Il nostro percorso di decarbonizzazione

Pale eoliche su colline verdi

Le tappe del nostro percorso di decarbonizzazione

La trasformazione industriale che abbiamo avviato ha l’obiettivo di decarbonizzare tutta l’azienda, coinvolgendo tutte le linee del business e garantendo nel contempo la sicurezza e sostenibilità degli approvvigionamenti energetici. Attraverso la nostra strategia di decarbonizzazione e la definizione di target emissivi e di business di medio-lungo termine, puntiamo alla neutralità carbonica al 2050. Il percorso si compone di una serie di obiettivi intermedi che prevedono prima l’azzeramento delle emissioni nette (Scope 1+2) del business upstream al 2030 e di tutte le altre linee di business al 2035, per poi raggiungere l’azzeramento netto al 2050 di tutte le emissioni GHG Scope 1, 2 e 3 in termini assoluti e di intensità.

Pur in un contesto di elevata volatilità e incertezza, nel 2023 abbiamo confermato la nostra strategia di decarbonizzazione e i principali target emissivi e di business di medio-lungo termine. 

La strategia per raggiungere Net Zero

La strategia di Eni verso Net Zero è supportata da un piano di crescita e trasformazione industriale che coinvolge l’intera catena del valore, prevedendo l’ottimizzazione e valorizzazione del portafoglio Oil & Gas attraverso la sua progressiva riduzione delle emissioni, l’espansione dello sviluppo di energie rinnovabili, dell’economia circolare e l’offerta di nuove soluzioni energetiche e servizi. Il piano è supportato da attività trasversali che mirano a ottimizzare le soluzioni esistenti e a ricercare innovazioni break-through in grado di accelerare il processo.

Principali target di decarbonizzazione

Leve di business

Come raggiungeremo la neutralità carbonica 

Circa il 90% dell’obiettivo di riduzione assoluta nel lungo termine sarà realizzato attraverso la trasformazione delle attività convenzionali. La produzione di idrocarburi si ridurrà nel medio-lungo termine, con plateau atteso entro il 2030 e crescita progressiva della componente gas che traguarderà il 60% al 2030 e più del 90% dopo il 2040. Allo stesso tempo Eni conferma gli obiettivi di decarbonizzazione, che mirano al raggiungimento di zero emissioni nette (Scope 1+2) per il business upstream al 2030, con obiettivi intermedi di riduzione del 50% al 2024 e 65% al 2025 rispetto al 2018, basati sulle leve di efficienza energetica, azzeramento del flaring di routine e minimizzazione delle emissioni di metano. Le attività midstream/downstream contribuiranno alla riduzione delle emissioni, principalmente grazie alla valorizzazione del gas equity e del gas naturale liquefatto (GNL) e alla conversione delle raffinerie tradizionali in bioraffinerie. I progetti di cattura, stoccaggio e riutilizzo (CCUS) della CO₂ avranno una funzione complementare per ridurre le emissioni difficili da abbattere con le tecnologie esistenti e il 5% circa della riduzione complessiva delle emissioni di filiera al 2050 sarà legata a compensazione attraverso crediti di carbonio da Natural Climate Solutions e da applicazione di soluzioni tecnologiche.

Investimenti in attività low e zero carbon

Ci impegniamo ad allineare i piani e le decisioni di investimento alla strategia di decarbonizzazione. La spesa destinata alle attività zero e low carbon sarà pari a €13,8 miliardi nel periodo 2023-26. La quota di spesa dedicata alle attività Oil & Gas sarà gradualmente ridotta e i principali progetti di investimento saranno valutati in coerenza con i target prefissati di abbattimento delle emissioni e con l’impegno a eliminare gradualmente gli investimenti in attività o prodotti “unabated” altamente emissivi come condizione necessaria per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.

Capital Allocation

L’evoluzione verso un portafoglio di prodotti totalmente decarbonizzati sarà supportata da una progressiva crescita della quota di investimenti dedicati ad attività low e zero carbon, che raggiungerà il 30% degli investimenti complessivi nel 2026, il 70% nel 2030 e fino all’85% nel 2040. Dopo il 2035, queste attività genereranno un free cash flow positivo e contribuiranno al flusso di cassa di Gruppo per circa il 75% in media nel periodo 2040-2050.

