Pieve Vergonte

Estensione SIN Pieve Vergonte

42 ettari (di cui circa 37 ettari di proprietà Eni Rewind)

Provenienza aree

ex Rumianca

Costi sostenuti

circa 160 mln€ al 30 giugno 2019

Costi da sostenere

CAPEX circa 150 mln€ + OPEX circa 3 mln€ ogni anno

Una storia industriale che risale al 1915

Il Sito di Interesse Nazionale di Pieve Vergonte è situato in Piemonte, nella Val d’Ossola. La sua perimetrazione, come da decreto del Ministero dell’Ambiente del 10 gennaio 2000, include l’area del sito industriale, suddivisa in interna ed esterna, una parte del fiume Toce e la baia di Pallanza che si affaccia sul Lago Maggiore. Le aree di proprietà di Eni Rewind si estendono su una superficie di circa 37 ettari all’interno dello stabilimento industriale che nacque tra il 1915 e il 1920 a Rumianca, un comune divenuto, assieme a Fomarco, l’attuale Pieve Vergonte. La sua origine è legata alla società Chimica dott. Vitale che qui produceva cloro-soda, acido solforico e fertilizzanti per poi sviluppare altre attività a sostegno dell’industria bellica. Negli anni ’20 lo stabilimento passa prima alla Snia e successivamente a Rumianca (dal 1967 gruppo SIR-Rumianca). È in questo periodo che si implementano le nuove linee produttive di DDT, cloro-derivati, intermedi e prodotti finiti del ciclo fertilizzanti. Solo nel 1982, con le opere di salvataggio industriale volute dallo Stato, le attività produttive passano ad Anic (gruppo Eni) e poi a EniChem Synthesis che le gestisce fino al luglio 1997, quando vengono cedute alla società belga Tessenderlo, con diritto di superficie sulle aree (circa 23 ettari). Da questa data Enichem, che diventa Syndial nel 2003 e oggi Eni Rewind, gestisce le aree residue (circa 14 ettari) e dell’impianto di trattamento acque di falda, non ha più attività produttive in esercizio ed è titolare degli oneri di bonifica di suoli e falda. Sul sito oggi opera la società Hydrochem Italia che gestisce l’impianto cloro-soda, le linee di cloro-aromatici e l’impianto di produzione acido solforico da zolfo.
Sul fronte del risanamento ambientale, a partire dal 1995 sono state eseguite numerose campagne di caratterizzazione dei terreni e delle acque di falda, confluite nel Piano di Caratterizzazione presentato nel 1999 e nuovamente nel 2000, su richiesta del Ministero dell’Ambiente a seguito dell’entrata in vigore del decreto 471/1999, e approvato nel 2003. Nel corso degli anni la società ambientale di Eni ha provveduto alla messa in sicurezza di emergenza, alle demolizioni (impianti DDT e cloralio, fabbricati ex Sala Krebbs e centrale elettrica CTE), alla barriera per il confinamento idraulico e all’impianto TAF - tra i più grandi d’Europa - che tratta annualmente circa 6 milioni/m3 di acque di falda. Nell’ottobre 2013, dopo dieci anni di interlocuzione con gli enti e diverse proposte progettuali, è stato approvato il Progetto Operativo di Bonifica con decreto del Ministero dell’Ambiente, emesso nel gennaio 2014. Da allora la società ha un dialogo costante e costruttivo con egli enti locali, dando un periodico riscontro sullo stato di avanzamento della bonifica, e ha sottoscritto diversi accordi e protocolli al fine di assicurare, in tempi certi, le autorizzazioni necessarie per realizzare gli interventi previsti, compreso il complesso ripristino del percorso originario del fiume Marmazza.
L’impegno economico sostenuto fino al 30 giugno 2019 per le attività di messa in sicurezza, demolizione impianti, caratterizzazione, bonifica suoli e falda e gestione dell’impianto TAF è stato di circa 160 mln€. Per completare gli interventi si stima una spesa di circa 150 mln€, oltre a 3 mln€ all'anno per la gestione dell’impianto TAF.

Storia del sito di Pieve Vergonte

  • 1915

  • 1920

  • 1982

  • 1990

  • 1997

  • 2000

  • 2003

Lo stabilimento nasce tra il 1915 e il 1920, nell’allora comune di Rumianca (che nel 1928 è divenuto, assieme a Fomarco, l'attuale Pieve Vergonte), con un impianto elettrochimico. All’epoca la società chimica Dott. Vitale vi produceva cloro-soda, acido solforico e anche fertilizzanti. Successivamente vennero sviluppate altre attività a sostegno dell’industria bellica.

La proprietà dello stabilimento passa prima alla società Snia e successivamente al gruppo SIR-Rumianca. In questo periodo si implementano le nuove linee produttive: DDT, cloro-derivati, intermedi e prodotti finiti del ciclo fertilizzanti.

