Glossario

Una guida per spiegare in modo semplice e immediato le parole, i concetti e gli acronimi più ricorrenti all'interno del sito.

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AIR SPARGING

Tecnica di bonifica in situ, applicabile al suolo saturo ed alla frangia capillare, che consiste nell’insufflare aria in pressione a livello del suolo saturo per provocare la volatilizzazione ed il desorbimento (stripping) dei composti organici volatili e semivolatili. Il processo è spesso associato al sistema Soil Vapour Extraction (SVE) per il recupero dei vapori contaminati.

ANALISI DI RISCHIO SANITARIO-AMBIENTALE

Analisi sito specifica degli effetti sulla salute umana dell’esposizione prolungata alle sostanze presenti nelle matrici ambientali contaminate. Viene adottata per definire la necessità di interventi di bonifica sui siti potenzialmente inquinati, le cui matrici ambientali hanno registrato un superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione anche in uno solo dei parametri riportati nel Dlgs 152/06 e s.m.i. I siti potenzialmente inquinati dovranno essere sottoposti a caratterizzazione e analisi di rischio per definire le concentrazioni soglia di rischio: solo il superamento di questi valori comporta l’obbligo della bonifica.

BARRIERA IDRAULICA

Il barrieramento idraulico è ad oggi uno dei più utilizzati sistemi di trattamento della contaminazione presenta nella falda, seppure nato come tecnica di contenimento. Questa tecnologia consiste in una serie di pozzi di emungimento (detti “pozzi barriera”), posti perlopiù trasversalmente al deflusso idrico, la cui azione crea dei coni di depressione piezometrica, richiamando il plume (pennacchio) di contaminazione e impedendone la migrazione nell’ambiente circostante. Spesso al barrieramento idraulico viene accoppiato un sistema di trattamento delle acque emunte.

BIOSPARGING

Tecnica di bonifica in situ, applicabile alla zona satura e della frangia capillare, che consiste nell'insufflare ossigeno o aria a bassa pressione in falda per stimolare l’azione di biodegradazione da parte dei microorganismi autoctoni (naturalmente presenti nel suolo) dei composti organici adsorbiti al suolo saturo.

BIOVENTING

Tecnica di bonifica in situ, applicabile al suolo insaturo, che attraverso l’immissione di ossigeno o aria a bassa pressione negli strati di terreno interessati dalla presenza di contaminanti organici stimola l’azione di biodegradazione da parte dei microorganismi autoctoni (naturalmente presenti nel suolo) dei composti organici adsorbiti al suolo insaturo. Può applicarsi in accoppiamento (fasi alterne) ad un processo di Soil Vapour Extraction (SVE) per assicurare la rimozione sia delle frazioni idrocarburiche volatili/semivolatili sia di quelle non volatili.

BIOPILA

Trattamento ex situ per il risanamento biologico di terreno contaminato, basato sulla capacità dei microorganismi autoctoni di biodegradare, in condizioni aerobiche, i composti idrocarburici utilizzandoli come fonte di carbonio e di energia. Il trattamento prevede la sovrapposizione di strati di terreno contaminato in cui l’attività biologica aerobica viene stimolata attraverso l’aerazione e l’aggiunta di nutrienti, di minerali e di acqua. I terreni di risulta del trattamento possono essere riutilizzati per il riempimento di scavi.

BIOREMEDIATION (BIORISANAMENTO)

Processo che sfrutta microorganismi o i loro enzimi per decontaminare siti inquinati e riportarli alla loro condizione originale. Si intende l’insieme dei processi biologici operati da microorganismi, piante, funghi o i loro enzimi, naturalmente presenti nelle matrici ambientali (suolo ed acque) ed impiegati in alternativa ai processi tradizionali di bonifica per rimuovere i contaminanti in situ, trasformandoli in prodotti o sottoprodotti non tossici. È applicabile principalmente alla bonifica di composti organici.

BONIFICA

Insieme degli interventi atti ad eliminare le fonti di inquinamento e le sostanze inquinanti o a ridurre le concentrazioni delle stesse presenti nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee ad un livello uguale o inferiore ai valori delle concentrazioni soglia di rischio (CSR).

