Porto Marghera

Aree di proprietà Syndial

circa 208 ettari

Provenienza aree

Montedison – operazione Enimont

Costi sostenuti

279 Mln €

Costi da sostenere

CAPEX ~92Mln€ + OPEX ~44 Mln€ per la gestione del trattamento acque nei prossimi 15 anni

Porto Marghera: tra i precursori nel risanamento ambientale

Nell’area industriale più grande d’Europa, che nel 2018 ha festeggiato il Centenario, Eni è arrivata nell’ambito delle operazioni di salvataggio industriale negli anni ’90,  quando erano evidenti i segnali di crisi della chimica in Italia. A Porto Marghera Eni è stata protagonista del difficile passaggio economico e sociale e delle contraddizioni tra produzione e inquinamento.  Syndial, nel SIN di Porto Marghera considerato fra i primi interessati da interventi di bonifica in Italia, è proprietaria di circa 208 ettari e ha finora speso oltre 279 milioni di euro per la demolizione degli impianti dismessi e le attività di bonifica di suoli e falda, con la gestione di un impianto di trattamento dedicato. Nell’ambito dei rapporti storici con il territorio Syndial si confronta con gli stakeholder per realizzare progetti integrati sostenibili con Eni ed altre realtà che, in linea con i principi di economia circolare, valorizzino il recupero delle aree secondo la loro potenzialità, riutilizzando anche quelle oggetto di messa in sicurezza permanente, per la produzione di energia rinnovabile oltre il recupero dell’acqua.  Syndial ha anche sottoscritto con l’Università di Cà Foscari una convenzione volta allo sviluppo di attività di ricerca, trasferimento tecnologico e formazione nell’ambito delle competenze di comune interesse.

Storia del sito di Porto Marghera

Al 30 giugno 2018 Syndial ha svolto attività di bonifica e demolizioni per circa 279 mln € e prevede di spendere altri 90 mln € per il completamento di tali interventi (suoli, falda e ultimazione demolizioni), oltre ai 44 mln € previsti per la gestione dell’impianto di trattamento acque nell’arco dei prossimi 15 anni.

  • 1917

  • 1989

  • 1991

  • 1995

  • 1997

  • 2000

  • 2002

Il Presidente del Consiglio Paolo Boselli, il Sindaco di Venezia Filippo Grimani e il Conte Volpi di Misurata firmarono la convenzione per la costruzione del porto e per l’insediamento delle industrie petrolchimiche e metalmeccaniche

Ingresso di Eni nel petrolchimico con EniMont (joint Venture Eni e Montedison)

Enichem, nell’ambito delle operazioni di salvataggio industriale degli anni ’90, acquisisce la quota Montedison della Joint Venture Enimont

Vengono progettati ed eseguiti vari interventi di risanamento ambientale

Area "Isole 31-32-35", Completato intervento di messa in sicurezza permanente

Il 23 febbraio 2000 viene identificato dal MATTM come Sito di Interesse Nazionale

Le attività industriali ex Enimont vengono trasferite alla società di Eni Polimeri Europea, oggi Versalis, mentre le attività ambientali vengono gestite da Syndial, società ambientale di Eni

Le nostre attività a Porto Marghera

Il sito multi-societario di Porto Marghera è considerato fra i primi SIN interessati da interventi di bonifica, sulla base dei criteri del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, convertito in legge 426/1998 (Ministero dell’Ambiente). Il SIN è stato poi ri-perimetrato nel 2013 dal Ministero dell’Ambiente, su proposta della Regione Veneto, riducendo le aree da 5.800 a 1.900 ettari per rispondere all’esigenza di accelerare gli iter autorizzativi per il riutilizzo e riqualificazione delle aree. Le aree Syndial, proprietaria della parte di sito ereditata da Montedison attraverso Enimont, corrispondono a circa 210 ettari, di cui 170 nel Nuovo Petrolchimico e 40 nel Vecchio Petrolchimico. Syndial è anche titolare degli oneri di bonifica delle aree cedute a Versalis. Oggi, a Porto Marghera, la società ambientale di Eni esegue, secondo i Decreti approvati dal Ministero dell’Ambiente, attività di demolizioni, di bonifica suoli e falda per la quale gestisce l’impianto di Trattamento Acque di falda (TAF) che tratta circa 250 mila mc/anno.