Dal 1 aprile le attività produttive passano ad Anic (guppo Eni) e poi a EniChem Synthesis.

Negli anni ‘90 la maggior parte degli impianti viene gradualmente fermata per obsolescenza tecnica e per aspetti ambientali: nel 1996 viene spento l’impianto DDT e a seguire, nel 1997, si chiudono gli impianti di cloralio e di acido clorosolfonico.

Le attività produttive del sito vengono cedute alla società belga Tessenderlo, con diritto di superficie sulle aree (circa 23 ettari). Dal 1998 Enichem, che nel 2003 diventa Syndial ora Eni Rewind, non ha più attività produttive in esercizio e detiene la gestione delle aree residue (circa 14 ettari) e dell’impianto di trattamento acque di falda.

In base alla legge 426/98 Pieve Vergonte è stato dichiarato Sito d’Interesse Nazionale e ne viene definita la perimetrazione con decreto del Ministero dell’Ambiente del 10 gennaio 2000.

Da Enichem, azienda petrolchimica di Eni, nasce Syndial ora Eni Rewind. La società eredita le aree industriali e/o dismesse con annessi oneri di bonifica e focalizza la propria mission nel campo ambientale.

Le nostre attività a Pieve Vergonte

Il sito industriale è suddiviso in un’area Interna (con le aree industriali Hydrochem, l’ex Sala Krebbs, l’ex impianto DDT e l’impianto di trattamento acque di falda) e un’area esterna (con l’area VF, le AE - aree esterne, l’area ANAS e l’area Torrente Marmazza).
Già a partire dal 1995 sono state eseguite numerose campagne di caratterizzazione ambientale dei terreni e delle acque di falda. Tali indagini sono confluite nel Piano di Caratterizzazione del sito, approvato dalla Conferenza di Servizi dell’8 maggio 2003. Nel corso degli anni la società ambientale di Eni ha avviato la realizzazione degli interventi ambientali necessari al risanamento ambientale, quali la barriera per il confinamento idraulico e l’impianto di trattamento delle acque emunte dalla stessa barriera, oltre alla messa in sicurezza di emergenza e le demolizioni.
Per quanto riguarda la bonifica del sito, nell’ottobre 2013, dopo oltre un decennio e grazie alla convergenza con gli enti, è stato approvato il Progetto Operativo di Bonifica che prevede la deviazione del Torrente Marmazza con il ripristino originario del suo percorso. In particolare, il relativo decreto ministeriale, emesso dal Ministero dell’Ambiente nel gennaio 2014, prevede e autorizza i seguenti interventi:

  • la deviazione dell’alveo del torrente Marmazza a monte del sito industriale; la gestione dei materiali di risulta in un’area di deposito preliminare (area VF), costituita da 74 celle (totale 70.000 mc) e la realizzazione di un'opera drenante da realizzare in corrispondenza della deviazione del torrente. In stretto coordinamento con le istituzioni del territorio, Eni Rewind ha avviato interlocuzioni e pratiche degli atti patrimoniali necessari per l’acquisizione delle aree interessate dagli interventi di deviazione del torrente.
  •  l’ampliamento dell’esistente impianto di trattamento delle acque di falda TAF con ulteriori 2 linee, oltre le quattro esistenti, per una portata massima di 1250 mc/h; l’integrazione dello sbarramento idraulico esistente a valle del sito e la realizzazione di interventi di air sparging e soil vapour extraction per la bonifica in situ della falda;
  • la bonifica mediante asportazione dei terreni contaminati delle aree interne ed esterne del sito industriale e gestione dei materiali di risulta in aree di deposito preliminare; la realizzazione dell’impianto di confinamento per i rifiuti speciali, destinato a contenere i terreni contaminati, previo trattamento di vagliatura e lavaggio; il riutilizzo dei terreni risultati conformi; la sistemazione e il rinforzo dell’argine della sponda sinistra del fiume Toce, lato Vogogna e la sistemazione finale delle aree bonificate mediante impermeabilizzazione superficiale.

Nella fase della progettazione di dettaglio degli interventi è emersa la necessità di modifiche operative, come l’aumento dei volumi di scavo, l’altezza dei muri e l’interconnecting al TAF, che richiedevano una nuova approvazione ministeriale, pertanto nel maggio 2018 Eni Rewind ha presentato la variante al Progetto Operativo di bonifica. Attualmente si è in attesa della Conferenza di Servizi decisoria per la sua approvazione.

SUOLO
FALDA
  • Caratterizzazione
  • Progettazione
  • Esecuzione degli interventi
  • Monitoraggio post operam
  • Riqualificazione
Le mappe sopra riportate intendono rappresentare le attività di Eni Rewind nel sito. Per la perimetrazione ufficiale si rimanda alla cartografia del Ministero dell’Ambiente o dell’ente competente.

