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Il Green Data Center di Ferrera Erbognone

70 milioni di miliardi di calcoli al secondo, effettuati contenendo ai minimi l’impatto ambientale.

La tecnologia

Il Green Data Center di Ferrera Erbognone, in provincia di Pavia, racchiude i sistemi informatici centrali di elaborazione di Eni, sia l’informatica gestionale che le applicazioni Oil & Gas. Ospita quindi HPC5, inaugurato il 6 febbraio 2020, e il suo predecessore HPC4, installato nel 2018. HPC5 si conferma uno dei supercomputer più potenti del mondo: nella lista TOP500 HPC5 è classificato come sesto più potente a livello globale, primo in Europa e primo in assoluto fra i sistemi non governativi. Ed è anche fra i più green del mondo, cioè con il minor consumo di energia elettrica per Petaflop/s. Nella lista speciale GREEN500 HPC5 è di nuovo classificato come sesto al mondo per efficienza energetica, primo in Europa e di nuovo primo fra tutti i supercomputer non governativi. Se trascuriamo i computer sperimentali prendendo in considerazione solo i veri sistemi di supercalcolo che consumano più di 1MW, diventa il secondo computer al mondo per risparmio energetico. Per dimensioni, concentrazione, trasporto, smaltimento termico ed efficienza complessiva, un Data Center presenta alcuni tra i più complessi problemi di gestione dell’energia. Il nostro Green Data Center è stato sviluppato con l’obiettivo di garantire altissima affidabilità per tutte le esigenze informatiche aziendali e ottenere risultati di efficienza energetica “green”, registrando fin dalla sua inaugurazione, nel 2013, risultati di assoluta eccellenza mondiale. Per questo motivo, nell’arco di sette anni non si è resa necessaria alcuna modifica infrastrutturale e il GDC può tranquillamente ospitare sia HPC4 che HPC5 senza necessità di alcun adattamento. Il P.U.E. (Power Usage Effectiveness, cioè il rapporto tra il consumo elettrico complessivo e consumo dei soli apparati informatici) è pari a 1,171, a fronte di una media mondiale pari a 1.67. Le attività del centro di Ferrera Erbognone sono state anche d’impulso per lo sviluppo di ISWEC e lo sfruttamento dell’energia da moto ondoso. Attraverso modelli matematici avanzati, la potenza di calcolo del Green Data Center consente di combinare informazioni sulle condizioni meteo-marine con quelle sul comportamento della Culla dell’Energia e di disegnare diversi i modelli in funzione delle specifiche condizioni locali. Un centro che è una delle forze trainanti dell’innovazione e della ricerca europea, fondamentale per definire l’energia del futuro, rendere sempre più rapido il processo di transizione energetica e implementare i processi relativi all’esplorazione e a nuove fonti rinnovabili.

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SUPERVELOCE#4: Uno sguardo al domani

La sfida della sostenibilità

La costante crescita della sua potenza di calcolo impone una sempre più sofisticata e attenta gestione dell’impatto e delle tecnologie necessarie a ridurlo. Del resto, in tutto il mondo, il tema dell’impatto ambientale dei “data center” è sempre più attuale e centrale. Proprio per questo, per alimentare il Green Data Center di Eni, è stato installato un impianto fotovoltaico in modo da utilizzare il terreno industriale del gruppo per generare energia da fonte rinnovabile, da autoconsumare presso i siti industriali Eni. Il Centro, peraltro, non contribuisce a un modello sostenibile solo minimizzando l’impatto delle attività di calcolo e ricerca, ma anche contribuendo, in maniera decisiva, al miglioramento delle tecniche in essere. Basti pensare che proprio grazie ad HPC è stato possibile realizzare in breve tempo il nuovo reattore della tecnologia EST, in grado di convertire i residui di raffinazione, oli pesanti e bitumi in prodotti leggeri di elevata qualità.

Un design ecocompatibile

L'infrastruttura del Green Data Center è caratterizzata a ogni livello da un design ecocompatibile, che garantisce il consumo di circa la metà dell'energia di un sistema tradizionale equiparabile, e di ridurre significativamente le emissioni di CO2. L'impianto, oltre che dalla centrale termoelettrica di Enipower situata accanto al GDC, viene infatti alimentato da un parco fotovoltaico da circa 1 MWp. Questo è il primo impianto entrato in esercizio nell’ambito del Progetto Italia e  genera energia che potrebbe soddisfare l’equivalente del fabbisogno energetico di più di 500 famiglie. L’elettricità prodotta dai 2.968 moduli fotovoltaici, distribuiti su 106 stringhe, viene interamente consumata sul posto ed è destinata a compensare parzialmente il consumo elettrico del Supercomputer.

L’efficienza ambientale del Green Data Center viene rafforzata dal particolare sistema di raffreddamento che regola la temperatura, ed è gestito per almeno il 92% del tempo con la sola aria esterna, filtrando 3.000 chilogrammi all’anno di polvere. I Data Center tradizionali, invece, utilizzano ininterrottamente sistemi di condizionamento e ventilazione forzata.

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L'efficienza del Green Data Center

Quanto è potente la mente del supercomputer

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