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Nasce Bios Factory, il polo dell’innovazione in Sardegna

20 marzo 2026
3 min di lettura
20 marzo 2026
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Prende ufficialmente il via BIOS – Bio-Based Innovation Outpost in Sardinia, il nuovo hub di innovazione dedicato alla bioeconomia, ai biomateriali, alla chimica verde, all’agritech e al waste management e volto a favorire la collaborazione tra startup, aziende del territorio e partner industriali.

Il programma si rivolge a startup con soluzioni già validate e ad alto potenziale di scalabilità, ad aziende del territorio sardo interessate a integrare tecnologie bio-based e circolari nei propri processi produttivi.

I progetti selezionati svilupperanno un Proof of Concept (PoC) in Sardegna, beneficiando di supporto tecnico, finanziario, logistico e operativo. Un modo per favorire le sinergie industriali e accelerare i processi di industrializzazione in un’ottica di economia circolare.

L’iniziativa è promossa da Eni attraverso Joule, la sua scuola per l’impresa, Fondazione di Sardegna e la sua società strumentale Innois, BF Educational (BFE – Gruppo BF), ed è operato da Zest e The Net Value (TNV), con il coinvolgimento dell’Università di Sassari, dell’Università di Cagliari, di Confindustria Sardegna, Coldiretti e del partner tecnico Versalis, società chimica di Eni.

“BIOS rappresenta per Eni – ha commentato Mattia Voltaggio, Head of Joule, la scuola di Eni per l’impresa - una missione di responsabilità verso il territorio sardo con l’obiettivo di promuovere la crescita più sostenibile e l’innovazione delle filiere. Con BIOS vogliamo connettere startup innovative con grandi aziende e PMI al fine di sperimentare soluzioni tecnologiche avanzate bio-based e accompagnarle verso il mercato”. 
  

“From Vision to Factory”

L’evento “From Vision to Factory”, che si è svolto il 17 marzo 2026 presso la sede della Fondazione Sardegna a Sassari, è stato promosso con l’obiettivo di presentare ufficialmente l’iniziativa alla stampa e mettere in connessione le startup preselezionate con le aziende del territorio sardo.

L’incontro è stato articolato in due momenti distinti. La sessione mattutina è stata dedicata alla presentazione del programma e del suo modello operativo, illustrato dall’amministratrice delegata di Zest Innovation, Antonella Zullo.

“Per Zest, contribuire alla nascita di BIOS – ha spiegato Antonella Zullo - significa poter sostenere e valorizzare l’ecosistema dell’innovazione in Sardegna, mettendo a disposizione competenze e network per favorire la collaborazione tra imprese, PMI, università, startup e istituzioni accelerando la sperimentazione e l’industrializzazione di soluzioni tecnologiche nell’ambito dell’economia circolare, un settore in cui Zest ha maturato una significativa esperienza. Siamo ora pronti – ha concluso - ad avviare le prossime fasi del progetto: dal matching tra startup e imprese del territorio alla definizione di use case fino allo sviluppo dei PoC”.

Sono seguiti gli interventi dell’assessore all’Industria della Regione Sardegna, Emanuele Cani, del sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, del sindaco di Porto Torres, Massimo Mulas, del presidente di Fondazione Sardegna, Giacomo Spissu, e di Antonio Funiciello, Head of Identity Management di Eni.

Nel pomeriggio, l’attenzione si è concentrata sulla presentazione delle startup attive nei settori dei biomateriali e della chimica verde, dell’agritech e della valorizzazione degli scarti agro-industriali, del waste management e delle soluzioni sostenibili per l’industria. L’obiettivo è stato di favorire l’incontro con le imprese del territorio, raccogliere manifestazioni di interesse per successivi approfondimenti e avviare le fasi operative del programma.

La giornata si è conclusa con un momento di networking strategico dedicato alle collaborazioni tra imprese, partner e stakeholder dell’ecosistema.