Eni interviene con Roberto Casula, Chief Development, Operations & Technology Officer, al panel ‘Il contributo della cooperazione alla sfida dello sviluppo in Africa. La voce dei soggetti impegnati a diffondere l’accesso all’energia‘. E’ infatti con le comunità locali che Eni innanzitutto collabora, oltre che con le ONG, i Governi dei Paesi in cui opera e le Nazioni Unite.

San Donato Milanese (Milan), 14 maggio 2015 – Eni partecipa al seminario “L’accesso all’energia in Africa‘, organizzato a Milano dall’associazione WAME (World Access to Modern Energy) che, cogliendo l’opportunità offerta da Expo Milano 2015, vuole far conoscere al pubblico il problema dell’esclusione dall’accesso all’energia di una larga parte della popolazione mondiale e soprattutto valorizzare le moltissime esperienze che, nel mondo, affrontano il problema.

Eni interviene con Roberto Casula, Chief Development, Operations & Technology Officer, al panel ‘Il contributo della cooperazione alla sfida dello sviluppo in Africa. La voce dei soggetti impegnati a diffondere l’accesso all’energia‘. E’ infatti con le comunità locali che Eni innanzitutto collabora, oltre che con le ONG, i Governi dei Paesi in cui opera e le Nazioni Unite. La cooperazione crea un circolo virtuoso sul tema dell’accesso all’energia ed è fondamentale per la crescita economica e sociale dei Paesi in via di sviluppo.

Eni è stata la prima compagnia energetica internazionale a investire nella produzione di energia elettrica in Africa riducendo gli effetti negativi sull’ambiente. La Società ha realizzato importanti progetti di accesso all’energia tramite la valorizzazione del gas in Nigeria e in Congo e ha stretto accordi in materia in Ghana e in Mozambico. 

L’impossibilità di accesso alle moderne forme di energia, in particolare nei Paesi Africani, è stata riconosciuta come un grave problema sociale, poiché spesso impedisce la fornitura di acqua pulita e cibo, di igiene e sanità, e riduce le opportunità di progresso. L’Africa sub-sahariana è, insieme a vaste aree del Sud Est asiatico, la regione del mondo in cui è più carente l’accesso all’energia moderna (elettricità e combustione pulita per cucinare). Il settore energetico africano infatti non riesce a sostenere lo sviluppo e a soddisfare i bisogni e le aspirazioni dei suoi cittadini.

Eni è membro fondatore di Wame, insieme con Expo 2015 e altre otto società energetiche italiane ed europee, A2A, Edison, Enel, E.ON Italia, Gas Natural Italia, Gdf Suez, Energia Italia e Tenaris.  In particolare, Eni partecipa mettendo a disposizione di Wame & Expo2015 le proprie best practice e il know-how sul tema dell’accesso all’energia e favorendo la raccolta di buone pratiche tramite i canali e i network ai quali partecipa.

Il contributo di Eni si realizza anche attraverso la partecipazione scientifica e il supporto operativo al Progetto della Fondazione Eni Enrico Mattei, Istituto di Ricerca che ha lo scopo di contribuire, attraverso studi, contributi al policy making e iniziative di formazione e informazione, all’arricchimento delle conoscenze sulle problematiche riguardanti la sostenibilità su scala locale e globale, con un focus particolare sui temi energetici.

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