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Eni presenta la 16a edizione della World Oil and Gas Review

  • Nel 2016 le riserve di greggio sono leggermente aumentate (+0,2%) principalmente per il contributo di riserve addizionali in Iraq.
  • La produzione petrolifera mondiale rimane pressoché allo stesso livello del 2015 (+0,3%).
  • La crescita delle produzioni dal Medio Oriente determina una significativa discontinuità in termini di qualità del greggio rispetto al 2015.
  • In termini di bilancio, iI surplus di greggio in Medio Oriente rimane il più alto e in ulteriore incremento nel 2016.
  • La domanda mondiale di petrolio cresce dell’1,7%, a un tasso inferiore rispetto a quello del 2015 (2,2%), quando i prezzi scesero drasticamente.
  • La capacità di raffinazione mondiale è aumentata di 1,5 Mb/g guidata dal Medio Oriente e dall’Asia, che è aumentata complessivamente di 1 Mb/g.

 

San Donato Milanese (Milano), 21 luglio 2017 – Eni presenta la 16a edizione della World Oil and Gas Review, la rassegna statistica mondiale su riserve, produzione e consumi di petrolio e gas. Un particolare focus è dedicato alla qualità dei greggi e al settore della raffinazione.

 

Quest’anno la Review presenta due importanti novità. Per la prima volta è inclusa una sezione dedicata alle fonti rinnovabili – biocarburanti, eolico e solare – ed è divisa in due volumi distinti per fornire un quadro più preciso e puntuale dei mercati dell’energia: la qui presente World Oil Review e la World Gas & Renewables Review, che sarà pubblicata in autunno.

 

Nel 2016 le riserve di greggio sono leggermente aumentate (+0,2%) principalmente per effetto del contributo di riserve addizionali in Iraq. I paesi OPEC confermano il primato per riserve possedute (pari al 74% del totale mondiale), con il Venezuela al primo posto per l’importante contributo dell’Orinoco Belt.

 

La produzione petrolifera mondiale rimane pressoché allo stesso livello del 2015 (+0,3%). Tra i grandi produttori, gli Stati Uniti, la Cina e il Venezuela hanno mostrato la diminuzione più significativa mentre i paesi OPEC del Medio Oriente, guidati da Iran, Iraq e Arabia Saudita, hanno segnato un altro record annuale in termini di crescita.

 

In linea con l’evoluzione della produzione, emerge una discontinuità significativa in termini di qualità del greggio rispetto al 2015. La diminuzione del tight oil in USA ha determinato la diminuzione della categoria Light & Sweet, mentre una produzione superiore dei paesi OPEC del Medio Oriente ha comportato un aumento della categoria Medium & Sour.

 

Quest’anno è stato incluso un nuovo capitolo sui bilanci regionali del greggio. Il surplus in Medio Oriente rimane il più alto e in ulteriore incremento nel 2016. Il deficit più ampio è nella regione Asia e Pacifico, dove la domanda di greggio continua a crescere, mentre il Nord America ha dimezzato il proprio deficit a causa dell’incremento della produzione nazionale.

 

La domanda mondiale di petrolio è cresciuta dell’1,7%, a un tasso inferiore a quello del 2015 (2,2%), quando i prezzi del petrolio erano scesi drasticamente. Tuttavia, la crescita rimane ben al di sopra della media degli ultimi cinque anni (2011-2015) pari all’1,5%. Per il secondo anno consecutivo, i paesi OCSE hanno contribuito positivamente alla crescita globale, tuttavia i paesi non OCSE continuano a trainare la domanda con oltre il 75% dell’incremento.

 

La capacità di raffinazione mondiale è aumentata di 1,5 Mb/g guidata da Medio Oriente e Asia, dove è aumentata complessivamente di 1 Mb/g. In Europa, il processo di razionalizzazione iniziato nel 2009 si è quasi arrestato grazie al rafforzamento dei margini di raffinazione.

 

 

 

La pubblicazione è disponibile sul sito World Oil and Gas Review.

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