Waste to Fuel

Nuova vita ai rifiuti urbani
Inizia a Gela l’era della rigenerazione delle risorse

La tecnologia Eni al servizio di una gestione sostenibile dei rifiuti

Il nostro impegno in termini di recupero e riuso delle risorse si concretizza anche attraverso la tecnologia Waste to Fuel con cui trasformiamo i rifiuti organici in bio olio e acqua.
Il processo è stato messo a punto dal nostro Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara ed è oggi in sperimentazione presso l’impianto pilota di Gela, avviato alla fine del 2018. Un passo importante che porterà a realizzare altri impianti Waste to Fuel su grande scala, contribuendo alla gestione sostenibile dei rifiuti urbani nelle grandi aree metropolitane. In tale contesto rientrano le intese per la promozione dell’economia circolare e per la riqualificazione produttiva dei siti e degli asset, come gli accordi che Eni ha sottoscritto con Cassa Depositi e Prestiti per avviare iniziative congiunte.

 La materia prima necessaria al processo è la FORSU (Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani) ed è costituita dagli avanzi e dai residui di cibo, ma anche dagli scarti dell’industria agroalimentare. Da 100 chilogrammi di massa organica si generano fino a circa 14 chilogrammi di bio olio che può essere utilizzato come carburante per le navi oppure impiegato per la produzione di bio carburanti avanzati. L’acqua contenuta nel rifiuto organico - fino al 70% del suo peso, proprio per questo si parla di rifiuto “umido” - viene totalmente recuperata per usi industriali.

Come funziona il processo?

Con la tecnologia Waste to Fuel si imita in poche ore quel processo naturale con cui la Terra ha generato gli idrocarburi da organismi antichissimi, impiegando centinaia di milioni di anni. Il cuore della tecnologia è la termoliquefazione, un processo termochimico in soluzione acquosa che trasforma la biomassa di partenza in una sorta di “petrolio biologico” o bio olio. In questo video Aldo Bosetti di Eni ci spiega gli stadi di lavorazione in diretta dall’impianto pilota.

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I vantaggi

La tecnologia Waste to Fuel consente di riutilizzare le materie prime di scarto senza sottrarre risorse alla filiera alimentare e a quella agricola poiché le biomasse utilizzate non provengono dalla produzione nei campi e dai raccolti.

Gli impianti Waste to Fuel garantiscono:

Si recupera la maggior parte del potenziale energetico del rifiuto

Il rifiuto in ingresso viene convertito in breve tempo (in media 2/3 ore)

Nell’area confinata in cui avvengono i trattamenti della FORSU viene sistematicamente purificata l’aria

Il consumo di suolo è <0,3 m2/tonnellata FORSU all’anno rispetto agli impianti di biogas o compostaggio

Minore emissione di CO2 (-70%) rispetto alla produzione e all’utilizzo di bunker oil da fonte fossile

L’acqua separata e trattata è idonea per utilizzi industriali

Ogni 100 kg di FORSU si risparmiano 45 kg di CO2 nell’utilizzo del bio olio prodotto rispetto al diesel fossile

L’accordo strategico di Eni e CDP

Eni dà impulso a intese di cooperazione per la promozione dell’economia circolare e per la riqualificazione produttiva dei siti e degli asset industriali. Tra queste rientra il Memorandum of Understanding con Cassa Depositi e Prestiti, siglato a marzo 2019, per avviare progetti congiunti nella decarbonizzazione e nel contrasto al cambiamento climatico. Eni Rewind vi contribuirà con lo sviluppo e la gestione degli impianti Waste to Fuel.

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Da Eni Rewind e CDP nasce CircularIT

CircularIT è la nuova società costituita da Eni Rewind e Cassa Depositi e Prestiti per lo sviluppo degli impianti Waste to Fuel su grande scala, in linea con il modello di sviluppo sostenibile che le due società portano avanti. La società è partecipata al 51% da CDP Equity (società controllata da CDP) e al 49% da Eni Rewind. L’iniziativa ha l’obiettivo di contribuire al raggiungimento dei target di economia circolare fissati in ambito europeo.

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Porto Marghera: il primo impianto su grande scala

Eni Rewind ha firmato un accordo con Veritas, multiutility veneta che effettua la raccolta, la valorizzazione e il trattamento dei rifiuti nel territorio di Venezia, per realizzare a Porto Marghera un impianto industriale Waste to Fuel che trasformerà fino a 150 mila tonnellate all’anno di rifiuti organici in bio olio e acqua.

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