Ravenna

Aree di proprietà Eni Rewind

circa 62 ettari (tra aree interne ed aree esterne)

Provenienza aree

Anic

Costi sostenuti

circa 38 mln€ al 31 dicembre 2018

Costi da sostenere

50 mln€ CAPEX al 31 dicembre 2018

Dall’attività produttiva al risanamento, Ravenna è oggi un esempio concreto di economia circolare reso possibile dal dialogo con il territorio

La storia narra che il grande polo petrolchimico di Ravenna fu fortemente voluto da Enrico Mattei. Reduce dalla visita di una fabbrica di gomma sintetica in America, il primo presidente di Eni, allora Ente Nazionale Idrocarburi, decise di importare tale tecnologia nel suo Paese. La scelta del luogo ricadde su Ravenna per il buon rapporto con le istituzioni locali ma anche per le sue pianure, per il suo porto e, soprattutto, per la sua prossimità alle fonti di materia prima. Erano infatti gli anni delle attività esplorative in Emilia Romagna, con la prima scoperta del giacimento a gas “Ravenna Terra”. Ottenuto il supporto delle istituzioni locali, Enrico Mattei affidò la realizzazione del complesso ad Anic. Per i cantieri degli impianti, suddivisi in “isole”, vennero impiegate oltre cinquemila persone specializzate. Nel termine di due anni, in un tempo record per l’Italia alla vigilia del boom economico, vide la luce a Ravenna quello che all’epoca diventò il più grande e moderno polo petrolchimico d’Europa. La prima balla di gomma sintetica uscì dall’impianto SBR in emulsione nel 1957.

Negli anni Sessanta si aggiunse la produzione del PVC, degli acetati e della chimica fine (DMC). Nel 1983 le attività passarono da Anic ad Enichem. Con gli anni Novanta iniziarono le cessioni a terzi di molte produzioni, tra cui il ramo d’azienda Agricoltura a Hydro Agri Italia, l’acetato di vinile a Vinavil e i difenoli a Borregaard. Era il 1993 quando il ramo d’azienda del CVM/PVC passò a EVC, due anni più tardi il TAS e il cementificio alla società Ambiente, mentre le centrali elettriche e i servizi collegati vennero prima ceduti a Frene, nel 1994, e poi a EniPower nel 2000. Polimeri Europa, oggi Versalis, acquisì nel 2002 da Enichem la produzione degli stirenici, degli elastomeri, delle olefine e intermedi e al contempo l’allora Syndial, oggi Eni Rewind, divenne proprietaria di tutte le aree, interne ed esterne allo stabilimento, per un totale complessivo di circa 62 ettari. Dal 1997 le aree interne non più utilizzate ai fini produttivi sono sottoposte ad attività di risanamento ambientale, mentre l’area esterna Ponticelle è oggi al centro di un virtuoso progetto circolare ribattezzato Ponticelle NOI – Nuove Opportunità di Innovazione che prevede oltre alle attività di risanamento ambientale (mediante capping), anche l’attuazione di un importante piano di sviluppo e riqualificazione industriale all’insegna dello sviluppo sostenibile che trasformerà l’area Ponticelle in un’isola energetica green. Un’ ulteriore conferma della lungimiranza del territorio ravennate che crede nel rapporto costruttivo con Eni.

Per la bonifica del sito di Ravenna, al 31 dicembre 2018 sono stati spesi 38 mln € e prevede di stanziare ulteriori 50 mln € fino al completamento delle opere oltre a 60 mln € per il progetto Ponticelle.

Storia del sito di Ravenna

  • 1954

  • 1983

  • 1990

  • 2000

  • 2002

  • 2003

Anic inizia lo sviluppo dello stabilimento con un investimento nel settore delle gomme sintetiche e delle resine ABS. Negli anni Sessanta l’attività si estende al PVC, agli acetati e alla chimica fine (DMC)

Le attività produttive di Anic passano a Enichem

Nella decade degli anni Novanta si cedono a imprese terze alcune attività, tra cui il ramo d’azienda Agricoltura a Hydro Agri Italia, la produzione dell’acetato di vinile a Vinavil e dei difenoli a Borregaard. Nel 1993 è la volta del CVM/PVC che passa alla società EVC. Un anno più tardi, nel 1994, le centrali elettriche con i servizi collegati passano a Frene, mentre il TAS ed il cementificio vengono conferiti ad Ambiente

Tutte le strutture e i servizi collegati alle centrali elettriche passano da Frene a EniPower

Le attività produttive di Enichem nel settore degli stirenici e degli elastomeri e nel settore delle olefine e intermedi vengono conferiti a Polimeri Europa (oggi Versalis)

Da Enichem nasce Syndial ora Eni Rewind: la società, che focalizza la propria mission nel risanamento ambientale e nella riqualificazione dei siti dismessi, diventa proprietaria di tutte le aree, interne ed esterne allo stabilimento, non più utilizzate ai fini produttivi, per un totale complessivo di circa 62 ettari. Di questa superficie, circa 30 ettari sono oggetto di risanamento ambientale

Principali step degli iter autorizzativi

Nel sito di Ravenna Eni Rewind è proprietaria di tutte le aree non più utilizzate ai fini produttivi o asservite a usi comuni all’interno dello stabilimento: quelle interne sono l’Area dell’ex impianto Stirolo e l’Area Nord, suddivisa a sua volta in Area Vasche ex Ambiente (interessata da un progetto di messa in sicurezza permanente), Area Imprese (per la quale Eni Rewind sta attualmente predisponendo il progetto di bonifica), Area Vasche TAC e laghetti (il procedimento in capo alla società si è concluso con certificazione di avvenuta bonifica) e Area Cumuli ex isola 25 (bonifica già conclusa e certificata). .