Capital Allocation

Rischi e opportunità connessi al cambiamento climatico

Il processo di gestione dei rischi e delle opportunità connesse al cambiamento climatico si inserisce nell’ambito del Modello di Risk Management Integrato (RMI), che abbiamo sviluppato per supportare il management nel processo decisionale, rafforzando la consapevolezza del profilo di rischio e delle relative mitigazioni. Ci impegniamo in parallelo per assicurare l’integrità delle nostre operazioni, anche per gestire in modo responsabile gli impatti socioeconomici e ambientali nei Paesi dove siamo presenti. In particolare, abbiamo elaborato linee guida e misure in collaborazione con la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) e l’Istituto Di Management (IDM) di Pisa, che costituiscono un supporto metodologico per l’identificazione e l’attuazione di eventuali azioni di adattamento sui territori.

Tutti i dati sulle nostre performance di sostenibilità

Natural Climate Solutions e partnership internazionali

La nostra strategia di decarbonizzazione prevede anche iniziative per la protezione, la gestione del territorio e il ripristino di ecosistemi naturali. Queste azioni conosciute come Natural Climate Solutions consentono nello specifico di compensare le emissioni di CO2 residue, cioè quelle non abbattibili con le attuali tecnologie. Oltre a contrastare il cambiamento climatico, le NCS contribuiscono a tutelare la biodiversità, aumentare la resilienza e le capacità di adattamento dei sistemi ambientali al cambiamento climatico e a promuovere lo sviluppo nelle comunità locali.

Le collaborazioni e le partnership sono un ulteriore strumento fondamentale per il percorso di transizione energetica. La nostra rete di alleanze con il mondo accademico, la società civile, le Istituzioni e le imprese ha l’obiettivo di offrire soluzioni innovative per favorire la transizione energetica.

Dal 2019 le emissioni GHG Scope 1 e Scope 2 connesse alle attività operate sono oggetto di un’assurance di tipo reasonable, mentre le emissioni Scope 3 e le metriche su base equity sono oggetto di un’assurance di tipo limited. La “Dichiarazione sulla contabilizzazione e reporting delle emissioni di gas serra – anno 2022” e relativa relazione di assurance sono pubblicati nell’addendum Eni for 2022 Performance di Sostenibilità.

Emissioni nette, come puntare all’azzeramento lungo tutta la catena del valore

La strategia di Eni verso Net Zero è supportata da un piano di crescita e trasformazione industriale.

SCOPE 1

Emissioni riconducibili agli asset della compagnia.

SCOPE 2

Emissioni derivanti dalla generazione di energia elettrica, calore e vapore acquistati da terzi e usati negli asset della compagnia.

SCOPE 3

Emissioni prodotte lungo tutta la catena del valore della compagnia, come per esempio quelle prodotte da fornitori e clienti.

Verifica delle emissioni GHG

Sottoponiamo le ​​emissioni GHG a un processo di verifica da parte di un certificatore terzo nell’ambito del nostro Report di sostenibilità e attraverso una verifica dedicata.

Abbiamo adottato un approccio che si ispira alle analisi lifecycle quale strumento più adeguato e rappresentativo nel tracciare il suo percorso verso la neutralità carbonica. La nostra rendicontazione delle emissioni GHG di filiera, infatti, fa riferimento a una metodologia proprietaria distintiva che consente una visione integrata delle emissioni GHG Scope 1+2+3 legate a tutti prodotti energetici venduti da Eni. Di seguito le performance dei principali indicatori equity:

Net GHG Lifecycle Emissions

L’indicatore fa riferimento a tutte le emissioni Scope 1, 2 e 3 associate alle attività e i prodotti energetici venduti da Eni, lungo la loro catena del valore e al netto degli offset principalmente da Natural Climate Solutions e da applicazione di soluzioni tecnologiche. Nel 2022 l’indicatore è in riduzione di circa l’8% rispetto al 2021, guidato principalmente dal calo della produzione Upstream e delle vendite di gas del settore GGP.

