Priolo

Estensione SIN Priolo

5814 ettari (di cui ~ 300 ettari di proprietà Eni Rewind)

Provenienza aree

Montedison

Costi sostenuti

circa 400 mln€ al 31 dicembre 2019

Costi da sostenere

CAPEX circa 100 mln€ - OPEX circa 11 mln€ anno

Le tecnologie di bonifica più sostenibili al servizio di Priolo

La nascita del polo petrolchimico siracusano avviene nell’ambito del piano di industrializzazione del Sud d’Italia, promosso nel secondo dopoguerra, che in Sicilia orientale è stato attuato con l’avvio di impianti per la raffinazione del petrolio e la trasformazione dei suoi derivati. Fin dalle sue origini, che risalgono al 1956, lo stabilimento industriale di Priolo Gargallo ha visto dunque una significativa espansione nel settore petrolifero e in quello chimico segnata da diversi percorsi societari e operativi. Nel 1991, a valle dell’operazione Enimont, il gruppo Eni entra nel sito attraverso Enichem che acquisisce da Montedison gli impianti di raffinazione e nel 1994 li trasferisce ad Agip Petroli. È sempre in questa decade che viene dichiarato lo stato di emergenza ambientale (1990) e individuato il Sito di Interesse Nazionale di Priolo (1998) con un’estensione di circa 5.800 ettari a terra e oltre 10.000 ettari a mare comprensivi del porto della Rada di Augusta, importante crocevia della navigazione commerciale nel Mediterraneo. Le società di Eni coinsediate hanno provveduto da subito alla messa in sicurezza di emergenza nonché alla progettazione, definizione, realizzazione, gestione e monitoraggio dei sistemi idonei a bonificare la contaminazione presente all’interno delle loro aree, secondo i progetti e i protocolli approvati dagli enti di controllo competenti. Dal 2003 Syndial (oggi Eni Rewind), erede dei circa 300 ettari di proprietà Enichem, ha proseguito nell’esecuzione delle attività di bonifica e sta completando gli interventi per i suoli e per la falda, secondo i decreti emessi dal ministero dell’Ambiente. Fino al 31 dicembre 2019 la società ambientale di Eni ha speso circa 400 milioni di euro e prevede ulteriori costi per circa 100 milioni di euro, oltre a 11 milioni di euro all’anno destinati alla gestione dell'impianto di trattamento delle acque di falda e dei sistemi di barrieramento fisico e idraulico. Dal 2016 è operativo il Protocollo di Monitoraggio Unitario delle acque di falda che consente agli enti di avere una visione completa e aggiornata dell’efficacia ed efficienza dei sistemi previsti dal progetto di bonifica. La riqualificazione delle aree di proprietà prevede progetti circolari e sostenibili, come la realizzazione di impianti fotovoltaici, il reimpiego delle acque di falda trattate e l’applicazione di tecnologie innovative ed ecocompatibili come la phytoremediation e la barriera permeabile reattiva.

Storia del sito di Priolo

  • 1956

  • 1959

  • 1981

  • 1991

  • 1995

  • 1998

  • 2001

  • 2002

  • 2003

  • 2014

  • 2018

Iniziano le prime attività industriali con l’avvio a Priolo Gargallo degli impianti per la produzione di fertilizzanti (ex società SINCAT, poi Montedison).

Montedison avvia la filiera produttiva del ciclo cloro-soda e derivati e l’impianto del polietilene ad alta pressione, sostituito negli anni Ottanta con un nuovo impianto tecnologicamente all'avanguardia. In seguito è sorta la raffineria (oggi ISAB) e gli impianti di acetaldeide, aromatici e gruppo ossidi.

Nel 1981 viene avviato il cracker (ex società ICAM), potenziato nel 1985.

A valle dell’operazione Enimont, gli impianti di raffinazione passano da Montedison a Enichem e successivamente a Agip Petroli. La produzione di acetaldeide viene ceduta alla società BP e viene fermata la produzione di fertilizzanti, con dismissione e demolizione degli impianti. La gestione di tali attività viene assunta dalla Nuova Agricoltura in liquidazione.

EniChem conferisce a Polimeri Europa (oggi Versalis) l’impianto di produzione del polietilene.

