San Donato Milanese (MI), 25 luglio 2015 - In merito all'articolo pubblicato oggi da un quotidiano italiano, Eni ribadisce di non avere alcuna notizia su eventuali richieste di sanzione da parte della Sec o di altra autorità americana nell'ambito delle vicende relative all'acquisizione del blocco OPL245. Eni è pertanto lieta di informare la testata che non vi è alcun "panico" presso la società.

In relazione poi alle indiscrezioni riportate dal giornale sulle motivazioni delle dimissioni del Professor Zingales dal CdA di Eni, ricordiamo che queste sono state da lui stesso esplicitate e, su sua richiesta, rese note tramite il comunicato stampa Eni del 3 luglio scorso.

Eni tiene inoltre a precisare di non avere inviato alcuna nota "vagamente minacciosa" al quotidiano. Eni ha semplicemente fornito le risposte alle domande poste, sintetizzate poi nell'articolo, affermando che la società avrebbe tutelato la sua immagine e reputazione, quella dei suoi manager nonché gli interessi dei propri azionisti nelle sedi competenti in particolare qualora fossero riprese o circolate in modo erroneo notizie palesemente infondate e che avessero potuto per di più incidere su una società quotata. Affermazione non di minaccia ma di legittima tutela.

In merito alle indagini relative all'acquisizione del blocco nigeriano, infine, Eni ribadisce la propria estraneità a qualsiasi condotta illecita, ricordando che il collegio sindacale della società e il suo l'organismo di vigilanza hanno dato incarico ad un primario studio legale americano di svolgere una verifica indipendente sulla vicenda OPL 245 e che gli esiti di tale verifica non hanno rilevato alcuna condotta illecita. Tali risultanze sono state di recente presentate alle autorità americane e anche depositati alla Procura di Milano.  

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