Waste to Fuel

Nuova vita ai rifiuti urbani
A Gela l’impianto pilota Waste to Fuel

Una tecnologia innovativa al servizio dell’economia circolare

L’impegno alla rigenerazione delle risorse, in termini di recupero e riuso, si concretizza in Eni Rewind anche attraverso la tecnologia Waste to Fuel con cui si trasforma il rifiuto organico in bio olio e acqua.
La tecnologia è stata messa a punto nel Centro Ricerche di Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara ed è attualmente in sperimentazione presso l’impianto pilota di Gela, avviato da Eni Rewind nel dicembre 2018. Un passo importante nella strategia Eni per la decarbonizzazione che porterà a realizzare altri impianti Waste to Fuel su grande scala, contribuendo alla gestione efficiente e sostenibile dei rifiuti urbani nelle grandi aree metropolitane.

Accordo con CDP per lo sviluppo degli impianti

Lo sviluppo e la gestione di impianti Waste to Fuel su scala industriale sarà promossa da Eni Rewind in joint venture con Cassa Depositi e Prestiti (CDP), come previsto nel Memorandum of Understanding (MoU) sottoscritto tra Eni e CDP il 12 marzo 2019.

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La materia prima necessaria al processo, che avviene all’interno dell’impianto Waste to Fuel, si chiama FORSU, acronimo che sta per Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani, ed è costituita dagli avanzi e dai residui di cibo, ma anche dagli scarti dell’industria agroalimentare. Da 100 chilogrammi di massa organica si possono generare fino a 14 chilogrammi di bio olio che può essere direttamente utilizzato come carburante per le navi oppure impiegato per produrre biocarburanti avanzati. L’acqua, naturalmente contenuta nel rifiuto organico (fino al 70% del suo peso, proprio per questo si parla di “rifiuto umido”), viene totalmente recuperata per usi industriali e irrigui.

Il primo impianto su grande scala a Porto Marghera

Eni Rewind e Veritas, multiutility veneta che effettua la raccolta, la valorizzazione e il trattamento dei rifiuti nel territorio di Venezia, hanno firmato un accordo per realizzare a Porto Marghera un impianto industriale Waste to Fuel che trasformerà fino a 150 mila tonnellate all’anno di rifiuti organici in bio olio e acqua.

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I vantaggi della tecnologia Waste to Fuel

Il progetto Waste to Fuel rispetta in pieno i requisiti dell’economia circolare in quanto consente di riutilizzare le materie prime di scarto senza sottrarre risorse né alla filiera alimentare, né alla filiera agricola poiché le biomasse utilizzate non provengono dalla produzione nei campi e dai raccolti.

Si recupera la maggior parte del potenziale energetico del rifiuto rispetto ad altre tecnologie

Il rifiuto in ingresso viene convertito in breve tempo (in media 2-3 ore)

Limitato impatto odorigeno all’interno dell’impianto, esclusivamente nell’area – confinata – in cui avviene il conferimento della FORSU. Dopo l’operazione, si tratta e purifica l’aria

Ridotto consumo di suolo: <0,3 m2/tonnellata FORSU/anno) rispetto agli impianti di biogas o compostaggio

Minore emissione di CO2 (-70%) rispetto alla produzione e all’utilizzo di bunker oil da fonte fossile

L’acqua separata e trattata ha caratteristiche idonee per uso irriguo o industriale

Ogni 100 kg di FORSU si risparmiano 45 kg di CO2 nell’utilizzo del bio olio prodotto rispetto al diesel fossile

Come funziona il processo?

Sono quattro gli stadi del ciclo: dal pretrattamento della carica iniziale si passa alla liquefazione (la conversione termochimica di una biomassa in presenza di una fase liquida). Successivamente i prodotti vengono separati e i sottoprodotti derivati vengono valorizzati. L’ultima fase consiste nella raffinazione del bio-olio ottenuto. In questo video Aldo Bosetti di Eni ci spiega gli stadi di lavorazione in diretta dall’impianto pilota.

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Come natura crea

Al Centro Ricerche Eni per l’Energia Rinnovabile e l’Ambiente si studia la natura. Attraverso lo studio della decomposizione anaerobica dei primi organismi viventi i ricercatori di Novara sono riusciti a sviluppare un processo che permette di trasformare in bio-olio la frazione umida dei rifiuti solidi urbani. Un bio-olio da impiegare direttamente come combustibile oppure da inviare a un successivo stadio di raffinazione per ottenere i biocarburanti da usare nelle nostre automobili…

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Tutti i vantaggi, in casa e fuori

Al Centro Ricerche per le Energie Rinnovabili e l'Ambiente abbiamo sviluppato un sistema che prende il nome di termoliquefazione. Si tratta di un processo che permette di trasformare in bio-olio i rifiuti umidi urbani. Questo potrà poi essere usato come olio biocombustibile o essere raffinato in biocarburanti da usare nelle nostre auto.

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Gestione acque e rifiuti

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