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  • FINANZA, STRATEGIA E REPORT
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ENI CAPITAL MARKETS UPDATE 2026-2030

Una strategia chiara che porta crescita e resilienza

Roma, 19 marzo 2026 – Il Piano 2026-2030 e le linee strategiche di Eni presentate oggi alla comunità finanziaria sono basate su:

  • la coerenza della strategia e la sua esecuzione eccellente, che hanno consentito a Eni di raggiungere i propri obiettivi nonostante la volatilità dei mercati;
  • il migliore portafoglio di progetti Exploration & Production (E&P) nella storia della Società, che offre una chiara visibilità sulle ampliate prospettive di crescita delle produzioni e sulle diverse opportunità a disposizione;
  • il successo nello sviluppo dei modelli di business legati alla Transizione, che garantiscono un ritorno materiale agli azionisti e supportano una crescita diversificata. Per promuovere una crescita più efficiente di Plenitude è peraltro in corso un piano di deconsolidamento della Società;
  • l’investimento in tecnologia e capitale umano, che si sviluppa su tutte le attività di Eni e rimane fondamentale per creare nuove opportunità;
  • Il modello finanziario innovativo, basato su società satellite in grado di autofinanziarsi che, insieme alla forte crescita organica, migliorerà le prospettive di generazione di cassa e massimizzerà la disciplina finanziaria; questo si tradurrà in un miglioramento nella generazione di cassa (Free Cash Flow) in presenza di un livello di indebitamento ai minimi storici, consentendo a Eni di potenziare la remunerazione dei propri azionisti.

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, ha commentato:

“Il caposaldo strategico di Eni rimane la coerenza, determinante in un contesto di mercato incerto e volatile. La nostra attività esplorativa, eccellenza a livello mondiale, la nostra grande capacità di realizzazione dei progetti, le nostre tecnologie all'avanguardia e una strategia finanziaria chiara e definita sono i pilastri che in modo sinergico alimentano la nostra crescita, garantiscono resilienza e una politica di remunerazione altamente attrattiva per i nostri azionisti. L’esecuzione della strategia ci ha consentito di realizzare performance eccezionali nel 2025, che rappresentano una concreta e importante conferma per il futuro. Nel settore E&P abbiamo costruito il portafoglio più forte nella storia di Eni, in gran parte per via organica e grazie a una performance esplorativa e di esecuzione dei progetti da leader del settore. Garantiremo una crescita della produzione al top dell’industria grazie a una serie straordinaria di progetti in sviluppo. La combinazione dei volumi e del valore di questi progetti, insieme alla quota crescente di commercializzazione delle nostre produzioni equity, genereranno flussi di cassa progressivamente più elevati, una significativa flessibilità nell’esecuzione dei progetti e rendimenti più importanti nell'Upstream. Guardando al futuro, la nostra diversificazione geografica, di commodity e tecnologica riduce il rischio del nostro portafoglio e garantisce la sicurezza degli approvvigionamenti, così come la sostenibilità economica e la riduzione delle emissioni. I nostri business relativi alla Transizione svolgeranno un ruolo complementare, rispondendo alla crescente domanda di energia. Nell’ambito delle attività legate alla Transizione, siamo gli unici nell’industria a creare business autonomi, autofinanziati e sostenibili. Il successo della nostra strategia è confermato dal valore finanziario riconosciuto a questi business da investitori finanziari leader a livello internazionale, con un ritorno importante per gli azionisti che rende possibile un’ulteriore crescita sostenibile e restituisce a Eni ancor più equilibrio e resilienza. Al 2030 Eni avrà una generazione di cassa significativamente maggiore, trainata da un'ulteriore crescita nei nostri business principali, oltre che dalla continua riduzione dei costi e dai miglioramenti delle performance negli altri business. Prevediamo un livello di Cash Flow From Operation (CFFO) a circa €17 miliardi nel 2030, che corrisponde a un tasso di crescita medio per azione del 14% (CAGR). Grazie a una disciplinata allocazione del capitale, prevediamo di generare un free cash flow nell’arco del piano pari a circa il 70 % della nostra attuale capitalizzazione di mercato e un livello di indebitamento finanziario basso, con un gearing nell’intervallo tra il 10-15%, sui minimi livelli storici. Questo ci permette di rafforzare la distribuzione agli azionisti con un payout complessivo tra il 35-45% del CFFO, con l’impegno a condividere l'upside con i nostri azionisti. Per il 2026 proporremo un dividendo di €1,10, in aumento di circa il 5%, e un programma di riacquisto di azioni proprie inizialmente fissato a €1,5 miliardi, con possibilità di ulteriore incremento del buyback distribuendo il 60% del cash flow incrementale in caso di risultati o di scenario migliori rispetto al Piano, come già avvenuto in passato. Per scenari di prezzo del greggio particolarmente elevati (cioè superiori a 90 $ al barile; oppure per incrementi del 50% del prezzo del gas o del margine di raffinazione), prevediamo di distribuire il 100% del cash flow addizionale in forma di dividendo straordinario”. 

