Priolo

Estensione SIN Priolo

5814 ettari (di cui ~ 300 ettari di proprietà Syndial)

Provenienza aree

Montedison

Costi sostenuti

circa 400 mln€ al 30 giugno 2019

Costi da sostenere

CAPEX circa 100 mln€ + OPEX circa 10 mln€ anno

Priolo dove la bonifica è al servizio della storia

La nascita del polo petrolchimico siracusano avvenne nell’ambito del piano di industrializzazione del Sud d’Italia, promosso nel secondo dopoguerra, che in Sicilia orientale è stato attuato con l’avvio di impianti per la raffinazione del petrolio, scoperto nel sottosuolo di alcune zone, e la trasformazione dei suoi derivati. In particolare, le origini dello stabilimento industriale di Priolo Gargallo risalgono al 1956, quando la Sincat - Società Industriale Catanese (gruppo Edison, poi Montedison) iniziò a produrre acido nitrico, acido fosforico e fertilizzanti. Con Montedison, nel 1959, venne messa in esercizio la filiera produttiva del ciclo cloro-soda e l’impianto del polietilene ad alta pressione. In seguito è sorta la raffineria (oggi Isab), gli impianti di acetaldeide, aromatici, gruppo ossidi e il cracker. È il 1991 quando, a valle della fallita operazione Enimont, gli impianti di raffinazione passarono da Montedison a Enichem e successivamente a Praoil e Agip Petroli. Quando tra il 1998 e il 2000 fu individuato e perimetrato il Sito di Interesse Nazionale di Priolo, che comprende Priolo Gargallo, Melilli, Augusta e Siracusa per un totale di 5.814 ettari, molte attività erano già state dismesse con demolizione degli impianti. Fin dal 2003 Syndial, erede dei circa 300 ettari di aree di proprietà Enichem, ha provveduto alla messa in sicurezza di emergenza e ha presentato numerosi progetti di bonifica per suoli e falda, alcuni già autorizzati con decreto ministeriale e altri in corso di istruttoria per completare il risanamento del sito. Fino al 30 giugno 2019 la società ambientale di Eni ha speso circa 400 milioni di euro e prevede un’ulteriore spesa in bonifica e demolizioni pari a circa 100 milioni di euro, oltre a circa 10 milioni di euro all’anno per la gestione del secondo più grande impianto TAF d’Italia. La riqualificazione delle aree di proprietà contempla importanti investimenti tesi ad attuare progetti circolari e sostenibili, come la realizzazione di impianti fotovoltaici, il reimpiego delle acque di falda trattate, l’applicazione di tecnologie di bonifica innovative ed ecocompatibili come la phytoremediation e, non ultima, la valorizzazione della penisola di Magnisi, località di inestimabile valore archeologico che conserva testimonianze della civiltà di Thapsos.

Storia del sito di Priolo

  • 1956

  • 1959

  • 1981

  • 1991

  • 1995

  • 1998

  • 2001

  • 2002

  • 2003

  • 2014

  • 2018

Iniziano le prime attività industriali con l'installazione a Priolo Gargallo degli impianti per la produzione di fertilizzanti (ex società SINCAT), poi Montedison.

Montedison avvia la filiera produttiva del ciclo cloro-soda e derivati e l’impianto del polietilene ad alta pressione, sostituito negli anni Ottanta con un nuovo impianto tecnologicamente all'avanguardia. In seguito è sorta la raffineria (oggi ISAB) e gli impianti di acetaldeide, aromatici e gruppo ossidi.

Nel 1981 viene avviato il cracker (ex società ICAM), potenziato nel 1985.

A valle della fallita operazione Enimont, gli impianti di raffinazione passano da Montedison a Enichem e successivamente a Praoil e di Agip Petroli. La produzione di acetaldeide viene ceduta alla società BP e viene fermata la produzione di fertilizzanti, con dismissione e demolizione degli impianti. La gestione di tali attività viene assunta dalla Nuova Agricoltura S.p.A. in liquidazione.

EniChem conferisce alla Polimeri Europa (oggi Versalis) l’impianto di produzione del polietilene.

Viene individuato il Sito d’Interesse Nazionale di Priolo ai sensi della legge 426/98, comprendendo i siti di Priolo Gargallo, Melilli, Augusta e Siracusa. La perimetrazione è stata decretata nel gennaio 2000 ed estesa, sempre con decreto, nel marzo 2006.

Gli impianti del ciclo poliuretani e gli impianti di produzione di ossido di etilene e derivati, ceduti nel 2001 alla Dow Poliuretani Italia, vengono fermati nel 2003 e successivamente demoliti dalla stessa società. La gestione delle aree e degli oneri ambientali passa contestualmente a Syndial.