CAPPING

Copertura superficiale finale di impermeabilizzazione delle discariche o di aree contaminate, avente lo scopo di isolare i rifiuti dall'ambiente esterno, minimizzare le infiltrazioni d'acqua e favorire la ricomposizione ambientale del sito. È costituita da una struttura multistrato, che comprende materiali naturali e geosintetici. Di solito vengono posati in opera, dall'alto verso il basso, uno strato di terreno vegetale, uno strato di drenaggio delle acque di infiltrazione, uno strato di terreno argilloso o un geocomposito di permeabilità equivalente, una membrana impermeabile in HDPE e, da ultimo, un eventuale strato di drenaggio dei gas.

CARATTERIZZAZIONE

Insieme delle attività che permettono di ricostruire i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali, in modo da ottenere le informazioni di base su cui prendere decisioni realizzabili e sostenibili per la messa in sicurezza e/o la bonifica del sito. La caratterizzazione prevede diverse fasi previste dal D.lgs 152/06 fino alla elaborazione del Modello Concettuale Definitivo e alla identificazione dei livelli di concentrazione residua accettabili.

CONCENTRAZIONI SOGLIA DI CONTAMINAZIONE (CSC)

I livelli di contaminazione delle matrici ambientali che costituiscono valori al di sopra dei quali è necessaria la caratterizzazione del sito e l'analisi di rischio sito-specifica, come individuati nell'All. 5 alla parte IV del D.lgs. 152/06. Nel caso in cui il sito potenzialmente contaminato sia ubicato in un'area interessata da fenomeni antropici o naturali che abbiano determinato il superamento di una o più CSC, queste ultime si assumono pari al valore di fondo esistente per tutti i parametri superati.

CONCENTRAZIONI SOGLIA DI RISCHIO (CSR)

I livelli di contaminazione delle matrici ambientali, da determinare caso per caso con l'applicazione della procedura di analisi di rischio sito-specifica secondo i principi illustrati nell'All. 1 alla parte IV del D.lgs. 152/06 e sulla base dei risultati del piano di caratterizzazione, il cui superamento richiede la messa in sicurezza e la bonifica. I livelli di concentrazione così definiti costituiscono i livelli di accettabilità per il sito.

DECOMMISSIONING

Insieme di tutte le attività finalizzate allo smantellamento di un asset giunto a fine vita, compresa la gestione dei materiali di risulta.

DESORBIMENTO TERMICO

Tecnologia di bonifica che consente di eliminare i contaminanti presenti nel terreno insaturo e ripristinarne le caratteristiche attraverso un riscaldamento controllato, basata sul favorire la volatilizzazione dei contaminanti volatili e semivolatili mediante l’incremento di temperatura del suolo, per successiva estrazione e distruzione.

E-HYREC® (Eni Hydrocarbons Recovery)

Dispositivo automatico proprietario Eni per il recupero selettivo di composti organici non solubili in acqua, generalmente idrocarburi, a bassa densità, presenti come prodotto surnatante in falda. Esso utilizza un filtro idrofobico e oleofilico che recupera la sola fase organica. Per le caratteristiche chimico-fisiche del materiale, quando è immerso all’interfaccia tra lo strato idrocarburico surnatante e l’acqua di falda, la fase organica permea attraverso i pori del filtro e l’acqua è respinta dalla superficie. Il filtro è accoppiato a una pompa di rilancio per la raccolta e l’invio del surnatante in serbatoio o in linea.

E-LIMINA®

La metodologia e-limina® sviluppata da Eni (Eni-Linking Isotopic and Microbial Investigations to aid Natural Attenuation) consiste nell’associazione di diversi metodi di monitoraggio applicati alle bonifiche di tipo biologico con un approccio sinergico che comprende: microbiologia (allestimento di colture a microcosmo), biologia molecolare (quantificazione di geni chiave che costituiscono i marcatori specifici e/o funzionali) e indagini isotopiche (valutazione del rapporto isotopico tramite CSIA, Compound Specific Isotopic Analysis).

EMUNGIMENTO

Aspirazione ed estrazione dell’acqua di falda per successiva trasmissione ad un impianto di trattamento finalizzato all’abbattimento delle concentrazioni dei contaminanti.

