Finanza, Risultati e Piano Strategico

Eni: trasformata in società forte e solida, con il nuovo Piano punta all’espansione in tutti i propri business

10 aprile 2018 4:10 PM CEST

Dopo la presentazione di Londra, l’AD Claudio Descalzi illustra la nuova strategia per il quadriennio 2018-2021 alla comunità finanziaria americana a New York. Sulla base del trend del primo trimestre, la compagnia conferma l’obiettivo di crescita produttiva per il 2018.

New York, 10 aprile 2018 – L’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha presentato oggi alla comunità finanziaria americana la nuova strategia di espansione di Eni. Tale strategia deriva dal completamento della trasformazione avviata dall’AD nel 2014, che ha reso Eni una compagnia snella, solida e in grado di creare valore anche in presenza di scenari di prezzo fortemente ridotti.

 

Claudio Descalzi ha spiegato: “Nel corso degli ultimi anni abbiamo trasformato Eni rendendola più forte, operativamente e finanziariamente, mettendo in campo una strategia rapida ed efficace, e anticipando il crollo dei prezzi del petrolio. In un periodo di prezzi fortemente penalizzanti, abbiamo incrementato la produzione di idrocarburi e riportato strutturalmente in positivo i nostri business mid-downstream, in perdita da anni, ottenendo una forte generazione di cassa e riducendo nel contempo il livello di costi e investimenti. Se nel 2014 potevamo fare fronte a investimenti e dividendi a un prezzo del Brent pari a 114$ il barile, nel 2017 siamo stati in grado di farlo a 57$ il barile. Adesso entriamo in una nuova fase di espansione industriale che ci consentirà di incrementare la creazione di valore per i nostri azionisti e di rafforzare ulteriormente la società. La nostra strategia è basata su una profonda integrazione tra tutti i nostri business e sulla continua attenzione all’efficienza e al rigore nella disciplina finanziaria.

Nei prossimi quattro anni, la produzione crescerà in media del 3,5% all’anno e scopriremo circa 2 miliardi di barili di nuove risorse. Peraltro, guardando al trend del primo trimestre dell’anno in corso, con una crescita del 4% anno su anno siamo perfettamente in linea con l’obiettivo produttivo che abbiamo annunciato per il 2018.

In ambito G&P aumenteremo l’EBIT a 800 milioni di euro nel 2021, generando un free cash flow nell’arco di Piano pari a 2,4 miliardi di euro. Anche R&M accrescerà significativamente il proprio EBIT, dai 600 milioni di euro del 2018 ai 900 milioni di euro di fine Piano, con un free cash flow cumulato di oltre 2 miliardi di euro. Altri 300 milioni di euro di free cash flow cumulato deriveranno dalla Chimica, che nel 2017 ha ottenuto una performance record e che proseguirà nei prossimi quattro anni a conseguire risultati positivi. Nell’arco del Piano la nostra generazione di cassa operativa continuerà a crescere, a fronte di un livello di costi e investimenti costante rispetto al Piano precedente.

Il Piano di Eni prevede poi un percorso di decarbonizzazione con una chiara e definita strategia climatica integrata al proprio modello di business che si fonda sulle seguenti leve: la riduzione delle emissioni di CO2 nell’ambito delle nostre attività operative, il portafoglio oil & gas “low carbon” caratterizzato da progetti convenzionali e a bassa intensità di CO2, lo sviluppo dei business green attraverso l’impegno crescente nelle rinnovabili, e l’impegno in attività di ricerca scientifica e tecnologica. Grazie a questo percorso ridurremo l’indice di intensità emissiva GHG del business upstream del 43% entro il 2025 rispetto al 2014.

Infine, trasversale a tutte le attività, è stato definito un profondo processo di digitalizzazione, che prevede oltre 150 progetti distribuiti lungo tutta la catena del valore, che consentirà, alla fine del piano, la riduzione del 7% dei costi di produzione, del 30% dell’arco temporale improduttivo nelle attività operative e del 15% della tempistica di esecuzione delle attività esplorative.

A fine Piano saremo in grado di fare fronte a investimenti e dividendi a un prezzo del Brent pari a 50$ il barile, rafforzando ulteriormente il nostro portafoglio di attività e accelerando la generazione di valore per i nostri azionisti”.  

 

Claudio Descalzi ha poi illustrato nei dettagli il Piano strategico della società.

 

Valorizzazione dell’upstream: il successo del dual exploration model e del nuovo modello di sviluppo

Negli ultimi anni il rafforzamento del business upstream si è basato su due elementi strategici fondamentali: il dual exploration model e il nuovo modello di sviluppo accelerato dei progetti.

