Venezia (Porto Marghera)

Estensione SIN Venezia (Porto Marghera)

1.618 ettari (di cui circa 208 ettari di proprietà Syndial)

Provenienza aree

Montedison – operazione Enimont

Costi sostenuti

circa 290 mln€ al 30 giugno 2019

Costi da sostenere

CAPEX circa 80 mln€ - OPEX circa 4 mln€ ogni anno

Porto Marghera: fra i precursori nel risanamento ambientale

Nell’area industriale più grande d’Europa, che nel 2018 ha festeggiato il Centenario, Eni è arrivata nell’ambito delle operazioni di salvataggio industriale negli anni ’90,  quando erano evidenti i segnali di crisi della chimica in Italia. A Porto Marghera Eni è stata protagonista del difficile passaggio economico e sociale e delle contraddizioni tra produzione e inquinamento.  Syndial, nel SIN di Venezia (Porto Marghera) considerato fra i primi interessati da interventi di bonifica in Italia, è proprietaria di circa 208 ettari e al 30 giugno 2019 ha svolto attività di bonifica e demolizioni per circa 290 mln€ e prevede di spendere ulteriori 80 mln€ per il completamento di tali interventi (suoli, falda e ultimazione demolizioni), oltre a circa 4 mln€ ogni anno per la gestione dell’impianto di trattamento acque. Nell’ambito dei rapporti storici con il territorio Syndial si confronta con gli stakeholder per realizzare progetti integrati sostenibili con Eni ed altre realtà che, in linea con i principi di economia circolare, valorizzino il recupero delle aree secondo la loro potenzialità, riutilizzando anche quelle oggetto di messa in sicurezza permanente, per la produzione di energia rinnovabile oltre il recupero dell’acqua.  Syndial ha anche sottoscritto con l’Università di Cà Foscari una convenzione volta allo sviluppo di attività di ricerca, trasferimento tecnologico e formazione nell’ambito delle competenze di comune interesse.

Storia del sito di Porto Marghera

  • 1917

  • 1989

  • 1991

  • 1995

  • 1997

  • 2000

  • 2002

Il Presidente del Consiglio Paolo Boselli, il Sindaco di Venezia Filippo Grimani e il Conte Volpi di Misurata firmarono la convenzione per la costruzione del porto e per l’insediamento delle industrie petrolchimiche e metalmeccaniche

Ingresso di Eni nel petrolchimico con EniMont (joint Venture Eni e Montedison)

Enichem, nell’ambito delle operazioni di salvataggio industriale degli anni ’90, acquisisce la quota Montedison della Joint Venture Enimont

Vengono progettati ed eseguiti vari interventi di risanamento ambientale

Area "Isole 31-32-35", Completato intervento di messa in sicurezza permanente

Il 23 febbraio 2000 viene identificato dal MATTM come Sito di Interesse Nazionale

Le attività industriali ex Enimont vengono trasferite alla società di Eni Polimeri Europea, oggi Versalis, mentre le attività ambientali vengono gestite da Syndial, società ambientale di Eni

Le nostre attività a Porto Marghera

Il sito multi-societario di Porto Marghera è all'interno di uno dei primi SIN interessati da interventi di bonifica, sulla base dei criteri del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, convertito in legge 426/1998 (Ministero dell’Ambiente). Il SIN è stato poi ri-perimetrato nel 2013 dal Ministero dell’Ambiente, su proposta della Regione Veneto, riducendo le aree da 5.800 a 1.900 ettari per rispondere all’esigenza di accelerare gli iter autorizzativi per il riutilizzo e riqualificazione delle aree. Le aree Syndial, proprietaria della parte di sito ereditata da Montedison attraverso Enimont, corrispondono a circa 210 ettari, di cui 170 nel Nuovo Petrolchimico e 40 nel Vecchio Petrolchimico. Syndial è anche titolare degli oneri di bonifica delle aree cedute a Versalis. Oggi, a Porto Marghera, la società ambientale di Eni esegue, secondo i Decreti approvati dal Ministero dell’Ambiente, attività di demolizioni, di bonifica suoli e falda per la quale gestisce l’impianto di Trattamento Acque di falda (TAF) che tratta circa 250 mila mc/anno.

SUOLO
FALDA
AREE DISPONIBILI
  • Caratterizzazione
  • Progettazione
  • Esecuzione degli interventi
  • Monitoraggio post operam
  • Riqualificazione
Le mappe sopra riportate intendono rappresentare le attività di Syndial nel sito. Per la perimetrazione ufficiale si rimanda alla cartografia del Ministero dell’Ambiente o dell’ente competente.