ENHANCED BIOREMEDIATION

Tecnica in situ volta a favorire, mediante l’impiego di ammendanti, l’instaurarsi di condizioni ottimali (pH, temperatura, potenziale redox, quantità di ossigeno, nutrienti) per la crescita delle popolazioni microbiche responsabili della degradazione di determinate classi di contaminanti organici. I contaminanti inorganici e i metalli non possono invece essere naturalmente biodegradati ma l’azione dei microorganismi può essere usata per cambiarne lo stato di valenza e provocarne l'assorbimento, l’immobilizzazione o la precipitazione, con conseguente diminuzione delle concentrazioni nella matrice ambientale impattata.

FRANGIA CAPILLARE

Zona intermedia di suolo tra le parti definite “saturo” e “insaturo”, posta al di sopra della superficie freatica e caratterizzata da oscillazioni del livello di falda, con potenziale movimentazione dei contaminanti presenti in soluzione, i quali si distribuiscono nel volume di suolo interessato dall’oscillazione.

INERTIZZAZIONE

Processo chimico e/o fisico, per la cattura e fissazione di sostanze inquinati in una matrice inerte, con l'obiettivo di diminuire il potenziale inquinante e la pericolosità dei rifiuti, rendendoli idonei alle successive fasi di smaltimento in discarica o di recupero. I processi di inertizzazione si suddividono in stabilizzazione o solidificazione, vetrificazione e vetroceramizzazione.

IN SITU CHEMICAL OXIDATION (ISCO)

I trattamenti di ossidazione chimica in situ consistono nell’iniezione nella matrice contaminate di una miscela costituita da un opportuno agente ossidante, che consente la completa trasformazione della sostanza organica inquinante in anidride carbonica e acqua o la sua trasformazione parziale in sostanze a struttura molecolare più semplice e più facilmente degradabile.

MESSA IN SICUREZZA D’EMERGENZA (MISE)

Ogni intervento immediato o a breve termine, da mettere in opera nelle condizioni di emergenza, definite dal D.lgs. 152/06, in caso di eventi di contaminazione repentini di qualsiasi natura, atto a contenere la   diffusione delle sorgenti primarie di contaminazione, impedirne il contatto con altre matrici presenti nel sito e a rimuoverle, in attesa di eventuali ulteriori interventi di bonifica o di messa in sicurezza operativa o permanente.

MESSA IN SICUREZZA OPERATIVA (MISO)

Insieme di interventi eseguiti in un sito con attività in esercizio al fine di garantire un adeguato livello di sicurezza per le persone e per l'ambiente, in attesa di ulteriori interventi di messa in sicurezza permanente o bonifica da realizzarsi alla cessazione dell'attività. Comprendono gli interventi di contenimento della contaminazione da mettere in atto in via transitoria fino all'esecuzione della bonifica o della messa in sicurezza permanente al fine di evitare la diffusione dei contaminanti all'interno della stessa matrice o tra matrici differenti.

MESSA IN SICUREZZA PERMANENTE (MISP)

Insieme degli interventi atti a isolare in modo definitivo le fonti inquinanti rispetto alle matrici ambientali circostanti e a garantire un elevato e definitivo livello di sicurezza per le persone e per l'ambiente. In tali casi devono essere previsti piani di monitoraggio e controllo e limitazioni d'uso rispetto alle previsioni degli strumenti urbanistici.

MODELLO CONCETTUALE DEL SITO (MCS)

Nell’ambito della Analisi di rischio prevista dal D.lgs. 152/06 per i siti potenzialmente contaminati, è necessario definire il Modello Concettuale del Sito (MCS). Tale elaborazione è il frutto di indagini ed analisi di caratterizzazione del sito e la sua definizione comprende essenzialmente la ricostruzione dei caratteri delle tre componenti principali che costituiscono l’analisi di rischio (sorgente, trasporto e bersaglio) per cui devono essere definiti le sorgenti di contaminazione, le vie di migrazione, i bersagli della contaminazione.

MONITORED NATURAL ATTENUATION (MNA)

Approccio di gestione/monitoraggio a lungo termine della contaminazione di tipo passivo che sfrutta la capacità di autodepurazione dell’ambiente grazie all’instaurarsi di una serie di fenomeni fisici, chimici e biologici che si sviluppano naturalmente nelle matrici ambientali, quali ad esempio: biodegradazione, dispersione, diluizione, adsorbimento, volatilizzazione, processi di trasformazione e/o mineralizzazione. 

