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Eni precisa di non avere avviato alcuna SLAPP nei confronti di ReCommon

Eni ha notificato a ReCommon una formale diffida dal reiterare la diffusione di notizie false e diffamatorie da parte dei suoi esponenti. A fronte del perdurare della condotta diffamatoria da parte di ReCommon, come previsto dalla legge Eni ha avviato la procedura di mediazione, che si è svolta il 14 aprile u.s., e si è conclusa negativamente poiché gli esponenti di ReCommon non hanno aderito alla richiesta di cessare la diffusione di notizie false e di rimuovere i contenuti diffamatori dai profili online. Tale procedura non costituisce una SLAPP in quanto Eni non ha richiesto alcun risarcimento economico, al contrario di quanto affermato, mentendo, da ReCommon.

L’indicazione di 800.000 euro, riportata nella comunicazione di ReCommon, è relativa a un valore che deve essere necessariamente indicato a fini procedurali, in merito all’ammontare di un possibile danno causato dalla comunicazione diffamatoria nei confronti di Eni.

Eni si è invece limitata a richiedere che ReCommon si astenga dalla diffusione di ulteriori dichiarazioni diffamatorie e la rimozione dai profili social di ReCommon di tali contenuti in merito al tema delle licenze per l’esplorazione di gas al largo delle coste israeliane.

Eni ricorda che non è la prima volta che ReCommon allude a presunte e inesistenti intimidazioni da parte di Eni, solo perché la Società ha intrapreso le vie legali a tutela della propria reputazione a fronte di affermazioni diffamatorie, come è nel proprio diritto e dovere nei confronti degli oltre 30 mila dipendenti e degli azionisti della Società.

Eni ribadisce inoltre l’assoluta falsità delle informazioni diffuse da ReCommon sul tema delle licenze esplorative al largo di Israele, che costituisce il fondamento della presente mediazione: Eni infatti non ha mai ottenuto le licenze di esplorazione per la zona G, che come risulta dalle fonti ufficiali del Ministero dell’Energia Israeliano non sono mai state formalmente assegnate al consorzio di cui Eni faceva parte. L’annuncio ministeriale del 29 ottobre 2023 riportava l’esito della procedura selettiva, non il completamento dell’iter di assegnazione della licenza. Si tratta di una distinzione giuridica fondamentale che ReCommon ha sistematicamente ignorato: l’esito positivo della selezione non comporta infatti la titolarità dei diritti di esplorazione. Eni peraltro si è anche ritirata dal consorzio aggiudicatario del Blocco G nel quadro della razionalizzazione e diversificazione strategica delle proprie attività Upstream.

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