Net Carbon Intensity

L’indicatore è calcolato come il rapporto tra le emissioni assolute nette GHG (Scope 1, 2 e 3) lungo la catena del valore dei prodotti energetici e la quantità di energia inclusa in essi. Nel 2022 è sostanzialmente stabile rispetto al 2021 (-0,4%); l’andamento è influenzato da un lato dall’aumento della produzione di energia rinnovabile (+160% vs. 2021) in parte compensato dalla riduzione delle vendite gas di GGP.

Net Carbon Footprint Upstream

L’indicatore considera le emissioni Scope 1+2 provenienti dagli asset upstream operati da Eni e da terzi, al netto degli offset principalmente da Natural Climate Solutions e da applicazione di soluzioni tecnologiche. Nel 2022 l’indicatore è in miglioramento del 10% circa rispetto al 2021 in virtù di un calo delle emissioni correlato a una minore produzione Upstream e alla compensazione tramite crediti di carbonio, che ammontano nel 2022 a 3 MtCO2 eq.  I crediti sono legati a progetti Natural Climate Solutions (NCS), di contrasto alla deforestazione.

Net Carbon Footprint Eni

L’indicatore considera le emissioni Scope 1+2 dalle attività operate da Eni e da terzi, al netto degli offset principalmente da Natural Climate Solutions. Nel 2022 l’indicatore è in miglioramento di circa l’11% in virtù di un calo delle emissioni correlato ai business Upstream e Power e alla compensazione tramite crediti di carbonio, che ammontano nel 2022 a 3 MtCO2 eq. I crediti sono legati a progetti Natural Climate Solutions (NCS), di contrasto alla deforestazione.

Complessivamente, le emissioni dirette di GHG Scope 1 derivanti dalle attività operate da Eni nel 2022 sono state pari a 39,4 mln di tonnellate di CO2 eq. In lieve riduzione rispetto al 2021, principalmente per effetto del calo delle emissioni nei business nel settore esplorativo, nella distribuzione di gas ed elettricità e nella chimica, parzialmente compensato da un aumento nel settore trasporto e liquefazione gas. Le emissioni indirette GHG Scope 2, nel 2022 sono diminuite del 3% circa rispetto al 2021, anche in virtù di minori consumi del settore chimico, con il nuovo assetto dell’impianto di Porto Marghera. Queste emissioni sono legate agli acquisti di energia da terzi e destinata al consumo degli asset operati. Per Eni sono marginali in quanto la generazione elettrica avviene prevalentemente tramite le sue installazioni.

Il tema delle emissioni di metano ha assunto una centrale importanza nel dibattito climatico internazionale, considerando il suo elevato potere climalterante e il ruolo riconosciuto in termini di opportunità di mitigazione del riscaldamento globale nel breve-medio termine. Abbiamo confermato l’impegno a mantenere l’intensità emissiva del settore upstream al di sotto dello 0,2%, ma è previsto un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni dopo il completamento, nel corso del 2023, di una campagna di misurazione presso gli asset operati. Inoltre, proseguiamo nella progressiva ottimizzazione dei processi di monitoraggio e reporting per la riduzione delle emissioni di metano negli asset operati. Nel 2022 le emissioni di metano Eni sono risultate pari a 49,6 kton CH4 in calo rispetto al 2022, grazie anche alle campagne LDAR (Leak Detection And Repair) svolte con cadenza periodica.

Per quanto riguarda gli asset operati del settore upstream, la riduzione complessiva a fine 2022 dell’indice operato di intensità emissiva Scope 1 rispetto al 2014 è di circa il 23%, leggermente in ritardo rispetto a quanto previsto principalmente a causa dell’epidemia Covid e di fattori locali in Libia. I progetti di flaring down e CCS in Libia sono in fase di sanzionamento e si valuterà il loro impatto sulla data di raggiungimento del target. Rispetto al 2021 l’indice risulta in leggero aumento principalmente per l’uscita di Vår Energy dal dominio operato. I volumi di idrocarburi inviati a flaring di routine si sono ridotti nel 2022 di circa il 9% rispetto al 2021, principalmente per gli interventi di efficientamento e flaring down in Egitto e in Nigeria.