MYCOREMEDIATION (MICORIMEDIO)

Tecnologia che sfrutta l’azione dei funghi per il trattamento di matrici ambientali contaminate. Grazie agli acidi ed enzimi prodotti, i funghi sono in grado di degradare e, in una certa misura, mineralizzare una vasta gamma di inquinanti organici e xenobiotici come prodotti derivati dal petrolio, idrocarburi policiclici aromatici, solventi clorurati, diossine e furani, pesticidi, erbicidi, esplosivi nitroaromatici e farmaci. Molti funghi sono inoltre iper-accumulatori, in grado di tollerare ed accumulare importanti quantità di sostanze tossiche come metalli pesanti.

MULTI-PHASE EXTRACTION

L'estrazione multifase simultanea è una tecnica di trattamento in situ che, attraverso pozzi verticali e orizzontali, consiste nell'esercitare una depressione significativa nell'area insatura, a livello della frangia capillare e a livello della parte superiore della zona satura, ed ha lo scopo di estrarre vapori dal suolo, l’eventuale prodotto surnatante e la fase disciolta.

PERCOLATO

Qualsiasi liquido che si origina prevalentemente dall'infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi e che sia emesso da una discarica o contenuto all'interno di essa.

PHYTODEPURATION (FITODEPURAZIONE)

Applicazione della phytoremediation alle acque contaminate (acque di falda, acque superficiali, reflui industriali, acque di strato, percolati di discarica) attraverso sistemi a flusso sommerso o a flusso superficiale come le “wetlands”. I meccanismi di depurazione avvengono attraverso processi fisici, chimici e biologici (filtrazione, assorbimento, assimilazione da parte di organismi vegetali e degradazione batterica).

PHYTOREMEDIATION (FITORIMEDIO)

Tecnologia che sfrutta l’azione delle piante per il trattamento di matrici ambientali contaminate. L’azione depurativa si concentra a livello della rizosfera (porzione di suolo che circonda le radici delle piante) e sfrutta le sinergie tra radici delle piante, batteri e funghi. La rimozione dei contaminati è mediata da processi differenti ed è classificabile pertanto in fitoestrazione, fitodegradazione, fitostimolazione, fitostabilizzazione e fitovolatilizzazione. È applicabile a metalli pesanti, radionuclidi, solventi clorurati, BTEX, PCB, IPA, pesticidi.

PIEZOMETRO

Un piezometro è uno strumento tubolare inserito in un foro di sondaggio, precedentemente predisposto, attraverso il quale è possibile effettuare delle misure dirette della falda sotterranea ed è possibile prelevare campioni d’acqua necessari per le indagini di caratterizzazione ambientale.

PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA

Documento che individua gli interventi, le tecnologie applicabili, i costi e i tempi previsti della bonifica. In base a quanto previsto dal D.lgs. 152/06, deve contenere un’analisi comparativa delle diverse tecnologie di intervento applicabili al caso specifico, in termini di efficacia nel raggiungimento degli obiettivi finali, concentrazioni residue, tempi di esecuzione e impatto sull'ambiente. L’analisi deve presentare i costi delle diverse tecnologie e un confronto sull’efficacia delle alternative proposte. Nel progetto devono essere previste le misure di sicurezza necessarie e i relativi controlli e monitoraggi.

PUMP & STOCK

Sistema combinato di estrazione di acqua di falda e successivo stoccaggio prima dell’invio a smaltimento.

PUMP & TREAT

Tecnica di bonifica della falda che consiste nell’estrazione di acqua di falda contaminata, tramite pozzi di emungimento, e successivo trattamento della stessa presso un impianto dedicato. L’acqua depurata può essere poi sia immessa nella rete fognaria o in corpo idrico superficiale, riutilizzata in attività industriali   o reintrodotta nell’acquifero tramite pozzi di reiniezione.

REVAMPING

Insieme di tutti gli interventi di revisione e ristrutturazione a cui si sottopongono gli impianti industriali allo scopo di adeguarli a nuove condizioni operative o di incrementare le prestazioni dell’intero processo produttivo.

