San Donato Milanese, 18 Aprile 2011 - La mostra itinerante “Il cane a sei zampe: Un simbolo tra memoria e futuro‘, dedicata alla storia di Eni e del suo marchio, dalle origini fino al più recente restyling, dopo le tappe a Roma, Ravenna, Stresa, Mantova, Venezia, Cortemaggiore, Firenze e Milano arriva anche Torino, capitale delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità italiana, ospitata alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli (via Nizza, 230) dal 21 aprile al 22 maggio.

Attraverso una ricca selezione di immagini, documenti originali, filmati, caroselli e memorabilia provenienti dall’archivio storico Eni e da collezioni private, l’esposizione consente ai visitatori di conoscere la storia di una grande azienda italiana e di ripercorrerne le tappe significative, i fatti storici, i cambiamenti che hanno caratterizzato lo sviluppo dell’azienda e del Paese a partire dagli anni Cinquanta fino ai giorni nostri.  

Una sezione speciale è riservata alla storia del concorso indetto nel 1952 per trovare i marchi che avrebbero accompagnato la pubblicità della benzina (Supercortemaggiore) e del gas (Agipgas). Questa storia, ricostruita sulla base di documentazione originale - messa a disposizione dall’Editoriale Domus - fa chiarezza intorno all’origine del “cane a sei zampe fedele amico dell’uomo a quattro ruote‘  (fortunato slogan ideato da Ettore Scola) che ha accompagnato tante generazioni in oltre mezzo secolo di storia.

La parte finale del percorso espositivo è dedicata al presente, con un’opera ispirata al Cane a sei zampe realizzata dalla sand artist Ilana Yahav e con le opere dei talenti emergenti che hanno inaugurato la nuova stagione della comunicazione Eni.

La tappa di Torino sarà anche l’occasione per ricordare lo stretto legame tra due grandi aziende italiane, Eni e Fiat, e il rapporto di collaborazione tra due importanti imprenditori, Enrico Mattei e Vittorio Valletta. Fu proprio la visione di personaggi come Valletta, Pirelli, Mattei e Sinigaglia a dare impulso ad alleanze decisive per il miracolo economico italiano. Secondo il giudizio di Eugenio Scalfari, nei primi anni sessanta, furono questi capitani d’impresa ad attuare la programmazione economica in Italia: acciaio, petrolio, benzina, automobili e autostrade per la motorizzazione di massa. Grazie a nuove ed efficienti stazioni di servizio e a vetture di piccola cilindrata, Eni e Fiat crearono in quegli anni le basi per la trasformazione dell’Italia da paese agricolo e manifatturiero in paese industriale.  Sembra che Vittorio Valletta abbia conosciuto Enrico Mattei nel 1949, all’inaugurazione del pozzo di Cortemaggiore. Dalle forniture di gas ai rifornimenti e raffinazione del petrolio, che a partire dal 1955 calmierarono il prezzo della benzina in Italia, alla costruzione della rete di distributori Agip, furono molte le iniziative di Eni che aiutarono la crescita della motorizzazione della Fiat. Da parte sua, Valletta ebbe un ruolo di mediatore tra le compagnie americane e Mattei,  tramite i rapporti che Fiat deteneva con Texaco. Un altro terreno di incontro fu la politica Eni di ricerca di accordi con i paesi produttori, nei quali la Impresit, controllata Fiat, puntava a inserirsi per le grandi opere. Il rapporto di collaborazione tra i due manager, il senso di riscatto nazionale, la visione proiettata verso il futuro, così come il loro temperamento, diedero una forte spinta all’Italia del dopoguerra. Per questo motivo una sezione speciale della mostra racconterà con immagini e filmati provenienti dai rispettivi archivi storici, lo stretto legame tra due grandi aziende del made in Italy.

Per l’occasione verrà proiettato un breve filmato, realizzato dall’Archivio Storico Eni in collaborazione con l’Archivio storico Fiat e l’Archivio nazionale del Cinema d’Impresa, che ripercorre, attraverso immagini di repertorio (molte delle quali inedite) il fenomeno della motorizzazione di massa negli anni del boom economico.

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