Gela

L’impianto pilota Waste to Fuel

Il recupero delle risorse si concretizza in Eni Rewind con il progetto Waste to Fuel attraverso la realizzazione di impianti che trasformano il rifiuto umido in bio olio e acqua. Frutto della tecnologia proprietaria messa a punto nel Centro Ricerche per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara, il progetto è oggi in fase di sperimentazione nell’impianto pilota di Gela avviato alla fine del 2018. Un tassello importante nel percorso di decarbonizzazione che porterà a realizzare altri impianti Waste to Fuel su grande scala, contribuendo alla gestione sostenibile dei rifuiti nelle grandi aree urbane.

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La riconversione sostenibile dell’ex discarica ISAF

Tra il 1981 e il 1992 l’Industria Siciliana Acido Fosforico (ISAF), produttrice di fertilizzanti, ha accumulato 5 milioni di metri cubi di fosfogessi in una discarica esterna allo stabilimento che occupava una superficie pari a 52 ettari. Con l’attività di messa in sicurezza permanente, conclusa nel 2012, abbiamo provveduto alla difesa fisica e idraulica del territorio circostante dai residui chimici, dando vita a un modello esemplare di sicurezza ed efficienza che risponde in pieno ai principi dell’economia circolare. Grazie al nostro progetto di bonifica, l’area in cui sorgeva l’ex discarica è stata riconvertita in un’avanzata centrale fotovoltaica da 5 MW che produce energia pulita. Un’esperienza che conferma come gli interventi di risanamento dei siti possano trasformarsi in un valore aggiunto per il territorio. Inoltre, nel 2018, Eni New Energy, la società Eni dedicata allo sviluppo delle energie rinnovabili, ha installato un secondo impianto fotovoltaico, con potenza di circa 1 MW, su un’area di nostra proprietà risanata che in origine ospitava l’impianto ossido di etilene e derivati, demolito nel 2005.

I NUMERI

Tutti i numeri di un progetto unico nel suo genere

Le particolari caratteristiche dei rifiuti presenti nell’ex discarica ISAF hanno richiesto condizioni di tutela e sorveglianza eccezionali al fine di garantire la sicurezza di tutti i lavoratori operativi nel sito. Queste stesse peculiarità ci hanno consentito di realizzare un impianto di produzione energetica innovativo e unico nel suo genere:

  • 1

    per le operazioni sono state necessarie 338.351 ore di lavorazione, con la collaborazione di 25 imprese e con una media mensile di 80 lavoratori impiegati in cantiere;

  • 2

    un programma di sorveglianza fisica e di monitoraggio radiometrico ambientale, sotto la supervisione di esperti qualificati, ha confermato le condizioni di sicurezza e salute dei lavoratori;

  • 3

    un programma di monitoraggio chimico della qualità dell’aria ha confermato il non superamento dei limiti previsti per le aree di lavoro;

  • 4

    i 22.700 pannelli fotovoltaici per una potenza installata pari a 5 MW, appoggiati ai piani sommitali della discarica.

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