Eni conferma che lo sversamento di carburante dall’oleodotto Livorno – Calenzano è stato causato da un’effrazione dolosa finalizzata al furto.

Il sistema di monitoraggio di Eni ha consentito una rapida individuazione dell’effrazione e un intervento immediato

Roma, 21 maggio 2015 - Eni conferma che lo sversamento di carburante che si è verificato questa mattina dall’oleodotto Livorno – Calenzano tra le località di Ponte a Egola e San Donato, nel comune di San Miniato (PI), è stato causato da un’effrazione dolosa finalizzata al furto. Sulla tubazione, infatti, è stato rinvenuto uno stacco abusivo della medesima tipologia utilizzata nelle ultime numerose effrazioni che hanno interessato gli oleodotti Eni, nonché attrezzature atte alla manomissione del tubo stesso.

Grazie agli attuali sistemi di monitoraggio è stato possibile intercettare il tratto di tubazione violata ed intervenire tempestivamente. Attualmente, Eni è presente sul posto con le proprie ditte specializzate nella riparazione della tubazione e nella messa in sicurezza dell’area, affiancando e supportando i Vigili del Fuoco e gli addetti degli Enti interessati, per una rapida risoluzione dell’emergenza.

Eni riscontra una preoccupante escalation del fenomeno effrattivo su tutto il territorio nazionale: nel 2015 sono già stati denunciati alle forze dell’ordine 47 eventi, l’ultimo dei quali a Campi Bisenzio il 11 maggio scorso sulla stessa tratta dell’oleodotto oggetto del furto odierno.

Al fine di potenziare il livello di sicurezza, Eni conferma che è in corso di installazione anche sull’oleodotto interessato, che collega la Raffineria di Livorno al deposito carburanti di Calenzano (FI), l'innovativo sistema di controllo vibro-acustico (eVPMS) di proprietà Eni, recentemente testato con successo sull'oleodotto Gaeta-Pomezia e in via di adozione su tutta la rete nazionale di oleodotti carburanti Eni.

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