Le aree esterne (29 ettari) sono ubicate nella zona denominata Ponticelle. Qui Eni Rewind nel 2019 ha avviato il cantiere per un intervento di messa sicurezza permanente, autorizzato dal Comune di Ravenna, propedeutico alla realizzazione del progetto Ponticelle NOI che trasformerà l’area in un’isola energetica green.

Con riferimento alle acque sotterranee, nel 2009 il Comune di Ravenna ha autorizzato il Progetto di Bonifica della falda superficiale di sito. Dal 2010 è attivo uno specifico protocollo per il suo periodico monitoraggio. Inoltre, sempre dal 2010 la società attua un ulteriore monitoraggio specifico per diossine e furani che fino a oggi non ha mai mostrato un superamento delle CSC - Concentrazioni Soglia di Contaminazione.

Le nostre attività a Ravenna

Con un’estensione originaria di circa 270 ettari, il sito è collegato al mare Adriatico mediante il canale Candiano sul quale è operante un bacino portuale. Attivo sin dal 1954 con gli investimenti di ANIC nel settore delle gomme sintetiche e delle resine ABS, negli anni successivi le attività dello stabilimento si estendono ai settori del PVC, degli acetati e della chimica fine (DMC). Nel 1993 i rami d’azienda relativi al Cvm/Pvc vengono ceduti a Evc, mentre le centrali elettriche e servizi collegati passano prima a Frene (1994) ed infine ad EniPower (2000). Al 2002 risalgono le attività produttive ancora di proprietà di EniChem per quanto concerne il settore degli Stirenici ed Elastomeri e nel settore delle Olefine ed Intermedi. Ad oggi sono stati spesi circa 38 milioni di euro per le attività di risanamento ambientale, mentre nei prossimi anni si prevede un’ulteriore spesa di circa 50 milioni di euro per la bonifica delle restanti aree da trattare
Presso l’area Ponticelle, è previsto un progetto denominato “Ponticelle NOI - Nuove Opportunità di Innovazione”, che mira a dare risalto all’inclusività e alla sostenibilità degli interventi seguendo i dettami dell’economia circolare. Il progetto “Ponticelle NOI” rappresenta un’opportunità anche per il territorio, vista l’interazione con gli Enti per le opere di urbanizzazione e con realtà operative come Herambiente allo scopo di cogliere tutte le possibili sinergie. Un vero e proprio esempio di come la bonifica possa rappresentare un volano anche per l’economia locale, prevedendo sin dalla fase progettuale lo sviluppo futuro dell’area. Per il progetto “Ponticelle – NOI” è stato stimato un investimento complessivo di circa 60 mln€, di cui 11 per gli interventi di bonifica, e un impiego di circa 35-40 risorse dirette, oltre quelle che saranno impegnate nel risanamento ambientale.

SUOLO
FALDA
  • Caratterizzazione
  • Progettazione
  • Esecuzione degli interventi
  • Monitoraggio post operam
  • Riqualificazione
Le mappe sopra riportate intendono rappresentare le attività di Eni Rewind nel sito. Per la perimetrazione ufficiale si rimanda alla cartografia del Ministero dell’Ambiente o dell’ente competente.
I COSTI DELLA BONIFICA

Il progetto Ponticelle NOI

Il progetto per Ponticelle, ribattezzato Ponticelle NOI - Nuove Opportunità di Innovazione contempla la riqualificazione del brownfield, risultante da un intervento di messa in sicurezza permanente con capping dell'area, e il successivo sviluppo di un'isola energetica che farà di Ravenna un simbolo dell'economia circolare e sostenibile a livello nazionale. Ciò è stato reso possibile sia grazie all'integrazione delle tante e diverse competenze all'interno di Eni sia al dialogo costruttivo con il territorio ravennate...

LA STORIA CIRCOLARE DI RAVENNA

Le altre attività al servizio del territorio

Anche sul territorio ravennate, Eni Rewind si occupa delle attività di risanamento ambientale e della gestione dei rifiuti per conto di Eni. Di particolare importanza è la bonifica dell'area Ex Raffineria Sarom dove è prevista l’applicazione di un processo in situ totalmente basato sulla degradazione biologica. Sono attualmente in corso le attività di bioremediation,  phytodepuration, landfarming e biostimulation. Inoltre, Eni Rewind si occupa anche della gestione dei rifiuti di Eni Upstream - Distretto Centro Settentrionale.

Eni Rewind e le altre realtà Eni

Visita la sezione dedicata

Approfondisci

Eni Rewind S.p.A. - Società soggetta all’attività di direzione e coordinamento di Eni S.p.A.

Sede Legale
Piazza Boldrini, 1
20097 San Donato Milanese (MI)

Capitale sociale
€ 425.343.731,50 i.v.

Codice Fiscale e numero d’iscrizione Registro Imprese di Milano-Monza-Brianza-Lodi
n. 09702540155