EniChem cede alla Polimeri Europa gli impianti relativi alla linea produttiva olefine e aromatici e il servizio di logistica dello stabilimento, conservando il ciclo del cloro e derivati (operativo fino al 2005). - Il Gruppo Erg acquisisce le raffinerie, le infrastrutture e i serbatoi degli impianti Nord che, integrati agli impianti Sud, formano una grande raffineria che ha preso il nome di ERG Raffinerie Mediterranee (oggi ISAB Impianti Sud e ISAB Impianti Nord).

Da Enichem, azienda petrolchimica di Eni, nasce Syndial. La società eredita le aree industriali e/o dismesse - di proprietà Enichem - con annessi oneri di bonifica - e focalizza la propria mission nel campo ambientale.

Vengono avviate da Syndial, per conto di Enimed, le attività di bonifica della Penisola di Magnisi

Vengono concluse le attività di bonifica della penisola di Magnisi, realizzate con tecnologie innovative per rispettare i reperti archeologici, di valore inestimabile, che testimonaiano la civiltà di Thapsos.

Le nostre attività a Priolo

Le origini dello stabilimento risalgono al 1956, con l'installazione a Priolo Gargallo degli impianti per la produzione di fertilizzanti, di proprietà della ex società Sincat, divenuti poi Montedison e poi giunti in Eni negli anni 90 a seguito del fallimento dell’operazione Enimont. Oggi, all'interno del complesso industriale, sono presenti, oltre a Syndial, Versalis (già Polimeri Europa) con gli impianti di produzione etilene ed aromatici. Gli impianti di raffinazione invece sono stati ceduti nel 2002 da Eni R&M ad Erg (che ha successivamente ceduto ad ISAB) 

Nel dicembre 1998, il Sito di Priolo venne inserito nell’elenco dei Siti d’Interesse Nazionale (SIN)). Il 10 marzo 2006, con Decreto Ministeriale (che riguarda complessivamente il territorio della provincia di Siracusa, ossia i comuni di Priolo, Melilli, Augusta, Siracusa), venne ampliato il perimetro del SIN, comprendente complessivamente aree a terra ed aree a mare.

Nel sito Syndial sta attuando importanti progetti di bonifica dei suoli e della falda nonché imponenti progetti di demolizione. Riguardo a queste ultime Syndial ha terminato la demolizione degli impianti Dicloretano (DL1), Carbonati Alcalini (CS9) e Ossido di Propilene (PO) spendendo più di 25 milioni di euro e altrettanti ne sono previsti per la demolizione degli impianti cloro soda, che sarà avviata non appena verrà ricevuta l’AIA da parte della Regione Siciliana.

Relativamente alla bonifica dei suoli Syndial sta operando applicando le più avanzate  tecnologie di bonifica in situ:

  1. ISCO (In Situ Chemical  Oxidation);
  2. TPE (Two Phase Extraction), con estrazione vapori termicamente assistita laddove necessario;
  3. Soil Flushing;
  4. ECRT (Electro Chemical Remediation Technology).
  5. Barriera Permeabile Reattiva

Oltre all’applicazione delle suddette tecnologie, Syndial sta effettuando rimozione di terreni e smaltimento off site di aree contaminate negli strati superficiali.

E' regolarmente in marcia l’impianto di trattamento delle acque di falda (TAF) del sito con una potenzialità pari a 600 mc/h. che sta provvedendo  alla bonifica della falda indifferenziata e  sono state completate tutte le attività previste dal Decreto interministeriale.
Infine, riguardo la falda profonda, MATTM prima di approvare il progetto di bonifica definitivo ha richiesto effettuare prove sperimentali sulla tecnologia proposta  richiedendo alle Società ed a ARPA Siracusa la verifica in laboratorio ed in campo dell’applicabilità in 4 Lotti di bonifica della tecnologia ISCO (ossidazione chimica in situ) e HRC (riduzione chimica in situ) o l’individuazione di tecnologie di bonifica alternativa. Tali test si protrarranno per tutto il 2019 ed a seguito degli stessi si valuterà se confermare la tecnologia di bonifica scelta.

Dall’aprile 2016, inoltre, con il completamento delle attività autorizzate dal decreto, è attivo il Protocollo di Monitoraggio Unitario (PMU) delle acque di falda del sito.