SUOLO
FALDA
AREE DISPONIBILI
  • Caratterizzazione
  • Progettazione
  • Esecuzione degli interventi
  • Monitoraggio post operam
  • Riqualificazione
Le mappe sopra riportate intendono rappresentare le attività di Syndial nel sito. Per la perimetrazione ufficiale si rimanda alla cartografia del Ministero dell’Ambiente o dell’ente competente.

Principali step degli iter autorizzativi

Porto Marghera è individuato Sito di Interesse Nazionale dal 1998, con la legge 426 che ne riconosce l’alto rischio ambientale e la necessità di bonifica e messa in sicurezza. Il sito viene poi ri-perimetrato nel 2013 dal Ministero dell’Ambiente, su proposta della Regione Veneto, riducendo le aree da 5.800 a 1.900 ettari per rispondere all’esigenza di accelerare gli iter autorizzativi per il riutilizzo e riqualificazione delle aree. Un’iniziativa che conferma l’attenzione di un territorio che ha vissuto la crisi economica sociale degli anni ’90 e che proprio nel 1998 con la firma dell’”Accordo di Programma per la Chimica di Porto Marghera” impegna tutte le imprese a caratterizzare le aree industriali per avviare gli interventi di bonifica.  Syndial società ambientale di Eni, che ha rilevato da Enichem la proprietà delle aree e dei relativi oneri ambientali, è impegnata nel SIN dal 2003 con la messa in sicurezza delle aree e della falda e la realizzazione dei progetti di bonifica. 

I COSTI DELLA BONIFICA

Quando l'innovazione incontra la sostenibilità.

Per favorire il processo di riqualificazione e di reindustrializzazione di Porto Marghera Syndial è parte attiva in progetti integrati sostenibili che vedono il recupero del brownfield con la realizzazione di impianti fotovoltaici sulle aree oggetto di messa in sicurezza permanente. L’ energia rinnovabile verrà poi utilizzata dalle altre imprese coinsediate ed è in corso di valutazione un proposta progettuale con l’Autorità Portuale per la fornitura dalla banchina alle navi attraccate in porto della potenza elettrica necessaria per garantire il corretto funzionamento dei servizi di bordo, mantenendo spenti i motori della nave e limitando così l’ ’inquinamento che questi generano.

Syndial e Ca’ Foscari una collaborazione vincente

Syndial ha appena siglato con la Fondazione Università Cà Foscari una interessante collaborazione volta allo sviluppo di attività di ricerca, trasferimento tecnologico e formazione nell’ambito delle competenze di comune interesse.
La collaborazione prevede ricerche nel settore della riqualificazione dei siti contaminati e dei modelli per la valutazione dell’operato di Syndial sia in termini di sostenibilità degli interventi proposti, sia in termini di analisi del rischio ecologico (ante e post intervento) che di analisi delle ricadute sul territorio attraverso la valutazione degli impatti non solo economici.
Le linee di ricerca individuate nell’ambito della collaborazione sono:
- Validazione del modello di valutazione della sostenibilità degli interventi ambientali (SAF), successiva collaborazione e supporto tecnico scientifico per l’implementazione del modello, con focus specifico sugli indicatori derivanti dall’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment);
- Sviluppo di un modello per la valutazione degli impatti economici, ambientali e sociali, degli investimenti aziendali che potrà essere utilizzato anche a supporto di valutazioni in ambito di Corporate Social Responsability;
- Validazione del modello per la valutazione del rischio ecologico dei siti contaminati (ERA), collaborazione e supporto tecnico scientifico per lo sviluppo di tale modello inclusa l’integrazione delle valutazioni rispetto alle matrici ambientali potenzialmente coinvolte dalla contaminazione.

Syndial e le altre realtà Eni

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