Prende ufficialmente il via BIOS – Bio-Based Innovation Outpost in Sardinia, il nuovo hub di innovazione dedicato alla bioeconomia, ai biomateriali, alla chimica verde, all’agritech e al waste management e volto a favorire la collaborazione tra startup, aziende del territorio e partner industriali.
Il programma si rivolge a startup con soluzioni già validate e ad alto potenziale di scalabilità, ad aziende del territorio sardo interessate a integrare tecnologie bio-based e circolari nei propri processi produttivi.
I progetti selezionati svilupperanno un Proof of Concept (PoC) in Sardegna, beneficiando di supporto tecnico, finanziario, logistico e operativo. Un modo per favorire le sinergie industriali e accelerare i processi di industrializzazione in un’ottica di economia circolare.
L’iniziativa è promossa da Eni attraverso Joule, la sua scuola per l’impresa, Fondazione di Sardegna e la sua società strumentale Innois, BF Educational (BFE – Gruppo BF), ed è operato da Zest e The Net Value (TNV), con il coinvolgimento dell’Università di Sassari, dell’Università di Cagliari, di Confindustria Sardegna, Coldiretti e del partner tecnico Versalis, società chimica di Eni.
“BIOS rappresenta per Eni – ha commentato Mattia Voltaggio, Head of Joule, la scuola di Eni per l’impresa - una missione di responsabilità verso il territorio sardo con l’obiettivo di promuovere la crescita più sostenibile e l’innovazione delle filiere. Con BIOS vogliamo connettere startup innovative con grandi aziende e PMI al fine di sperimentare soluzioni tecnologiche avanzate bio-based e accompagnarle verso il mercato”.