BONIFICA SUOLO
BONIFICA FALDE
  • Caratterizzazione
  • Progettazione
  • Esecuzione degli interventi
  • Monitoraggio post operam
  • Riqualificazione

Principali step degli iter autorizzativi

Il Piano di Caratterizzazione del sito viene trasmesso nel 1999 e approvato, dopo numerosi incontri e conferenze di servizi. Nel febbraio 2003la relazione finale relativa ai risultati della caratterizzazione sono stati trasmessi agli enti. Fin dal 2003 Syndial, che nel corso dello stesso anno procede alla messa in sicurezza di emergenza del sito, ha presentato diversi progetti di bonifica per suoli e falda, alcuni già autorizzati con decreto ministeriale e altri in istruttoria:

  • il Progetto Definitivo di Bonifica della Falda dell’intero sito multisocietario (circa 1.000 ettari), autorizzato il 29 novembre 2004 con Decreto del Ministero dell’Ambiente, di concerto con il Ministro delle Attività Produttive e il Ministro della Salute e d’intesa con la Regione Sicilia. Oggi l’impianto TAF è regolarmente in esercizio, con una potenzialità pari a 600 mc/h, consentendo il riuso delle acque trattate nei cicli produttivi del multisocietario. È stata inoltre conclusa la costruzione dell’impianto TAF dedicato allo stream proveniente dall’area dell’ex impianto Ossido di Propilene - PO (potenzialità 10 mc/h). Dal 2016, con il completamento delle attività autorizzate dal decreto, è attivo il Protocollo di Monitoraggio Unitario (PMU) delle acque di falda del sito.
  • il Progetto Definitivo di Bonifica per i suoli dell’area dell’impianto TAF approvato con Decreto interministeriale del 6 dicembre 2004 e successivamente modificato con autorizzazione provvisoria alla costruzione dell’impianto TAF tramite Decreto del Ministero dell’Ambiente (10 ottobre 2007). L’intervento di bonifica è stato completato e si è in attesa della certificazione.
  • il Progetto di Bonifica della Falda Profonda per il quale le società coinsediate hanno presentato negli anni diverse ipotesi progettuali, fino all’ultima versione del 2012 che il Ministero dell’Ambiente ha ritenuto non approvabile in sede di Conferenza di Servizi (2014), richiedendo la verifica in laboratorio e in campo dell’applicabilità in 4 Lotti di bonifica della tecnologia ISCO (ossidazione chimica in situ) e HRC (riduzione chimica in situ) o l’individuazione di tecnologie alternative.
  • il Progetto Definitivo di Bonifica dei suoli delle aree a sud del Vallone della Neve, autorizzato il 30 ottobre 2007 con Decreto del Ministero dell’Ambiente. Attualmente è stato completato l’intervento di scotico superficiale dei poligoni di Thiessen ed è in corso un’interlocuzione con gli enti di controllo teso a individuare le azioni per lo svincolo delle fasce di rispetto dei suddetti poligoni. È inoltre in corso l’applicazione delle tecnologie in situ previste (ISCO - In Situ Chemical Oxidation, TPE - Two Phase Extraction, Soil Flushing ed ECRT - Electro Chemical Remediation Technology.
  • il Progetto Definitivo di Bonifica dell’area B3 (ex area CS9) per falda e suoli, ritenuto approvabile nella Conferenza dei Servizi decisoria del 18 luglio 2005 e attualmente in attesa del decreto di autorizzazione interministeriale (condizionato al rilascio della VIA dalla Regione Siciliana che è stato acquisito nel settembre 2018);
  • il Progetto Definitivo di Bonifica dell’area B3 (ex area CS9) per falda e suoli, ritenuto approvabile nella Conferenza dei Servizi decisoria del 18 luglio 2005 e attualmente in attesa del decreto di autorizzazione interministeriale (condizionato al rilascio della VIA dalla Regione Siciliana che è stato acquisito nel settembre 2018);
  • per il Progetto Definitivo di Bonifica dei terreni insaturi delle aree A4, A3, B1 e porzioni delle aree D4 e D5 a sud del canale Castellaccio (presentato per la prima volta nel 2018 e poi nel 2013) è stata inviata una revisione nel 2018 per recepimento in un unico documento sia delle integrazioni trasmesse nel 2014 e nel 2016 sia di quanto richiesto in fase istruttoria. Oggi si è in attesa di approvazione finale. Sono inoltre in corso le attività propedeutiche alla sperimentazione in campo della phytoremediation mediante canapa in area D4, lotto 12 (tecnologia prevista dal progetto in istruttoria).

Per l’Area Nord Priolo Syndial ha presentato l’Analisi di Rischio sito-specifica con richiesta di chiusura del procedimento ambientale in quanto il sito non risulta contaminato. L’Analisi di Rischio è stata approvata nella Conferenza di Servizi Decisoria del 10 dicembre 2015 e il MATTM ha emesso decreto direttoriale che ha approvato il verbale della citata CDS con relativa chiusura del procedimento ambientale.

Per l’Area EX DOW SG11 Syndial ha trasmesso i dati della caratterizzazione integrativa e l’Analisi di Rischio. Attualmente è in corso l’elaborazione dell’Analisi di Rischio relativa alle altre aree ex DOW e del progetto operativo di bonifica complessivo.