Principali step degli iter autorizzativi

Dal 1997 Enichem, oggi Eni Rewind, non ha più attività produttive in esercizio presso il sito di Pieve Vergonte ed è titolare degli oneri di bonifica dei suoli e della falda nel perimetro delle aree di sua proprietà.

A partire dal 1995 sono state eseguite numerose campagne di caratterizzazione dei terreni e delle acque di falda, confluite nel Piano di Caratterizzazione presentato prima nel 1999 e ripresentato nel 2000 su richiesta del Ministero dell’Ambiente a seguito dell’entrata in vigore del decreto ministeriale 471/1999. Il Piano di Caratterizzazione è stato approvato in sede di Conferenza di Servizi nel 2003. 

Dal 1995 la società ha provveduto alla realizzazione degli interventi di risanamento ambientale per rimuovere le sorgenti di contaminazione, interrompere i percorsi di migrazione e bonificare le matrici ambientali, dalla messa in sicurezza di emergenza alla barriera per il confinamento idraulico, all’impianto TAF e alle demolizioni.

Dal 2000 al 2011, in oltre dieci anni, la società ha presentato diversi progetti di bonifica, recependo le indicazioni del Ministero dell’Ambiente e degli enti. Nell’ottobre 2013, grazie alla convergenza con le istituzioni, è stato approvato il Progetto Operativo di Bonifica che contempla la deviazione del torrente Marmazza per il ripristino del suo percorso originario. Il decreto ministeriale autorizzativo è stato emanato nel gennaio 2014. In fase di progettazione degli interventi è emersa la necessità di modifiche operative che richiedevano una nuova approvazione ministeriale, pertanto nel maggio 2018 è stata presentata la variante al Progetto Operativo di bonifica. Attualmente si è in attesa della Conferenza di Servizi decisoria per la sua approvazione.

La presenza e il costante confronto con il territorio hanno portato alla sottoscrizione del Protocollo di Legalità, del Patto per la Sicurezza e di altre iniziative, come l’apertura del sito alla cittadinanza, volute per garantire e favorire le migliori condizioni di realizzazione degli interventi di risanamento ambientale.

I COSTI DELLA BONIFICA

Un’intesa per la legalità

Nel 2014 la Prefettura della Provincia di Verbano-Cusio-Ossola ha firmato con la società ambientale di Eni il Protocollo d’Intesa per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata in relazione agli interventi di bonifica nel Sito di Interesse Nazionale di Pieve Vergonte. Punto fondamentale dell’accordo è costituito dal sistema capillare dei controlli anti-mafia su appalti e subappalti e dal monitoraggio continuo dei cantieri. È stata inoltre prevista una cabina di monitoraggio per la verifica costante dei lavori.

La Cabina di Regia, istituita nel 2015 con la sottoscrizione di un Protocollo di coordinamento, rappresenta invece un momento di confronto periodico tra Eni Rewind e gli enti territoriali interessati dalle attività di bonifica in corso. Vi partecipano, oltre la società, i rappresentanti della Regione Piemonte, della Provincia di Verbano-Cusio-Ossola, del Comune di Pieve Vergonte, del Comune di Vogogna e del Comune di Piedimulera.

Un patto per l’obiettivo “zero infortuni”

A Pieve Vergonte, nel 2016, la società ha sottoscritto un Patto per la sicurezza con i rappresentanti delle imprese che operano nel sito per realizzare gli interventi di bonifica. L’accordo rappresenta un vero e proprio modello di gestione della salute e della sicurezza dei lavoratori con cui la società s’impegna a garantire l’obiettivo “zero infortuni”, anche attraverso una collaborazione costante e sinergica con le ditte fornitrici.  Per far questo Eni mette a disposizione i propri strumenti, dal sicurometro al portale della sicurezza, dalle iniziative di comunicazione e formazione ai controlli in campo da effettuare congiuntamente.

Porte aperte ai cittadini

Il primo maggio 2018 la società ambientale di Eni ha aperto le porte dello stabilimento di Pieve Vergonte alla cittadinanza, accogliendo al suo interno circa duecento persone, tra cui tanti ex lavoratori, per condividere l’avanzamento degli interventi previsti dal progetto di bonifica e per raccontare quella che sarà la configurazione finale del sito, quando i materiali saranno confinati in modo sicuro in linea con la normativa vigente. 
 

 

Eni Rewind per Eni

Visita la sezione dedicata

Approfondisci

Eni Rewind S.p.A. - Società soggetta all’attività di direzione e coordinamento di Eni S.p.A.

Sede Legale
Piazza Boldrini, 1
20097 San Donato Milanese (MI)

Capitale sociale
€ 425.343.731,50 i.v.

Codice Fiscale e numero d’iscrizione Registro Imprese di Milano-Monza-Brianza-Lodi
n. 09702540155