SCOTICO

Rimozione dello strato più superficiale del terreno vegetale, per uno spessore medio di cm 30, eseguito generalmente con mezzi meccanici. L'operazione viene eseguita in fase di cantiere per rimuovere la bassa vegetazione spontanea e preparare l’area ad operazioni di scavo, perforazione, trivellazione, palificazione e consolidamento.

SITI DI INTERESSE NAZIONALE (SIN)

Rappresentano aree contaminate molto estese, riconosciute dallo Stato italiano, che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee. I Siti d’interesse nazionale vengono individuati con decreto del Ministero della Transizione Ecologica che presiede alla procedura di bonifica.

SOIL WASHING

Tecnica di bonifica del suolo ex situ (on-site e off-site) adatta alla rimozione dei contaminanti presenti nelle frazioni fini del terreno, che una volta estratto, viene sottoposto a vagliatura per separare le frazioni grossolane da quelle fini, le quali verranno poi sottoposte ad un lavaggio con solventi. Agisce con efficacia sugli idrocarburi petroliferi, VOCS, SVOCS, alogenati, ma anche su composti recalcitranti quali IPA, PCB, diossine e furani, pesticidi e metalli / metalloidi.

SOIL VAPOUR EXTRACTION

Tecnica di bonifica del suolo contaminato adatta alla rimozione di composti organici volatili e semivolatili nei terreni omogenei e a tessitura medio-grossolana con permeabilità medio-alta, in corrispondenza della zona insatura (con zona satura sottostante > 2-3 m). Basata sulla generazione di un flusso di aria nel sottosuolo, grazie all’applicazione di un gradiente di pressione attraverso trincee orizzontali o pozzi verticali e orizzontali, a cui fa seguito l’estrazione ed il recupero dell’aria interstiziale nell’insaturo. L’aria esausta estratta viene poi captata ed inviata ad un successivo trattamento per essere depurata.

SUOLO INSATURO

Zona superficiale di terreno: al suo interno gli spazi interstiziali (ovvero gli spazi -o pori- tra le singole particelle di terreno), sono vuoti e possono contenere gas o acqua in proporzioni variabili, comunque in condizione di non saturazione. Il movimento dei fluidi è prettamente verticale e dovuto alla forza di gravità. Tale fenomeno naturale, identificato con il termine “percolazione”, permette ad esempio all’acqua piovana di infiltrarsi nei pori del terreno.

SUOLO SATURO

Zona più profonda di terreno: al suo interno i pori sono saturi di acqua. Il movimento delle acque sotterranee è per lo più orizzontale e determinato dalla differenza di carico idraulico sotto il controllo della forza di gravità.

IMPIANTO DI TRATTAMENTO ACQUE DI FALDA (TAF)

Treno di processi specifici per la rimozione dei contaminanti dell’acqua di falda con l’obiettivo di renderla conforme alla destinazione d’uso finale: reiniezione in falda, scarico, riuso interno, vendita a terzi. Le tecnologie utilizzate vengono scelte in funzione dei contaminanti presenti e degli obiettivi da traguardare. Generalmente l’impianto si compone di: sezioni chimico-fisiche (SST, colloidi, metalli), strippaggio acido e/o basico (VOC), filtrazione su mezzo granulare (SST), filtrazione con carboni attivi (metalli, VOC, BTEX), trattamento biologico (composti organici), filtrazione su membrana (SST, COD), osmosi (salinità).

TECNOLOGIA IN SITU

Modalità di bonifica per il trattamento delle matrici ambientali contaminate intervenendo direttamente nella loro sede naturale (suolo insaturo, suolo saturo, falda).

TECNOLOGIA EX SITU/OFF-SITE

Modalità di bonifica che prevede la movimentazione della matrice ambientale contaminata dalla sua sede di origine ed il suo successivo trattamento in impianti posti esternamente al sito quali ad esempio gli impianti di trattamento autorizzati o la discarica.

TECNOLOGIA EX SITU/ON-SITE

Modalità di bonifica che prevede la movimentazione della matrice ambientale contaminata dalla sua sede di origine ed il suo trattamento, in impianti collocati internamente al sito stesso, generalmente finalizzato al riutilizzo della matrice risanata.