Principali step degli iter autorizzativi

Venezia (Porto Marghera) è individuato Sito di Interesse Nazionale in base alla legge 426/1998 che ne riconosce l’alto rischio ambientale e la necessità di bonifica e messa in sicurezza. Il sito viene poi ri-perimetrato nel 2013 dal Ministero dell’Ambiente, su proposta della Regione Veneto, riducendo le aree da 5.800 a 1.900 ettari per rispondere all’esigenza di accelerare gli iter autorizzativi per il riutilizzo e riqualificazione delle aree. Un’iniziativa che conferma l’attenzione di un territorio che ha vissuto la crisi economica sociale degli anni ’90 e che proprio nel 1998 con la firma dell’”Accordo di Programma per la Chimica di Porto Marghera” impegna tutte le imprese a caratterizzare le aree industriali per avviare gli interventi di bonifica.  Syndial società ambientale di Eni, che ha rilevato da Enichem la proprietà delle aree e dei relativi oneri ambientali, è impegnata nel SIN dal 2003 con la messa in sicurezza delle aree e della falda e la realizzazione dei progetti di bonifica. 

I COSTI DELLA BONIFICA

Protocollo d’Intesa con il Comune di Venezia per la cessione e il rilancio delle aree

Il 28 marzo 2019 è stato sottoscritto a Venezia un Protocollo di Intesa tra il Comune, l’Agenzia di Sviluppo Venezia e Syndial per promuovere e sostenere la riconversione industriale e la valorizzazione delle potenzialità di Porto Marghera con l’obiettivo di garantire il mantenimento della sua vocazione produttiva nonché la salvaguardia e la crescita dell’occupazione. L’accordo prevede la disponibilità di Syndial alla cessione delle aree, per un totale di 64 ettari, e contempla la costituzione di un tavolo di coordinamento per accelerare il recupero ambientale delle stesse. Il Comune di Venezia e l’Agenzia di Sviluppo Venezia incentiveranno l’interesse di operatori economici pubblici e privati, puntando sulla sostenibilità ambientale dei progetti.

Syndial e Veritas, al via accordo per il Waste to Fuel a Porto Marghera

Syndial e Veritas, multiutility che effettua la raccolta, la valorizzazione e il trattamento dei rifiuti nel territorio di Venezia, hanno firmato un accordo per realizzare a Porto Marghera un prototipo industriale Waste to Fuel che trasformerà fino a 150 mila tonnellate all’anno di rifiuti organici in bio olio e bio metano. Le due società condivideranno valutazioni tecniche e di governance per l’attuazione del progetto: nello specifico, Veritas fornirà la raccolta differenziata umida proveniente dall’area metropolitana di Venezia e dal mercato di settore. Syndial, oltre a mettere a disposizione un’area di proprietà già bonificata, realizzerà e gestirà l’impianto.

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Quando l'innovazione incontra la sostenibilità

Per favorire il processo di riqualificazione e di reindustrializzazione di Porto Marghera Syndial è parte attiva in progetti integrati sostenibili che vedono il recupero del brownfield con la realizzazione di impianti fotovoltaici sulle aree oggetto di messa in sicurezza permanente. L’energia rinnovabile verrà poi utilizzata dalle altre imprese coinsediate ed è in corso di valutazione una proposta progettuale con l’Autorità Portuale per fornire, dalla banchina, alle navi attraccate in porto la potenza elettrica necessaria al funzionamento dei servizi di bordo, mantenendo spenti i motori della nave e limitando così l’inquinamento che questi generano.

Syndial e Ca’ Foscari una collaborazione vincente

Syndial ha appena siglato con la Fondazione Università Cà Foscari una interessante collaborazione volta allo sviluppo di attività di ricerca, trasferimento tecnologico e formazione nell’ambito delle competenze di comune interesse.
La collaborazione prevede ricerche nel settore della riqualificazione dei siti contaminati e dei modelli per la valutazione dell’operato di Syndial sia in termini di sostenibilità degli interventi proposti, sia in termini di analisi del rischio ecologico (ante e post intervento) che di analisi delle ricadute sul territorio attraverso la valutazione degli impatti non solo economici.
Le linee di ricerca individuate nell’ambito della collaborazione sono:
- Validazione del modello di valutazione della sostenibilità degli interventi ambientali (SAF), successiva collaborazione e supporto tecnico scientifico per l’implementazione del modello, con focus specifico sugli indicatori derivanti dall’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment);
- Sviluppo di un modello per la valutazione degli impatti economici, ambientali e sociali, degli investimenti aziendali che potrà essere utilizzato anche a supporto di valutazioni in ambito di Corporate Social Responsability;
- Validazione del modello per la valutazione del rischio ecologico dei siti contaminati (ERA), collaborazione e supporto tecnico scientifico per lo sviluppo di tale modello inclusa l’integrazione delle valutazioni rispetto alle matrici ambientali potenzialmente coinvolte dalla contaminazione.

Syndial e le altre realtà Eni

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