Viene individuato il Sito d’Interesse Nazionale di Priolo, ai sensi della legge 426/98, che comprende i siti di Priolo Gargallo, Melilli, Augusta e Siracusa. La perimetrazione è stata definita nel gennaio 2000 ed estesa nel marzo 2006.

Gli impianti del ciclo poliuretani e gli impianti di produzione di ossido di etilene e derivati vengono ceduti alla Dow Poliuretani Italia, fermati nel 2003 e successivamente demoliti dalla stessa società. Nel 2010 la gestione delle aree e degli oneri ambientali passa contestualmente a Syndial (oggi Eni Rewind).

EniChem cede a Polimeri Europa gli impianti relativi alla linea produttiva olefine e aromatici e il servizio di logistica dello stabilimento, conservando il ciclo del cloro e derivati (operativo fino al 2005). Il Gruppo Erg acquisisce le raffinerie, le infrastrutture e i serbatoi degli impianti Nord che, integrati agli impianti Sud, formano una grande raffineria che ha preso il nome di ERG Raffinerie Mediterranee (oggi ISAB Impianti Sud e ISAB Impianti Nord).

Da Enichem, azienda petrolchimica di Eni, nasce Syndial che nel 2019 cambia nome in Eni Rewind. La società eredita le aree industriali di proprietà Enichem - con annessi oneri di bonifica - e focalizza la propria mission nel campo ambientale. Da allora si è impegnata nell’elaborazione, presentazione, istruttoria ed esecuzione dei diversi progetti di bonifica approvati dal ministero dell'Ambiente per le matrici acqua e suoli.

La società avvia, per conto di Enimed, le attività di bonifica della Penisola di Magnisi.

Vengono concluse le attività di bonifica della Penisola di Magnisi, realizzate con tecnologie innovative per preservare i reperti archeologici, testimonianza di valore inestimabile dell’antica civiltà di Thapsos.

Le nostre attività a Priolo

Dal 2003 la società è impegnata nelle attività ambientali relative alla bonifica dei suoli e della falda e ha ultimato le attività di rimozione dei rifiuti e le demolizioni degli impianti Dicloretano (DL1), Carbonati Alcalini (CS9) e Ossido di Propilene (PO), mentre per l’impianto Cloro-soda attende il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) da parte della Regione Siciliana.

 

BONIFICA SUOLO
BONIFICA FALDA
AREE DISPONIBILI
  • Caratterizzazione
  • Progettazione
  • Esecuzione degli interventi
  • Monitoraggio post operam
  • Riqualificazione

Principali step degli iter autorizzativi

Nel 2001 sono state avviate le attività di caratterizzazione del sito, con successive integrazioni e implementazioni delle misure di emergenza necessarie. Dal 2003 Syndial, ex Enichem e oggi Eni Rewind, ha presentato i seguenti progetti di bonifica per suoli e falda, alcuni già autorizzati con decreto ministeriale e altri in istruttoria:

  • il Progetto definitivo di bonifica della falda dell’intero sito multisocietario, autorizzato il 29 novembre 2004 con decreto dei ministeri dell’Ambiente, delle Attività Produttive e della Salute, d’intesa con la Regione Siciliana;

  • il Progetto definitivo di bonifica per i suoli dell’area dell’impianto TAF approvato con decreto interministeriale del 6 dicembre 2004 e successivamente modificato con autorizzazione provvisoria alla costruzione dell’impianto TAF tramite decreto del ministero dell’Ambiente (10 ottobre 2007). L’intervento di bonifica è stato completato e si è in attesa della certificazione;

  • il Progetto di bonifica della falda profonda, oggi in istruttoria;

  • il Progetto definitivo di bonifica dei suoli delle aree a sud del Vallone della Neve, autorizzato il 30 ottobre 2007 con decreto del ministero dell’Ambiente;

  • il Progetto definitivo di bonifica dell’area B3 (ex area CS9) per falda e suoli, ritenuto approvabile nella Conferenza dei Servizi decisoria del 18 luglio 2005 e approvato con decreto ministeriale nell’aprile 2019;

