L’azienda ribadisce anche la sostenibilità delle operazioni previste per il progetto a gas naturale Ibleo Offshore.

Alcuni rappresentati di Greenpeace hanno raggiunto la piattaforma offshore Prezioso, al largo delle coste della Sicilia. L’impianto è stato immediatamente messo in sicurezza ed è stata chiusa la produzione proveniente dai pozzi,pari a circa 1.400 barili/giorno.

Tutte le autorità competenti sono state prontamente informate e la Capitaneria di Porto è presente sul posto con motovedetta. La situazione viene seguita anche dalla sala di controllo a terra.

Eni ricorda che il progetto "Offshore Ibleo", citato da Greenpeace nella propria comunicazione ai media, è un progetto destinato alla produzione di gas naturale, la più sostenibile tra le fonti fossili.

Il progetto prevede lo sviluppo integrato di due giacimenti a metano, Argo e Cassiopea, localizzati nel Canale di Sicilia, 7 chilometri l’uno dall’altro, a circa 30 chilometri dalla costa e a una profondità d’acqua di oltre 600 metri. Lo sviluppo del progetto, studiato in modo da non comportare impatti in termini visivi e sulle attività di pesca, navigazione e turismo, implica la realizzazione di 2 nuovi pozzi di produzione e la riapertura di 2 pozzi esistenti, e l’utilizzo di infrastrutture esistenti quali la piattaforma Prezioso e il gasdotto Greenstream.

"Offshore Ibleo", che porterà ad una produzione cumulativa di gas naturale di oltre 10 miliardi di metri cubi in un periodo di circa 14 anni, rappresenta attualmente la più importante iniziativa industriale offshore in Italia. La realizzazione del progetto permetterà di contribuire con circa 4,5 milioni di metri cubi al giorno di gas metano al fabbisogno energetico italiano e rappresenterà un’importante occasione di sviluppo per il territorio.

Gli investimenti previsti per il progetto, di circa 900 milioni di euro, comporteranno un beneficio occupazionale sul territorio siciliano di 300-400 posti di lavoro.
Nel progetto complessivamente saranno coinvolte 5000 risorse specializzate. In aggiunta sono previste circa 100 nuove risorse nella consociata siciliana di Eni, Enimed, per le attività di manutenzione e gestione delle operazioni a mare e per la base logistica di supporto.

Eni, nel ribadire il disaccordo sul metodo scelto dai manifestanti, conferma la propria volontà di continuare a mantenere aperto un canale di dialogo con Greenpeace su questo e altri temi di interesse.

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