Overview

Aumento e valorizzazione risorse, strategia per il 2019
Per il periodo 2016-2019 intendiamo aumentare e valorizzare le risorse esplorative e accrescere la generazione di cassa. Per raggiungere questi obiettivi condurremo attività di appraisal sulle scoperte recenti e attività di near-field e incrementali in aree legacy, rinnoveremo il portafoglio titoli esplorativi e metteremo rapidamente in produzione le risorse scoperte. Il modello di sviluppo Upstream continuerà a essere caratterizzato dalla presenza in progetti di grandi dimensioni e ridotti costi di sviluppo unitari. L’analisi del rischio comprenderà tutti i fattori, dalle fluttuazioni dei prezzi al rischio geopolitico e si focalizzerà in particolare sui rischi tecnici. La sostenibilità rimarrà al centro della nostra strategia e si concretizzerò, in particolare, sulla riduzione dell’impronta al carbonio e dalla graduale eliminazione del gas flaring di routine.

Grandi progetti a bassi costi unitari

Il modello di sviluppo upstream continuerà a essere caratterizzato dalla presenza in progetti convenzionali generati da attività organica, di grandi dimensioni e ridotti costi di sviluppo unitari, sostenibili anche a livelli contenuti di prezzi del Brent. I rilevanti successi esplorativi hanno consentito l’accrescimento delle risorse di idrocarburi, nonché una significativa generazione di valore attraverso la rapida monetizzazione delle riserve scoperte in eccesso al rateo di rimpiazzo.

Obiettivi prioritari

Obiettivi prioritari sono l’aumento e la valorizzazione delle risorse esplorative e la crescita della generazione di cassa. L’aumento e la valorizzazione delle risorse esplorative saranno perseguiti attraverso:
  • la focalizzazione su attività di appraisal delle recenti scoperte (Egitto, Congo, Indonesia ed Angola), su attività near-field e incrementale in aree legacy e in prossimità di campi già in sviluppo con una previsione di nuove scoperte per 1,6 miliardi di boe al costo competitivo di $2,3 al barile.
  • Il rinnovo del portafoglio titoli esplorativi con attenzione ai temi ad alta materialità. 
  • La rapida messa in produzione delle risorse scoperte, attraverso l’ottimizzazione del time-to-market e la focalizzazione sulla fase di “execution” dei progetti.

Generazione di cassa

La generazione di cassa sarà sostenuta:
  • dalla crescita delle produzioni a un tasso medio annuo superiore al 3%, mantenendo una solida base di progetti nelle aree core, anche attraverso la leva dei negoziati con i Paesi produttori e lo stretto monitoraggio delle attività non operate. Gli start-up pianificati e la crescita di quelli avviati nel 2015, produrranno oltre 800 mila boe/giorno nel 2019. I principali avvii sono il giacimento Goliat (Eni operatore con il 65%) nel mare di Barents in Norvegia, il progetto Jangkrik (Eni operatore con il 55%) in Indonesia, lo sviluppo a olio e gas della licenza Offshore Cape Three Points (Eni operatore con il 47,22%) in Ghana, il restart di Kashagan (Eni 16,81%) entro la fine del 2016 nonché l’accelerated start-up della scoperta giant di Zohr (Eni 100%) nell’offshore dell’Egitto e la continua messa in produzione delle scoperte del Blocco 15/06 (Eni 35%, operatore) in Angola.
  • Da un approccio modulare, per fasi, allo sviluppo dei progetti al fine di ridurre l’esposizione finanziaria e accelerare l’avvio delle produzioni.
  • Dall’aumento dell’efficienza attraverso azioni diffuse di riduzione dei costi operativi, per- seguite anche attraverso la rinegoziazione dei contratti di fornitura.
  • Dal focus sul circolante attraverso l’ottimizzazione dei crediti vs terzi e partner in Joint Ventures e la minimizzazione delle giacenze di magazzino.
  • Dalla rapida monetizzazione di quote delle scoperte effettuate.

Fattori di rischio

I principali fattori di rischio che potrebbero impattare la performance dell’upstream, soprattutto nel breve/medio termine, sono:
  • il rischio scenario connesso alla flessione delle quotazioni del Brent. Le azioni di mitigazione prevedono ulteriori interventi di razionalizzazione oltre che rinegoziazioni del costo dei beni e dei servizi correlati al nuovo trend di mercato. Con riferimento agli investimenti, nel piano 2016-19 si prevede una riduzione di circa il 18% rispetto al piano precedente a parità di cambio per effetto del recupero di efficienza nell’esplorazione, focalizzata su attività near-field e di appraisal, del rephasing di progetti non sanzionati nonché della revisione dei contratti di servizio. A tali azioni si aggiunge la riduzione dei costi operativi del 12% a cambi costanti rispetto al vecchio piano. 
  • Il rischio geopolitico connesso all’instabilità politica e sociale in alcuni Paesi in cui Eni opera. Le attività operative Eni risultano attualmente localizzate per lo più in aree lontane dalle zone d’instabilità mentre la parte più importante della crescita è prevista in Paesi a basso/medio rischio (circa il 90% degli investimenti del quadriennio). 
  • Il rischio connesso alla complessità tecnologica e logistica di alcuni progetti. Le principali azioni di mitigazione prevedono, oltre che la selezione di contrattisti adeguati, il controllo e la minimizzazione dei tempi di messa in produzione delle risorse e il mantenimento di un elevato livello di operatorship (produzioni di asset operati nel portafoglio progetti pari al 75% nel 2019 con un tasso medio di crescita nell’arco di piano del 4,3%). 
  • Il rischio tecnico connesso alle attività di drilling “critiche” relative alla perforazione di pozzi deepwater e high pressure/high temperature. Nel piano 2016-2019 il numero di pozzi critici sono previsti in riduzione del 24% e la percentuale di attività critiche operate è prevista in aumento garantendo un maggiore controllo diretto e il rispetto degli elevati standard Eni.

Sostenibilità del business

La sostenibilità del business nel breve e lungo termine rimane fattore chiave nel raggiungimento degli obiettivi attraverso il sempre maggiore coinvolgimento di tutti gli stakeholder, delle continue relazioni con le autorità locali e perseguendo: 
  • la riduzione del 30% dei volumi di gas flared di processo nel 2019 rispetto al 2014, in linea con il target del zero routine flaring al 2025. 
  • La riduzione del carbon footprint attraverso l’evoluzione degli investimenti a gas, le iniziative di energy savings e lo sviluppo di energie rinnovabili.

Voci collegate

La trasformazione strategica di Eni nel settore Gas & Power

Nella nuova strategy di Eni vengono valorizzate le attività di trading, ottimizzati i costi e lanciati prodotti innovativi.

Le riserve certe non sviluppate di Eni

Le riserve non sviluppate di Eni sono diminuite rispetto al 2014 anche grazie alla conversione a riserve sviluppate.
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