L’azienda conferma di aver prontamente adottato tutte le misure necessarie per far fronte all’emergenza.

Roma, 10 novembre 2014 – In relazione ai tentativi di furto di kerosene ai danni di Eni sull’oleodotto Civitavecchia – Pantano, avvenuti tra giovedì e venerdì e successivamente accertati dai carabinieri, l’azienda conferma di aver prontamente adottato tutte le misure necessarie a far fronte all’emergenza. 

Le due aree interessate (Palidoro e Maccarese) sono state immediatamente messe in sicurezza, ponendo fine al flusso di carburante poche ore dopo l’effrazione, e le quantità sversate sono state contenute attraverso l’utilizzo di panne di sbarramento e assorbimento.

Le attività di contenimento sono completate, e si sta procedendo al ripristino attraverso l’assorbimento del carburante e la sua concentrazione per facilitarne l’aspiramento. Eni ha inoltre completato sabato le attività di riparazione dell’oleodotto presso entrambi i siti interessati.

In questo momento sono operative presso il sito circa 50 persone, tecnici Eni e di aziende terze, dedicate all’emergenza.

Eni ha realizzato sul posto un laboratorio chimico mobile per le immediate analisi delle acque, dai cui campionamenti emerge l'assenza di contaminazione sui tratti di mare in corrispondenza della foce dei fiumi Arrone e Palidoro.

Eni conferma che lo sversamento di carburante avvenuto in seguito all’effrazione dolosa è stato notificato ai Carabinieri e agli enti competenti come previsto dal D. Lgs. 152/06. Il fatto che Eni sia parte danneggiata da questo evento non va in alcun modo a detrimento dell’ impegno dell’azienda a mettere in campo tutte le misure necessarie per la completa bonifica dell'area, in collaborazione con le autorità competenti.

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