San Donato Milanese, 22 giugno 2011 – 40 scatti d'autore esposti al Festival LetterAltura 2011 che si terrà a Verbania, presso l'Hotel "Il Chiostro" (via Fratelli Cervi, 14) dal 22 al 26 giugno, è il contributo che Eni da' al Festival giunto alla sua quinta edizione.
L'Archivio storico Eni, con il suo importante patrimonio (5 chilometri di documenti, 500 mila immagini fotografiche, 5 mila audiovisivi), è depositario di storie inedite sul lavoro degli uomini che vestono il simbolo del "cane a sei zampe" in contesti naturali difficili, a volte proibitivi.   Al  Festival LetterAltura, Eni racconta attraverso le immagini, le storie dei suoi uomini alla ricerca del petrolio sui Monti Zagros, in Iran, nel 1958. Immagini d'autore che parlano di grandi sfide, che piacevano tanto al presidente Enrico Mattei, il quale decise di raccontare quelle difficili imprese, affidando all'occhio di uno dei più grandi maestri della fotografia italiana, Federico Patellani, l'incarico di fermare quegli attimi.
Nel 1959, quando il pozzo di Sequtah-1 a 3300 metri di altitudine diventò produttivo, su quelle stesse catene montuose, pochi anni prima scalate a dorso d'asino da tecnici e geologi, si arrampicarono insieme a Federico Patellani anche gli inviati del "Gatto Selvatico" (rivista aziendale diretta da Attilio Bertolucci). Ogni scatto racconta momenti di lavoro trascorsi dagli uomini Eni fianco a fianco delle popolazioni locali, dall'Iran fino ai monti del Sinai.

Qui ci sono altri uomini, altre fatiche, ma la filosofia, basata sul rispetto e sulla collaborazione è la stessa indicata dal suo fondatore Enrico Mattei.
Dal Sinai l'obiettivo di Patellani si sposta sulle montagne della Valle d'Aosta, del Trentino e del Piemonte, dove il petrolio arriva alla fine del suo lungo viaggio. Le stazioni di servizio Eni progettate da Mario Bacciocchi lo portano fin qui, cercando di armonizzare la propria fisionomia con quella del contesto naturale, seguendo criteri di architettura sostenibile.
Ci sono poi le montagne di Borca di Cadore che fanno da cornice al villaggio vacanze per i dipendenti Eni, voluto da Mattei, che affidò il progetto della struttura all'architetto Edoardo Gellner, segno tangibile della sua attenzione per i lavoratori e per il loro benessere.
Sono scatti senza tempo quelli esposti presso l'hotel ‘Il Chiostro' che ospiterà inoltre, il 25 giugno nella sala "Monastero", la proiezione del primo episodio del film "La via del Petrolio" di Bernardo Bertolucci. Al regista, allora ventitreenne, Enrico Mattei affidò la narrazione del viaggio del petrolio dalle sue "origini" fino all'Europa. Sullo sfondo, nelle lunghe carrellate e nelle riprese aeree, domina incontrastata la catena montuosa degli Zagros, mentre nei primi piani la macchina da presa si sofferma sui volti scavati dal freddo e della fatica, ma in cui si riconosce l'orgoglio di sopportare le difficoltà per uno scopo nobile: portare energia al proprio Paese.
Ci sono molte altre "montagne" scalate nella storia di Eni. Forse perché nel dna dell'azienda è inscritta la passione per le sfide, la tenacia e la voglia di superare gli ostacoli, anche quelli che sembrano impossibili.

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