Chimica | Midstream

Creiamo valore a lungo termine - Piano strategico 2017-2020

01 marzo 2017 11:45 AM CET

Upstream – AD Descalzi: “Abbiamo sempre considerato l’esplorazione il vero motore del nostro business Upstream, basato sui prospetti convenzionali e near-field. Operiamo la maggior parte dei nostri progetti con quote rilevanti, e questo ci consente di vendere parte dei nostri asset, realizzando così una generazione di cassa anticipata. Le forti sinergie tra l’Esplorazione e lo Sviluppo garantiscono una crescita organica della produzione grazie alla rapida estrazione e commercializzazione delle risorse”.

  • Produzione: CAGR 3% all’anno; circa +5% nel 2017 rispetto al 2016
  • CAPEX Upstream: -13% rispetto al Piano precedente
  • Esplorazione: 2-3 miliardi barili olio equivalente di nuove risorse

Mid-downstream – AD Descalzi: Abbiamo quasi completato la ristrutturazione dei settori Gas & Power e Refining & Marketing, aumentando l’efficienza e massimizzando la redditività del capitale. Anche se il mercato del gas è in una condizione di eccesso di offerta e si prevede che i prezzi restino bassi fino al 2020, il nostro settore Midstream continuerà a beneficiare del riallineamento dei contratti di fornitura di gas ai prezzi di mercato, e al pieno recupero dei contratti take-or-pay. Per il settore Refining & Marketing, ci aspettiamo risultati positivi nel periodo di Piano grazie all’ulteriore abbassamento del margine di breakeven e alla crescita dei risultati nel Marketing”.

  • G&P in break-even strutturale dal 2017; EBIT > €600 milioni al 2020
  • Raffinazione: margine di breakeven di $3/barile entro il 2018
  • Chimica: €1,2 miliardi di cash flow operativo cumulato al 2020

Strategia finanziaria – AD Descalzi: “Dopo due anni di bassi investimenti e di sfiducia nell’industria del petrolio a livello globale, ora ci aspettiamo un lento aumento dei prezzi del petrolio fino a $70 al barile nel 2020. Nonostante ciò, continueremo ad avere un approccio prudente, terremo la nostra CAPEX cash neutrality sotto i $45 al barile in media nei 4 anni di Piano. La flessibilità finanziaria garantirà la sostenibilità della nostra politica di remunerazione in uno scenario di prezzi del petrolio bassi, e ci permetterà di cogliere le opportunità che si presenteranno se lo scenario economico migliorerà”.

  • Efficienza
    • CAPEX: -8% rispetto al Piano precedente
    • Break-even medio dei nuovi progetti: $30/barile
    • Nuove dismissioni per €5-7 miliardi al 2020
  • Cash Flow
    • Free Cash Flow > €20 miliardi
    • Cash Flow operativo €47 miliardi
    • CAPEX cash neutrality < $45/barile
    • Cash neutrality organica (CAPEX+dividendo): nel 2017 con $60/barile, nel 2018-2020 < $60/barile
  • Remunerazione degli azionisti
    • Proposta di dividendo per il 2017 confermata a €0,8 per azione, interamente pagato per cassa
    • Politica di distribuzione progressiva, in linea con la crescita degli utili e con la variabilità dello scenario


Londra, 1 marzo 2017
- Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, presenta oggi alla comunità finanziaria il Piano Strategico della società per il periodo 2017-2020.

Facendo leva sui suoi punti di forza, Eni sta realizzando un portafoglio ad alto valore, grazie al quale poter cogliere le opportunità che uno scenario positivo potrà offrire o sostenere la creazione di valore in caso di uno scenario negativo.

Considerando il processo di trasformazione del Gruppo e gli obiettivi definiti nel Piano, Eni ha intenzione di confermare un dividendo per il 2017 di €0,8 per azione interamente pagato per cassa. La politica di distribuzione sarà progressiva, in linea con la crescita degli utili e con la variabilità dello scenario.