Proseguiamo il piano di investimenti in progetti volti direttamente all’incremento dell’efficienza energetica negli asset e in iniziative di sviluppo e revamping con significative ricadute sulla performance energetica delle attività. Gli interventi effettuati consentono un risparmio effettivo di energia primaria rispetto ai consumi di baseline di circa 422 ktep all’anno derivanti principalmente da progetti in ambito esplorativo (circa 84%), con un beneficio in termini di riduzione di emissioni pari a circa 1 milione di tonnellate di CO2 eq. Se si considerano anche le emissioni Scope 2, ovvero derivanti da energia elettrica e termica acquistate, il risparmio netto di CO2 derivante da progetti di energy saving ammonta a circa 1,1 milioni di ton di CO2 eq. Nel 2022 i consumi di fonti primarie di Eni sono diminuiti anche in relazione ai minori livelli produttivi rispetto al 2021. L’energia totale consumata è stata pari a 517 milioni di GJ, di cui upstream 226 milioni di GJ, Power 161 milioni di GJ, R&M 60 milioni di GJ e Chimica 55 milioni di GJ.

Verifica delle emissioni GHG

Sottoponiamo le ​​emissioni GHG a un processo di verifica da parte di un certificatore terzo nell’ambito del nostro Report di sostenibilità e attraverso una verifica dedicata.

Abbiamo adottato un approccio che si ispira alle analisi lifecycle quale strumento più adeguato e rappresentativo nel tracciare il suo percorso verso la neutralità carbonica. La nostra rendicontazione delle emissioni GHG di filiera, infatti, fa riferimento a una metodologia proprietaria distintiva che consente una visione integrata delle emissioni GHG Scope 1+2+3 legate a tutti prodotti energetici venduti da Eni. Di seguito le performance dei principali indicatori equity:

Net GHG Lifecycle Emissions

L’indicatore fa riferimento a tutte le emissioni Scope 1, 2 e 3 associate alle attività e i prodotti energetici venduti da Eni, lungo la loro catena del valore e al netto degli offset principalmente da Natural Climate Solutions e da applicazione di soluzioni tecnologiche. Nel 2022 l’indicatore è in riduzione di circa l’8% rispetto al 2021, guidato principalmente dal calo della produzione Upstream e delle vendite di gas del settore GGP.

Net Carbon Intensity

L’indicatore è calcolato come il rapporto tra le emissioni assolute nette GHG (Scope 1, 2 e 3) lungo la catena del valore dei prodotti energetici e la quantità di energia inclusa in essi. Nel 2022 è sostanzialmente stabile rispetto al 2021 (-0,4%); l’andamento è influenzato da un lato dall’aumento della produzione di energia rinnovabile (+160% vs. 2021) in parte compensato dalla riduzione delle vendite gas di GGP.

Net Carbon Footprint Upstream

L’indicatore considera le emissioni Scope 1+2 provenienti dagli asset upstream operati da Eni e da terzi, al netto degli offset principalmente da Natural Climate Solutions e da applicazione di soluzioni tecnologiche. Nel 2022 l’indicatore è in miglioramento del 10% circa rispetto al 2021 in virtù di un calo delle emissioni correlato a una minore produzione Upstream e alla compensazione tramite crediti di carbonio, che ammontano nel 2022 a 3 MtCO2 eq.  I crediti sono legati a progetti Natural Climate Solutions (NCS), di contrasto alla deforestazione.

Net Carbon Footprint Eni

L’indicatore considera le emissioni Scope 1+2 dalle attività operate da Eni e da terzi, al netto degli offset principalmente da Natural Climate Solutions. Nel 2022 l’indicatore è in miglioramento di circa l’11% in virtù di un calo delle emissioni correlato ai business Upstream e Power e alla compensazione tramite crediti di carbonio, che ammontano nel 2022 a 3 MtCO2 eq. I crediti sono legati a progetti Natural Climate Solutions (NCS), di contrasto alla deforestazione.