Dal 2013 a oggi, il dual exploration model ha consentito di anticipare flussi di cassa organici per 10,3 miliardi di dollari.

Il nuovo modello di sviluppo integrato, nel contempo, ha consentito di valorizzare, attraverso la definizione di nuovi progetti di sviluppo, circa il 40% dei 4,4 miliardi di barili di olio equivalente (boe) scoperti negli ultimi 4 anni, generando un net present value di circa 9 miliardi di dollari. Tale modello, inoltre, ha consentito di accelerare i tempi di avvio della produzione dei progetti e di aumentare il controllo sulla fase della loro esecuzione, attraverso l’internalizzazione delle competenze e la piena integrazione delle fasi di esplorazione, sviluppo e produzione, modificando la strategia contrattuale e ottimizzando la supply chain. Negli ultimi 3 anni Eni ha avviato la produzione di buona parte dei propri progetti in anticipo rispetto alle previsioni. Il modello integrato di esplorazione e sviluppo ha rappresentato un fattore di successo, consentendo alla società di raggiungere una produzione media nel 2017 pari a 1,816 milioni di boe/giorno, record storico per Eni, pur in presenza di una riduzione degli investimenti di circa il 40% rispetto al 2014.

Per quanto riguarda il Piano, Eni spenderà per attività esplorative circa 900 milioni di euro all’anno, con l’obiettivo di scoprire 2 miliardi di boe di nuove risorse a un costo unitario di circa 2$, continuando ad applicare il dual exploration model. La società farà leva sul rinnovato portafoglio esplorativo, pari a 100 milioni di acri, tre volte il livello del 2013, con un potenziale rischiato di 10 miliardi di boe.

La produzione di idrocarburi è prevista in crescita del 3,5% all’anno nel periodo 2018-2021, grazie al ramp-up e all’avvio di nuovi progetti, che contribuiranno per circa 700 mila barili di olio equivalente al giorno nel 2021, e alle attività di ottimizzazione che contribuiranno nel 2021 per circa 200 mila barili di olio equivalente al giorno.

Nel 2018 la produzione crescerà del 4% rispetto al 2017, dato superiore alla precedente guidance, tenendo conto del recente ingresso negli Emirati Arabi e della cessione del 10% di Zohr. Il solido portafoglio degli asset supporterà un tasso annuale medio di crescita superiore al 3% anche per il lungo termine, fino a superare i 2,3 milioni di boe/giorno di produzione nel 2025.

La crescita dell’upstream continuerà a generare barili con margini sempre più elevati: la cash neutrality del settore relativa al Capex scenderà a circa 40$ dal 2018. Inoltre, considerando lo scenario di Piano, Eni si aspetta che, nel quadriennio, il settore upstream generi circa 22 miliardi di euro di cassa al netto degli investimenti (free cash flow).

 

I business mid-downstream creano valore dopo anni in perdita

Il processo di trasformazione e ristrutturazione dei business mid-downstream ha consentito di generare un aumento complessivo della generazione di cassa operativa di 12 miliardi di euro nel periodo 2015-17 rispetto al triennio precedente.

Il settore Gas&Power ha raggiunto nel 2017 un risultato positivo strutturale. Eni ha proseguito con successo il percorso di rinegoziazione dei contratti di fornitura gas a lungo termine e ha recuperato quasi integralmente l’ammontare dei take or pay

Il settore Gas&Power continuerà a crescere sulla base di tre azioni fondamentali:

  • Lo sviluppo accelerato del portafoglio GNL, che raggiungerà i 12 milioni di tonnellate per anno di volumi contrattualizzati nel 2021 e i 14 milioni entro il 2025, anche attraverso la valorizzazione della componente equity, in aumento dal 30% del 2017 al 70% nel 2021;
  • Il miglioramento della redditività del portafoglio gas in Europa;
  • La crescita nel settore retail in Europa, che prevede circa 11 milioni di clienti al 2021, in aumento del 25% rispetto al 2017.

Queste misure consentiranno di aumentare l’EBIT dai 300 milioni di euro previsti per il 2018 a 800 milioni di euro di fine Piano, il 60% dei quali proverranno dal retail. La generazione di cassa (free cash flow) complessiva del settore sarà di 2,4 miliardi di euro nell’arco del Piano.

