Dal 12 ottobre al 2 novembre presso le Sale dell'Imbarcadero del Castello Sforzesco fotogrammi e documenti che hanno scandito la storia di Eni

Ferrara, 11 Ottobre 2011 - La mostra itinerante "Il cane a sei zampe. Un simbolo tra memoria e futuro", a cura di Eni, arriva a Ferrara, registrando il quindicesimo appuntamento in meno di due anni dall'inaugurazione del Vittoriano a Roma, nel marzo 2010.

Ferrara rappresenta da anni un territorio di grande interesse per Eni, non solo per l'importante sito petrolchimico in cui subentra alla metà degli anni Ottanta, ma anche per la presenza dello stabilimento integrato in grado di produrre energia elettrica e vapore e del nuovo elettrodotto di collegamento con la rete nazionale . Nell'area circostante a Ferrara, si deve ricordare anche la Centrale geotermica di Casaglia - in joint venture con Enel Green Power - un interessante esempio di produzione di energia rinnovabile a emissioni zero, che utilizza il fluido geotermico estratto per alimentare il teleriscaldamento urbano della città. D'altronde, l'attività di Eni ha conosciuto su questo territorio, soprattutto in passato, interessanti ritrovamenti di campi a gas: Tresigallo, Sabbioncello, Agosta, Tremotte, Manara, dove – piccola curiosità storica – si conservano i resti della casa colonica "Cavallina", uno dei luoghi segnati, nel 1849, dal passaggio di Garibaldi e Anita in fuga dagli austriaci e dai papalini.

Un angolo speciale della mostra è dedicato alla recente attività di Eni in quest'area, raccontata attraverso gli scatti di uomini e donne al lavoro, uniti da una passione comune e dall'impegno per lo sviluppo e il benessere della società. Uomini e donne simili a quelli che scelse Enrico Mattei, quando prese forma il progetto di dar vita ad una grande impresa energetica in grado di valicare i confini nazionali e dialogare allo stesso tavolo con i paesi produttori. Era il 1952, un anno prima della nascita di Eni, e Mattei capisce con grande anticipo la necessità di trovare un marchio. La scelta cade sul cane a sei zampe, simbolo fantastico ed evocativo, in grado di conquistare da subito la simpatia di milioni di italiani. Oggi è un simbolo riconosciuto in tutto il mondo, che parla di rispetto, internazionalità, ricerca, innovazione.

L'esposizione, allestita presso le Sale dell'Imbarcadero del Castello Estense, dal 12 ottobre al 2 novembre, si snoda in tre sezioni cronologiche che ripercorrono i restyling del marchio (1972, 1998, 2009) attraverso i fotogrammi e i documenti che hanno scandito la storia di Eni, provenienti dal ricchissimo archivio storico aziendale. Dalla metanizzazione dell'industria ai grandi accordi internazionali, dalle innovative stazioni di servizio alla ricerca petrolifera all'estero impostata su un rapporto alla pari, nel segno del rispetto e della collaborazione con i paesi produttori fino ai traguardi del presente, lasciando intuire allo spettatore le sfide del futuro. Tutto il racconto è accompagnato da una raccolta di vignette satiriche, anche queste in grado di svelare quanto profondo sia stato il portato sociale ed economico di Eni e la sua percezione da parte dell'opinione pubblica. Uno spazio particolare è riservato alla storia del simbolo aziendale fortemente voluto dal suo fondatore. All'interno dell'ufficio personale di Mattei, ricostruito con tanto di mobilio originale saranno esposte le riproduzioni delle opere del ferrarese Filippo De Pisis, provenienti dal patrimonio artistico Eni, recentemente pubblicato per i tipi di Mondadori Electa e ora reso fruibile al grande pubblico attraverso mostre nazionali e internazionali.

De Pisis rappresenta senza dubbio l'artista cui Mattei, mecenate e profondo conoscitore d'arte, era maggiormente legato perchè capace – come lui stesso afferma a proposito del quadro Omaggio a Fattori – di riportarlo con la mente alle prime tappe del suo percorso professionale, dove tutto era cominciato. Il tema dello sguardo al passato, d'altronde, è una costante nella filosofia del primo presidente Eni tanto che secondo alcuni, fu proprio il particolare della testa rivolta all'indietro – simbolo della consapevolezza delle proprie radici come base per lo sviluppo di domani - a far propendere Mattei per la scelta del cane a sei zampe.

Il cuore della mostra, è infine rappresentato dai numerosi oggetti e memorabilia firmati con il cane a sei zampe, dai gadget pensati per gli automobilisti a quelli più insoliti o di uso quotidiano ripescati dalle cantine dei dipendenti o provenienti da collezionisti privati di varie parti d'Italia.

Una mostra dedicata a un marchio simbolo del nostro made in Italy, capace ancora oggi di esprimere un'abilità che è cultura di questa azienda: saper immaginare il futuro, a volte, prima degli altri.

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