Complessivamente, le emissioni dirette di GHG Scope 1 derivanti dalle attività operate da Eni nel 2022 sono state pari a 39,4 mln di tonnellate di CO2 eq. In lieve riduzione rispetto al 2021, principalmente per effetto del calo delle emissioni nei business nel settore esplorativo, nella distribuzione di gas ed elettricità e nella chimica, parzialmente compensato da un aumento nel settore trasporto e liquefazione gas. Le emissioni indirette GHG Scope 2, nel 2022 sono diminuite del 3% circa rispetto al 2021, anche in virtù di minori consumi del settore chimico, con il nuovo assetto dell’impianto di Porto Marghera. Queste emissioni sono legate agli acquisti di energia da terzi e destinata al consumo degli asset operati. Per Eni sono marginali in quanto la generazione elettrica avviene prevalentemente tramite le sue installazioni.

Il tema delle emissioni di metano ha assunto una centrale importanza nel dibattito climatico internazionale, considerando il suo elevato potere climalterante e il ruolo riconosciuto in termini di opportunità di mitigazione del riscaldamento globale nel breve-medio termine. Abbiamo confermato l’impegno a mantenere l’intensità emissiva del settore upstream al di sotto dello 0,2%, ma è previsto un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni dopo il completamento, nel corso del 2023, di una campagna di misurazione presso gli asset operati. Inoltre, proseguiamo nella progressiva ottimizzazione dei processi di monitoraggio e reporting per la riduzione delle emissioni di metano negli asset operati. Nel 2022 le emissioni di metano Eni sono risultate pari a 49,6 kton CH4 in calo rispetto al 2022, grazie anche alle campagne LDAR (Leak Detection And Repair) svolte con cadenza periodica.

Per quanto riguarda gli asset operati del settore upstream, la riduzione complessiva a fine 2022 dell’indice operato di intensità emissiva Scope 1 rispetto al 2014 è di circa il 23%, leggermente in ritardo rispetto a quanto previsto principalmente a causa dell’epidemia Covid e di fattori locali in Libia. I progetti di flaring down e CCS in Libia sono in fase di sanzionamento e si valuterà il loro impatto sulla data di raggiungimento del target. Rispetto al 2021 l’indice risulta in leggero aumento principalmente per l’uscita di Vår Energy dal dominio operato. I volumi di idrocarburi inviati a flaring di routine si sono ridotti nel 2022 di circa il 9% rispetto al 2021, principalmente per gli interventi di efficientamento e flaring down in Egitto e in Nigeria.

Proseguiamo il piano di investimenti in progetti volti direttamente all’incremento dell’efficienza energetica negli asset e in iniziative di sviluppo e revamping con significative ricadute sulla performance energetica delle attività. Gli interventi effettuati consentono un risparmio effettivo di energia primaria rispetto ai consumi di baseline di circa 422 ktep all’anno derivanti principalmente da progetti in ambito esplorativo (circa 84%), con un beneficio in termini di riduzione di emissioni pari a circa 1 milione di tonnellate di CO2 eq. Se si considerano anche le emissioni Scope 2, ovvero derivanti da energia elettrica e termica acquistate, il risparmio netto di CO2 derivante da progetti di energy saving ammonta a circa 1,1 milioni di ton di CO2 eq. Nel 2022 i consumi di fonti primarie di Eni sono diminuiti anche in relazione ai minori livelli produttivi rispetto al 2021. L’energia totale consumata è stata pari a 517 milioni di GJ, di cui upstream 226 milioni di GJ, Power 161 milioni di GJ, R&M 60 milioni di GJ e Chimica 55 milioni di GJ.

Tecnologie funzionali alla decarbonizzazione

Ci avvaliamo di numerose soluzioni tecnologiche capaci di accompagnarci nel percorso verso Net Zero. Investiamo nella ricerca, applicando il principio della neutralità tecnologica: non esiste una unica soluzione per realizzare la transizione energetica, ma è necessario disporre di un mix di strumenti adattabili a diversi contesti. Puntiamo allo sviluppo di energie sostenibili da sole, vento, onde marine, dai biocarburanti, dalla chimica circolare, dallo stoccaggio e dal riutilizzo dell’anidride carbonica (CCUS). Inoltre, collaboriamo da tempo con il mondo accademico, la società civile, le istituzioni e le imprese attraverso solide partnership per favorire la decarbonizzazione del sistema energetico.



Back to top
Back to top