Claudio Descalzi, insieme al top management di Eni, ha illustrato oggi alla comunità finanziaria i dettagli del piano strategico 2026-2030.

E&P: l'oil&gas rimane il pilastro della strategia di Eni

  • Eni si conferma leader mondiale nel settore dell'esplorazione. Dal 2014 Eni ha scoperto oltre 11 miliardi di barili di olio equivalente (boe), di cui 900 milioni di boe nel 2025; a ciò si aggiunge un avvio del 2026 estremamente positivo, con ulteriori prospettive promettenti nel periodo di Piano. Il successo di Eni è il risultato del costante investimento nelle proprie persone e nelle tecnologie a supporto della crescita lungo l'intero ciclo industriale.
  • Nel 2026 Eni sarà attiva nell’esplorazione nell’Africa occidentale (bacino dell'Orange e Transform Margin), nel Nord Africa (bacino del Berkine e bacino di Sirte), nel Mediterraneo orientale, in Norvegia e nel Sud-Est asiatico e continuerà a generare nuove ulteriori opportunità nel corso dell'anno.
  • Eni ha convertito il 60% delle sue scoperte in produzioni o cessioni dal 2014, realizzando importanti vantaggi in termini di costi e plusvalenze lungo tutta la catena del valore upstream, orientata alla crescita organica.
  • L’attuale portafoglio Eni di progetti in sviluppo e in fase di pre-sviluppo è il migliore e più diversificato nella storia della Società, e implica una produzione attesa di 850 mila boe al giorno nel 2030. La crescita potenziale e la flessibilità si estendono ben oltre tale orizzonte: il portafoglio è diversificato dal punto di vista geografico e tecnologico, a sostegno della sicurezza energetica e dell’esecuzione dei progetti.
  • Il portafoglio, infine, presenta una rilevante esposizione al Floating Liquefied Natural Gas (FLNG), una tecnologia flessibile e competitiva in termini di costi in cui Eni ha consolidato una posizione di leadership a livello mondiale, insieme alle proprie competenze di eccellenza nello sviluppo offshore.
  • Si prevede che la produzione reported cresca del 3-4% annuo fino al 2030[1], sostenuta da un portafoglio di progetti rilevanti già esistenti. La produzione underlying sarà più elevata, prima degli effetti delle operazioni di portafoglio generate dal modello dual exploration che hanno consentito di incassare oltre $13 miliardi dal 2013. Le decisioni finali di investimento dei nuovi progetti trainano questa crescita, Eni prevede che il proprio tasso di rimpiazzo delle riserve di idrocarburi si attesterà in media sopra il 140% per il resto del decennio.
  • Tra le diverse e importanti approvazioni di progetti nel 2026, Eni ha annunciato quella relativa agli sviluppi nel Bacino del North Kutei, che farà parte della Joint Venture concordata con Petronas, il cui closing è previsto intorno a metà 2026 e che prenderà il nome di Searah. La nuova Società eserciterà immediatamente il ruolo di operatore leader nell'E&P nel Sud-est asiatico, con riferimento in particolare ai rilevanti mercati regionali del GNL. Inoltre, Eni prevede di approvare quest'anno l’importante progetto di GNL in Argentina in partnership con YPF e XRG.
  • Eni continua a operare lungo l'intera catena del valore, catturando il margine commerciale della propria produzione e garantendo la sicurezza degli approvvigionamenti. Ciò include il business GGP, dove la Società prevede di generare un EBIT pro-forma di circa €1 miliardo all'anno, con upside potenziale nel corso del Piano, e con un valore che per il 2026 si attesta a circa €1 miliardo.

Transizione energetica: modello unico di crescita e creazione di valore

Con Plenitude e Enilive, Eni ha creato due business integrati a crescita elevata che supportano i propri clienti nella decarbonizzazione dei consumi di energia. Negli ultimi due anni, Eni ha attirato capitale da rilevanti player finanziari che ne supportano la crescita e che hanno riconosciuto un Enterprise Value delle due società pari a oltre €23 miliardi.