 

In ambito Refining&Marketing, Eni ha dimezzato il margine di raffinazione di breakeven da 7,8 dollari al barile del 2013 a meno di 4 dollari al barile di oggi. La compagnia si attende una forte crescita dell’Ebit del settore fino a raggiungere i 900 milioni di euro a fine Piano e una generazione di cassa (free cash flow) nel periodo pari a oltre 2 miliardi di euro. Risultati che saranno conseguiti facendo leva su:

 

  • Ottimizzazione del supply e degli asset nell’attività di raffinazione;
  • Riavvio dell'impianto EST di Sannazzaro entro la fine del 2018;
  • Crescita della capacità di raffinazione “green”: la bio-raffineria di Gela sarà operativa entro la fine del 2018 e la seconda fase di sviluppo di Venezia completata entro il 2021;
  • Nel marketing, consolidamento della presenza nei paesi in cui Eni opera

 

Anche la Chimica ha conseguito risultati eccellenti, ottenendo nel corso degli ultimi 3 anni la migliore performance di sempre.

Assumendo per i prossimi anni condizioni di mercato più difficili, Eni si pone come obiettivo un EBIT di settore pari a 400 milioni di euro al 2021, in miglioramento rispetto ai risultati dello scorso anno a scenario omogeneo. Per fare questo, la società seguirà tre direttrici strategiche:

 

  • Valorizzazione delle attività europee, attraverso azioni di integrazione ed efficientamento, in parallelo all’aggiornamento del portafoglio con prodotti differenziati;
  • Sviluppo internazionale, rafforzando la propria presenza in Asia e ampliando il proprio network commerciale internazionale nelle Americhe e nel Far East;
  • Chimica “bio”, dove Versalis sta sviluppando nuove piattaforme industriali da fonti rinnovabili.

 

Le energie rinnovabili diventano una nuova area di business

Nell’ambito delle energie rinnovabili, il modello distintivo di Eni si fonda sulla loro integrazione con gli asset esistenti, generando extravalore grazie alle sinergie industriali, logistiche, contrattuali e commerciali. Questo approccio consente a Eni di aumentare il tasso interno di redditività dei propri progetti legati al solare e all’eolico a circa il 10%.

Grazie a progetti già individuati e in corso, Eni svilupperà circa 400 MW di nuova capacità elettrica nei prossimi due anni, raggiungendo poi 1 GW di nuova capacità entro il 2021, investendo 1,2 miliardi di euro, e fino a 5 GW entro il 2025, soprattutto nei paesi dove è presente.

 

Una rigorosa disciplina finanziaria alla base dell’espansione

Il Piano di investimenti quadriennale, focalizzato su progetti a elevato valore e con rapidi ritorni, prevede una spesa inferiore a 32 miliardi di euro, sostanzialmente invariata rispetto al Piano precedente, di cui oltre l'80% destinata al settore Upstream. Per il 2018 la società ha ridotto la propria guidance a 7,7 miliardi di euro: tale valore riflette l’ingresso negli Emirati Arabi, la cessione dell’ulteriore quota in Zohr e altre azioni di ottimizzazione.

La solidità della crescita produttiva, proiettata al 2021, è supportata dal ramp-up dei campi entrati in produzione nel 2017 e dalle produzioni dei 5 progetti per i quali è prevista la decisione finale di investimento (FID) entro il 2018.

Per i business Refining & Marketing e chimica, il piano prevede una spesa complessiva per investimenti di 3,5 miliardi di euro e un tasso di redditività (IRR) atteso nell’intorno del 10%. Lo stesso livello di redditività è atteso dai progetti legati alle fonti rinnovabili, con un ammontare complessivo degli investimenti pari a 1,2 miliardi di euro nell’arco del Piano, il doppio rispetto al Piano precedente.

La manovra di investimenti prevista dal Piano ha un elevato grado di flessibilità, potendo contare mediamente su circa il 50% di spesa non ancora impegnata nel 2020 e nel 2021.

Nel 2018, al prezzo del Brent di 60$ il barile, Eni realizzerà un flusso di cassa operativo di oltre 11 miliardi di euro, prima della variazione del capitale circolante, che aumenterà di oltre 2 miliardi di euro nel 2021 a parità di scenario; con un Brent a 70$ il barile, la generazione di cassa nel 2021 aumenterebbe di ulteriori 2 miliardi di euro.

Nel 2017 Eni ha raggiunto la cash neutrality organica a un livello del Brent pari a 57$ al barile. Nel 2018 la società prevede una riduzione a 55$ il barile e un ulteriore flessione a 50$ il barile entro la fine del Piano, grazie alla crescita di valore di tutte le aree di business e alla disciplina finanziaria.

Grazie ai risultati conseguiti e alla robustezza del piano in corso Eni, ha annunciato un aumento del dividendo 2018 del 3,75% a € 0,83 per azione, interamente pagato per cassa; la politica di distribuzione sarà progressiva e legata alla crescita dei risultati underlying e del free cash flow.

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