San Donato Milanese, 16 Marzo 2012 – Eni ancora una volta è partner principale del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, (Milano, 19-25 marzo)  appuntamento ormai storico per gli appassionati del cinema del “sud del mondo‘. Giunto alla ventunesima edizione è l’unico festival in Italia interamente dedicato alla conoscenza della cinematografia, delle realtà e delle culture dei tre continenti.
Per Eni la partecipazione al Festival rappresenta da sempre un momento importante per confermare il suo continuo impegno a favore del dialogo tra paesi e culture diverse ed evidenziare la centralità dell’Africa, continente in cui è presente da oltre cinquant’anni, nelle sue attività.

Nell’ambito della manifestazione, che prevede la proiezione di oltre 60 titoli suddivisi nelle diverse sezioni competitive, due sono i premi intitolati a Eni: Concorso Lungometraggi Finestre sul Mondo, riconoscimento alla miglior fiction proveniente dai tre continenti che promuove la diversità cinematografica e culturale, e il Concorso Cortometraggi Africani, che premia brevi fiction o documentari realizzati da registi emergenti provenienti dall’Africa. Questa sezione ha l’obiettivo di sostenere i registi africani ai loro primi passi nel mondo del cinema, in linea con la nuova comunicazione Eni  che dal 2010 valorizza i giovani talenti in tutto il mondo.

Il Festival non è solo film. Alla programmazione nelle sale cinematografiche si affiancano mostre e attività multidisciplinari, quali danza e atelier di decorazione, ispirate alle culture dei tre continenti e organizzate al Festival Center nel bastione ovest di Porta Venezia. Qui Eni sarà presente con filmati istituzionali e la mostra “energia della cultura, cultura dell’energia‘, una selezione dei lavori di oltre 200 giovani talenti che, con le più diverse discipline, interpretano in maniera originale ogni momento della comunicazione Eni.

L’esposizione riassume, in tre distinti pannelli, le opere di Eduardo Recife, Ilana Yahav, Maya Mihindou, Amal Elgharbi, Nomoco, Ika Putranto e Islam Zayed, artisti provenienti dai continenti rappresentati nella manifestazione, che, con i loro lavori, hanno rappresentato i valori fondanti di Eni: internazionalità, ricerca e rispetto.

Eduardo Recife (Brasile), artista, illustratore, graphic designer e typographer, ha realizzato per Eni la cover della brochure Inghilterra. Le sue tecniche includono matita, pittura, fotografia e collage. Le illustrazioni hanno caratteristiche vintage che rimandano a uno stile old-era.

Ilana Yahav (Israele) è una performer molto versatile. Inizia la sua carriera artistica con la realizzazione di marionette e successivamente si appassiona alla Sand Art. Attraverso le sue mani, la sabbia prende vita e delinea scenari e mondi immaginari. Ha firmato le due campagne istituzionali Eni rendendo nota questa tecnica innovativa fino ad allora conosciuta soltanto nel mondo della rete.

Maya Mihindou (Gabon) è una giovane illustratrice molto apprezzata. Illustra la poesia e gli universi poetici, ama giocare con gli errori e osservare come un’idea possa raggiungerne un’altra. Per Eni ha realizzato l’illustrazione del booklet del Global Impact Leaders Summit 2010 (New York), pubblicazione ONU per la promozione della crescita sostenibile d'impresa. Sempre nello stesso anno, ha disegnato la locandina dei concerti per l’African Day organizzato da Eni nell’ambito del Festival Mito SettembreMusica.

Amal Elgharbi (Tunisia), è una giovane pittrice che riporta su tela luci e colori della propria terra. Per Eni ha firmato la copertina di una pubblicazione realizzata in occasione del 50° anniversario di Sitep, società detenuta pariteticamente dallo Stato tunisino e da Eni.
 Nomoco (Giappone), artista che per Eni ha firmato la cover della brochure del suo paese, trova nella natura la sua ispirazione. Le piace sperimentare con vari materiali, giocare con l’inchiostro e con gli effetti grafici del suo movimento.

Ika Putranto ha firmato la cover della brochure Eni Indonesia, suo paese natale. Le sue opere evocano sogni e scenari surreali che prendono spunto dalle favole con uno stile che integra pittura impressionista, moda contemporanea, teatro e musica.

Islam Zayed ha firmato la cover della brochure Eni Egitto, suo paese natale. E’ specializzato nella grafica e in tutte quelle che sono le sue applicazioni. Altra sua passione è il typography per il quale è stato menzionato tra i 10 migliori typographer del blog brasiliano Abdzeedo.

Novità di quest’anno al Festival Center la proiezione della speciale trilogia, reportage storico "Africa, nascita di un continente" dell’archivio cinematografico Eni, in versione rimasterizzata. Il film realizzato dal regista Gilbert Bovay nel 1968, si articola in tre puntate dal titolo: " L’eredità del passato", "I frutti amari della libertà" e "Storia di un esperimento".
La prima parte della trilogia affronta l’esame della situazione politica degli anni Sessanta di alcuni grandi stati africani all’indomani dell’indipendenza. Dalla Nigeria, al Ghana, dallo Zambia al Kenya, l’Africa vuol tornare a parlare in prima persona e costruire il proprio percorso democratico.

Nella seconda puntata dell’inchiesta si parla di tre paesi che hanno scelto, all’atto dell’indipendenza o in seguito, la strada del socialismo: Ghana, Guinea e Tanzania.
Dopo aver preso in esame nella seconda parte alcuni esperimenti di tipo socialista, la terza puntata prende in esame due stati, Costa d’Avorio e Senegal. Nel primo ha trionfato il regime liberale del presidente Houphouet Boigny, che ha permesso al paese di raddoppiare il reddito pro capite e darsi una struttura industriale nonostante l’economia del paese continui ad essere controllata dai bianchi e il tentativo di creare una classe imprenditoriale africana risulti ormai fallito. Nel secondo la prospettiva politica è quella che il presidente Léopold-Sédar Senghor in un’intervista definisce come socialismo ”umanistico’ africano in grado di coniugare indipendenza, crescita economica e benessere dell’individuo.

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