 

Upstream

La produzione di idrocarburi è prevista in crescita del 3% all’anno nel periodo 2017-2020, e sarà realizzata principalmente attraverso il ramp-up e l’avvio di nuovi progetti e l’ottimizzazione della produzione, che daranno un contributo totale di circa 850mila barili di olio equivalente al giorno nel 2020.

L’esplorazione rimane un fattore chiave per la crescita del valore della società. Nell’arco del periodo di Piano, Eni prevede nuove scoperte per 2-3 miliardi di barili di petrolio equivalente, quasi il doppio delle scoperte del Piano precedente, grazie alla perforazione di circa 120 pozzi in oltre 20 Paesi. Questo sarà possibile nonostante la riduzione del 10% del CAPEX dell’esplorazione.

Grazie alla flessibilità del portafoglio di Eni, ai successi della strategia esplorativa corrente, alle sinergie con gli asset esistenti e alla rinegoziazione dei contratti, il break-even medio dei nuovi progetti è di circa $30 al barile.

 

Gas & Power

Il settore G&P di Eni raggiungerà il break-even nel 2017, e sarà in attivo in seguito, grazie all’allineamento dei contratti di fornitura di gas alle condizioni di mercato e alla riduzione dei costi logistici.

Il settore G&P ha una nuova strategia: passare da leader europeo a operatore d’azienda nel marketing globale del gas e del GNL, beneficiando di una maggiore integrazione con il settore dell’Upstream.

La nuova strategia G&P si concentrerà principalmente su:

  • Massimizzazione del ritorno del gas equity
  • Sviluppo di un portafoglio GNL competitivo
  • Trasformazione del settore retail in una consociata

L’EBIT dal 2019 sarà di oltre €600 milioni.

 

Refining & Marketing e Chimica

Per affrontare le debolezze strutturali del settore della Raffinazione, l’obiettivo di Eni è di ridurre il margine di breakeven a circa $3 al barile entro il 2018. Per raggiungerlo, Eni farà leva su:

  • Ottimizzazioni sugli impianti
  • Aumento della produzione della bio-raffineria di Venezia e avvio di quella di Gela, con un obiettivo di produzione di oltre 1 milione di tonnellate
  • Razionalizzazione della logistica
  • Crescita dei risultati del Marketing tramite innovazione ed efficienza

Tutto ciò genererà un flusso di cassa operativo cumulato di €3,3 miliardi, e un aumento dell’EBIT di €300 mln nel periodo di Piano, a scenario costante 2017.

Nel settore della Chimica, Eni prevede di realizzare un EBIT di circa €300 mln all’anno e un flusso di cassa operativo cumulato di €1,2 mld grazie a:

  • Maggiore integrazione, ottimizzazione e flessibilità
  • Nuovo focus su specialità ad alto margine
  • Chimica verde ed espansione internazionale

 

Strategia finanziaria

Il Piano di investimenti quadriennale è focalizzato su progetti ad alto valore e con rapidi ritorni e sullo sviluppo di progetti convenzionali. Il CAPEX di circa 31,6 miliardi di euro rappresenta una riduzione dell’8%, a un tasso di cambio costante, rispetto al Piano precedente, e riguarda principalmente il portafoglio Upstream, la riprogrammazione delle attività di progetto, e la rinegoziazione di contratti. Questa riduzione è stata parzialmente compensata dal maggior impegno di circa €500 mln in altri settori, principalmente nelle energie rinnovabili, un elemento sempre più rilevante nella strategia di decarbonizzazione di Eni. Inoltre, il CAPEX non impegnato rappresenta circa il 55% degli investimenti totali nel 2019-2020, e assicura al portafoglio Eni una grande flessibilità nel caso in cui lo scenario di prezzi del petrolio dovesse nuovamente essere negativo. Il nuovo piano di dismissioni punta a realizzare circa 5-7 miliardi di euro principalmente attraverso la diluizione degli asset di esplorazione, in linea con la nostra strategia di dual exploration.

 

In conclusione, questo Piano permetterà a Eni di avere una generazione di cassa superiore, tramite la costruzione di un portafoglio dall’alto margine grazie a risorse materiali e convenzionali, operazioni design-to-cost e asset di alto valore.

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