  • il Progetto definitivo di bonifica dei terreni insaturi delle aree A4, A3, B1 e porzioni delle aree D4 e D5 a sud del Canale Castellaccio è stato istruito per la prima volta nel 2008 e successivamente nel 2013. Nel 2018 il ministero dell’Ambiente ha richiesto alla società un unico documento comprensivo di quanto già emendato in fase istruttoria e trasmesso con note e integrazioni nel 2014 e nel 2016. Oggi si è in attesa della Conferenza di Servizi decisoria;

  • per l’area Nord Priolo è stata presentata l’Analisi di rischio sito-specifica approvata nel 2015 con relativa Conferenza dei Servizi decisoria. Il ministero dell’Ambiente ha emesso un decreto direttoriale per la chiusura del procedimento ambientale ai sensi dell’art. 42 del D.Lgs 152/2006;

  • per l’area Ex DOW porzione SG11, nel corso del 2017, la società ha trasmesso i dati della caratterizzazione integrativa e l’Analisi di rischio. Nell’ottobre 2019 è stata inoltre inviata l’elaborazione dell’Analisi di rischio relativa alle altre aree Ex DOW (aree impianti);

  • per l’area di San Cusumano Basso nel maggio 2019 Syndial (Eni Rewind) ed Eni Refining & Marketing hanno trasmesso al ministero dell’Ambiente la “Proposta tecnica progettuale per la bonifica dell’area San Cusumano Basso: Terrazzo Antropico e Discarica 1”. Il 12 settembre 2019 l’Arpa ha validato i risultati relativi alle indagini ambientali effettuate per la caratterizzazione integrativa del Terrazzo Antropico. Il 13 settembre 2019 la Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali ha espresso parere favorevole alla proposta;

  • per quanto concerne le demolizioni, sono state ultimate le attività relative agli impianti Dicloretano (DL1), Carbonati Alcalini (CS9) e Ossido di Propilene (PO), mentre per la demolizione dell’impianto Cloro-soda si è in attesa del rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) da parte della Regione Siciliana.



I COSTI DELLA BONIFICA

Priolo per le rinnovabili

L’area D4 Nord Canale Castellaccio, all'esterno dello stabilimento, è tra quelle individuate da Eni per l’installazione di un impianto fotovoltaico con potenza nominale pari a 6,7 MW, in linea con l’obiettivo di offrire soluzioni energetiche a basse emissioni di carbonio. Attualmente è in corso un’interlocuzione con gli enti locali per un secondo impianto fotovoltaico in area Nord, sempre di proprietà Eni Rewind ed esterna allo stabilimento.

Puliamo e riutilizziamo l'acqua

Priolo vanta il secondo impianto TAF più grande d'Italia tra quelli di proprietà Eni Rewind, con portata nominale pari a 600 m3/h. Come ad Assemini, Porto Torres e Brindisi, anche in questo sito l'acqua trattata viene demineralizzata e rimessa in circolo nei processi produttivi e negli impianti, consentendo un minor prelievo in natura.

Per Enimed a Penisola di Magnisi

Nel 2018 Eni Rewind ha completato la bonifica della Penisola di Magnisi per conto di Enimed. Durante l’intervento, durato circa 3 anni e costato 14 mln €, la società ha riportato alla luce importanti reperti archeologici risalenti ai primi insediamenti greci in Italia (civiltà di Tapsos). La bonifica dell'area è oggi in corso di certificazione.

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Le piante che bonificano

Eni Rewind promuove la phytoremediation quale tecnologia di bonifica "in situ" dei suoli, alternativa allo scavo e allo smaltimento, che si basa sull’impiego delle piante per il risanamento dei terreni. Nel Sito di Interesse Nazionale di Priolo la società ha avviato, come da progetto di bonifica in istruttoria, le attività propedeutiche alla sperimentazione in campo della phytoremediation mediante canapa sativa nelle aree A4 e D4, lotto 12, a sud del Canale Castellaccio.

Il Ministro dell’Ambiente in visita al SIN di Priolo

La visita del ministro dell’Ambiente Sergio Costa al SIN di Priolo, tenutasi nel novembre 2019, ha rappresentato un’occasione importante per dare evidenza degli interventi ambientali che vedono da anni la società ambientale di Eni impegnata nel risanamento del sito industriale.

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