico e funzionale del nuovo edificio, mentre le torridirezionali perdono la propriaautoreferenzialita'dando origine a un'architettura a prevalente dimensione orizzontalee democratica.Gli edifici non saranno quindigrattacieli, ma quattro torri senza angoli retti, dell’altezza massima di 45 metri, sviluppate orizzontalmente e comunicanti fra loro.

La presentazione del nuovo centro direzionale diventa occasione di incontro e approfondimento sulle nuove tendenze dell’architettura contemporanea a conferma dell’impegno di Eni per l’innovazione e la cultura.

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