Per l’area di San Cusumano Basso Eni Refining & Marketing aveva previsto una messa in sicurezza permanente - MISP dei materiali di riporto abbancati. Tale progetto, discusso e valutato con il Ministero dell’Ambiente per oltre dieci anni, è stato ritenuto non approvabile. Nel 2016 Eni R&M con Syndial, a fronte delle novità normative in materia di materiale da riporto, presentano un nuovo approccio metodologico per l’area che contempla la suddivisione tecnica e amministrativa del progetto in due parti: discarica 1 (con conferma MISP) e area denominata “terrazzo antropico” (con caratterizzazione integrativa, già conclusa, per successiva rielaborazione progettuale). Attualmente si sta concludendo la revisione dell’Analisi di Rischio e del Progetto Operativo di Bonifica. In parallelo è attivo un emungimento come MIS sulle acque di falda dal 2012 e si sta realizzando il 2° lotto di palancolatura ai fini di un sistema definitivo di emungimento.

Per quanto concerne le demolizioni, sono ultimate le attività relative all’impianto Carbonati Alcalini (CS9), mentre sono in fase di ultimazione quelle relative agli impianti Dicloretano (DL1) e Ossido di Propilene (PO). La demolizione dell’impianto Cloro Soda non è stata ancora avviata in quanto si attende acquisizione dell’AIA da parte della Regione Siciliana.

I COSTI DELLA BONIFICA

Priolo per il Progetto Italia

 

L’area di Syndial D4/Nord Castellaccio, all'esterno dello stabilimento, è tra quelle individuate da Eni, nell'ambito del Progetto Italia, per l’installazione di un impianto fotovoltaico con potenza nominale di 6,7 MWp. Nella zona, sottoposta a caratterizzazione delle matrici suolo e falda, non è stato rilevato alcun superamento delle soglie di contaminazione ad eccezione di un’area limitata, esclusa dall'impianto, e già in corso di bonifica. Nel 2017 Eni ha trasmesso istanza di VIA e di AU. Attualmente sono in corso diverse interlocuzioni con gli enti enti locali per la realizzazione di altri due impianti fotovoltaici in area Nord (esterno stabilimento), di proprietà Syndial, e in area D3, di proprietà Versalis.

Puliamo e rimettiamo in circolo l'acqua

Syndial è fortemente impegnata nella gestione sostenibile della risorsa idrica che in molti siti viene rimessa in circolo nei processi produttivi e negli impianti. È il caso di Priolo, che peraltro vanta il secondo impianto TAF più grande d'Italia tra quelli di proprietà Syndial (portata nominale 600 m3/h). Come ad Assemini, Porto Torres e Brindisi, anche a Priolo dalle acque di falda trattate (circa 3.000 m3/anno) si produce acqua demineralizzata ideonea per un reimpiego nel sito, consentendo un minor prelievo in natura.

Syndial per Enimed a Penisola di Magnisi

Nella Penisola Magnisi (Priolo), Syndial, la società ambientale di Eni, ha completato il risanamento ambientale dell’area, per conto di Enimed. L’intervento di bonifica ha permesso anche di riportare alla luce importanti reperti archeologici risalenti ad uno dei primi insediamenti Greci in Italia (città di Tapsos). In  accordo con le indicazioni della Soprintendenza dei Beni Culturali è stato realizzato un progetto per la preservazione dei beni recuperati durante l’intervento di bonifica. Il progetto, realizzato da Syndial quale Global Contractor di Eni, è durato 3 anni, è costato 14 mln € ed è oggi in corso di  certificazione.

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Phytoremediation: le piante che bonificano

Nell’ambito della propria strategia sostenibile ed ecompatibile, Syndial promuove la phytoremediation quale tecnologia di bonifica in situ dei suoli, alternativa allo scavo e allo smaltimento, che si basa sull’utilizzo delle piante per il risanamento delle matrici ambientali contaminate. La phytoremediation ha  la prerogativa di mantenere, ripristinare o addirittura migliorare le proprietà fisico-chimiche del suolo grazie alla capacità di alcuni specie vegetali di degradare, rimuovere o contenere gli inquinanti, in molti casi in associazione all’azione degradativa dei microorganismi presenti nel suolo che circonda le radici.
Nel Sito d’Interesse Nazionale di Priolo Syndial ha avviato, come da progetto di bonifica in istruttoria, le attività propedeutiche alla sperimentazione in campo della phytoremediation mediante canapa sativa in due aree: A4 e D4, lotto 12, a sud del canale Castellaccio. Ciò consentirà altresì di completare le conoscenze acquisite in laboratorio attraverso dati sito-specifici necessari per progettare futuri impianti pilota. le aree esterne individuate non sono risultate idonee per la paiantagione, pertanto si stanno indagando aree interne ove intervenire.

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