  • Nell’ambito del piano di crescita di Plenitude, che prevede un’ulteriore accelerazione, Eni, al fine di assicurare un pieno allineamento del capitale, ha annunciato questa mattina il piano di revisione della struttura azionaria e il deconsolidamento della società. Si tratta di una iniziativa strategica che prevede anche un aumento di capitale non proporzionale, da sottoscrivere da parte degli azionisti, pari a €1,5 miliardi. L’iniziativa servirà a sostenere la crescita di Plenitude nel modo più efficiente sotto il profilo finanziario ed è coerente con la strategia di Eni volta a valorizzare le Società del Gruppo.
  • La capacità rinnovabile installata di Plenitude a fine 2025 è stata di 5,8 GW ed è prevista raggiungere i 15 GW al 2030. A valle del completamento dell’acquisizione di Acea Energia, i clienti aumenteranno a oltre 11 milioni. La crescita nelle rinnovabili, insieme ad una solida base di clienti, rappresenta un fattore chiave di successo per Plenitude. Eni prevede che Plenitude genererà un EBITDA di €1,3 miliardi nel 2026 e superiore a €2,5 miliardi nel 2030.
  • L'obiettivo di Enilive di 5 milioni di tonnellate di capacità produttiva di biocarburanti entro il 2030 e l'opzionalità per la produzione di SAF (Sustainable Aviation Fuel) di oltre 2 milioni di tonnellate sono confermati. Alla fine del 2025, Enilive aveva una capacità produttiva di 1,65 milioni di tonnellate e circa 2 milioni di tonnellate (quota propria) in fase di realizzazione grazie a 5 diversi progetti. Eni prevede che Enilive genererà un EBITDA di €1,1 miliardi nel 2026, grazie alla ripresa del mercato dei biocarburanti e che il valore triplicherà a €3 miliardi nel 2030, in corrispondenza di un livello di ROACE superiore al 15%.

Strategia Finanziaria: gearing più basso e potenziamento della remunerazione agli azionisti

Il modello finanziario di Eni supporta l'attuazione del piano strategico lungo l’intero ciclo dei business, consentendone un'applicazione sempre coerente, assicurando la necessaria resilienza finanziaria, allineando il capitale ai diversi profili di rischio e rendimento e garantendo creazione di valore e ritorno per gli azionisti.

 

  • Si prevedono investimenti nell’arco di Piano inferiori a €6 miliardi per anno, minori di circa €2 miliardi rispetto al Piano 2025-2028, grazie ad ulteriori azioni di efficienza e focalizzazione, oltre che al deconsolidamento di alcune attività; includendo il contributo delle operazioni di portafoglio, gli investimenti netti nell’arco di Piano si riducono da €6 miliardi a circa €5 miliardi per anno.
  • Nel 2026 gli investimenti sono attesi a €7 miliardi, in riduzione del 18% rispetto al 2025, ovvero pari a circa €5 miliardi includendo gli effetti delle operazioni di portafoglio.
  • Grazie all'efficienza e all'efficacia degli investimenti di Eni e alla qualità del portafoglio dei nuovi progetti, si prevede che la Società crescerà in modo altamente competitivo. Eni stima che il CFFO per azione crescerà a un tasso medio annuo (CAGR) del 14% fino al 2030, trainato dalla crescita di tutti i business e supportato da iniziative di miglioramento delle performance e da misure di efficienza.
  • Partendo da un livello di €11,5 miliardi nel 2026, con uno scenario di 70 $ per barile, Eni prevede un CFFO complessivo nell'arco del Piano di circa €71 miliardi.
  • In combinazione con un programma di investimenti disciplinato ed efficiente, ciò genererà oltre €40 miliardi di Free Cash Flow (FCF) nel periodo 2026-2030 o oltre €45 miliardi includendo il contributo delle operazioni di portafoglio.
  • La forte crescita nella generazione di cassa, la disciplinata allocazione del capitale e i flussi generati dai nuovi stream di progetti garantiscono ritorni decisamente positivi, pertanto Eni si attende un livello di ROACE di circa il 13% nel 2030.
  • A fine 2025, il gearing pro forma si è attestato al 14% ed Eni prevede che rimanga in un intervallo del 10-15% per l'intero periodo del Piano, un livello storicamente basso per la società.
  • Grazie alla solidità patrimoniale, ai nuovi business satellitari, ai flussi di cassa operativi deconsolidati e ai minori investimenti, Eni aumenterà il range di distribuzione target al 35-45% del CFFO (rispetto al precedente 35-40%). Di conseguenza, insieme alla proposta di dividendo per il 2026 pari a €1,10 (in crescita di circa il 5%), Eni annuncia l'intenzione di procedere al riacquisto di azioni proprie per €1,5 miliardi nell'ambito del programma 2026.
  • Eni conferma che, come negli anni precedenti, condividerà con gli azionisti l’upside del CFFO. In primo luogo, in presenza di un prezzo del Brent fino a $90/bbl, la Società destinerà il 60% dei flussi di cassa incrementali rispetto al Piano a un ulteriore riacquisto di azioni proprie. Inoltre, Eni introduce un nuovo elemento di upside: nel caso in cui il prezzo medio del Brent per l’anno superi i $90/bbl, o se i prezzi del gas o i margini di raffinazione superino del 50% lo scenario di budget di Eni, la Società destinerà l’intero flusso di cassa incrementale a un dividendo straordinario, da corrispondere agli azionisti nell’ultimo trimestre dell’anno.
Assumendo che eventuali fattori esogeni che dovessero interrompere le produzioni, rientrino nei livelli coperti dalla contingency, determinata sulla base di livelli storici.
  • (1) Assumendo che eventuali fattori esogeni che dovessero interrompere le produzioni, rientrino nei livelli coperti dalla contingency, determinata sulla base di livelli storici.

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