168358288

I nostri progetti di valorizzazione

La bonifica come driver di sviluppo sostenibile.

Riqualificare per dare nuova vita ai territori

Il suolo è una risorsa limitata in quanto non riproducibile. I siti industriali dismessi o non più utilizzabili rappresentano una criticità ambientale, ma anche economica e sociale se non rigenerate. La nostra sfida è dare loro nuova vita grazie a interventi di bonifica progettati in funzione di un possibile riuso e della riqualificazione produttiva. Il risanamento ambientale, infatti, oltre ad eliminare la contaminazione, rende nuovamente fruibili i brownfield, ad esempio per ospitare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili o per il trattamento e riciclo dei rifiuti, agendo come driver di sviluppo per il Paese. In questo modo molte aree che si trovano in zone già antropizzate e servite possono essere recuperate e destinate a nuove attività, evitando così il consumo di ulteriore suolo “vergine”. Un impegno che la società persegue in accordo e nel segno del dialogo con le comunità, impegnandosi a improntare un cambiamento fondato su rapporti di lungo termine con gli stakeholder.

niccioleta.jpg
niccioleta.jpg

L'area ex mineraria di Niccioleta dopo l'intervento di messa in sicurezza e ripristino ambientale

I progetti circolari di Eni Rewind

Con le nostre attività nei siti di Ravenna (Ponticelle), GelaAssemini e Porto Torres abbiamo già tracciato percorsi esemplari di economia circolare che testimoniano la nostra volontà di promuovere e attuare un nuovo modello di sviluppo, attento alle esigenze dei territori.

Ponticelle: dal risanamento alla riqualificazione di un’ex area industriale

Il progetto per la rinascita di Ponticelle, un’area industriale dismessa esterna allo stabilimento petrolchimico di Ravenna, è un esempio concreto di come la bonifica possa apportare valore aggiunto ai terrori e alle loro comunità. Qui stiamo attuando un modello di sviluppo virtuoso per la valorizzazione e la riqualificazione produttiva nel rispetto dei principi dell'economia circolare. Eni Rewind, proprietaria dell’ex area industriale, ha completato le attività di messa in sicurezza permanente (MISP) con capping che interessa 18 dei 26 ettari totali. L’intervento ambientale è preliminare alla realizzazione di un impianto fotovoltaico con storage lab, di una piattaforma di bio recupero dei terreni e di una piattaforma polifunzionale di pretrattamento dei rifiuti, quest’ultima in partnership con Herambiente. Nell'area abbiamo inoltre previsto opere di urbanizzazione e servizi.

skin-video-ponticelle.jpg

Il progetto per la rinascita dell’area Ponticelle a Ravenna

Gli impianti previsti nel progetto Ponticelle

Ideato nel rispetto del principio “zero consumo di nuovo suolo”, l’impianto verrà realizzato a terra, in corrispondenza della MISP, con un sistema a inseguimento solare (potenza stimata di circa 6 MW) e con annesso uno storage lab per l’accumulo di energia.

Dedicata alla biodegradazione aerobica dei terreni contaminati da idrocarburi (per esempio provenienti dalle stazioni di servizio) attraverso l’impiego di microrganismi autoctoni (batteri) al fine di recuperare e rendere riutilizzabile una preziosa risorsa naturale. Comprende anche un bio laboratorio in grado di effettuare verifiche analitiche preventive sulla conformità dei rifiuti in ingresso nell’impianto e indagini periodiche di monitoraggio dei processi di bioremediation.

La piattaforma ambientale all'avanguardia per la gestione di rifiuti industriali verrà realizzata da Eni Rewind con Herambiente attraverso una nuova società paritetica frutto della sinergia industriale con cui le due aziende intendono minimizzare lo smaltimento dei rifiuti, favorendo il recupero di energia e di materia. L’impianto gestirà fino a 60 mila tonnellate all’anno di rifiuti speciali derivanti dalle attività ambientali e produttive, comprese quelle del territorio, in linea con le direttive europee del Pacchetto Economia Circolare recepite dall’Italia nel settembre 2020.

Gela, Assemini e Porto Torres: il nostro contributo per le rinnovabili

Lo sviluppo delle energie rinnovabili è centrale nella strategia Eni che si evolve verso uno scenario a bassa emissione di carbonio. Come Eni Rewind mettiamo a disposizione le nostre aree di proprietà dismesse e non più produttive per ospitare impianti destinati alla produzione di energia green che verrà utilizzata per il fabbisogno degli asset industriali del gruppo e, in parte, immessa in rete. Un impegno per la riqualificazione e la valorizzazione dei territori che è già realtà nei nostri siti di Gela, Assemini e Porto Torres, anche grazie alla sinergia con Eni New Energy, società del gruppo dedicata allo sviluppo dell'energia da fonti rinnovabili.

L'impegno di Eni Rewind per lo sviluppo delle rinnovabili comincia nel 2007 con la progettazione e la realizzazione, ultimata nel 2012, di una centrale fotovoltaica sul piano sommitale dell’ex discarica ISAF (Industria Siciliana Acido Fosforico), precedentemente interessata da un intervento di messa in sicurezza permanente. L'impianto è costituito da 22.700 pannelli fotovoltaici per una capacità installata di 5 MW. Inoltre, nel 2018, Eni New Energy ha installato un secondo impianto fotovoltaico, con una potenza di circa 1 MW, su un’area di nostra proprietà risanata che in origine ospitava l’impianto ossido di etilene e derivati, demolito nel 2005.

Il nostro sito di Assemini, all’interno del polo industriale, è uno dei primi selezionati da Eni nell’ambito del suo impegno per lo sviluppo delle rinnovabili. L’installazione dell’impianto fotovoltaico, con capacità complessiva di 23 MW, è stata completata nel 2018. 

skin-video-progetti-valorizzazione-assemini.jpg

L’impianto fotovoltaico di Assemini

Nel Sito di Interesse Nazionale di Porto Torres abbiamo messo a disposizione alcune nostre aree per ospitare il più grande parco fotovoltaico, con capacità installata pari a 31 MW, finora realizzato da Eni. La produzione annuale dell’impianto, inaugurato a inizio 2020, è destinata per circa il 70% alle società presenti nel sito industriale, consentendo un risparmio di circa 26 mila tonnellate di anidride carbonica all’anno.