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Tutto parte dal seme

Il racconto del nostro viaggio inizia con un piccolo seme, che può offrire un contributo per una mobilità più sostenibile.

Composizione

Tra i semi, sono stati scelti quelli con il maggior contenuto di olio. Dalla loro spremitura si ricava un olio che può essere utilizzato per produrre biocarburanti.

Raccolta dei semi di ricino nella fattoria di Naivasha, in Kenya
Dott. James Njoroge, Senior Research Scientist del Kenya Agricultural & Livestock Research Organization (KALRO) a Njoro
Semi di ricino coltivati dalla famiglia di Josephine Nduge, agricoltrice di Mii, Distretto di Kitise in Kenya

Sostenibilità alla base

La sostenibilità è una caratteristica intrinseca di questi semi, che rigenerano terreni semi-aridi, abbandonati o degradati.

Non solo semi

Il progetto agri feedstock, che prevede la produzione di oli da semi oleaginosi, è solo un tassello del nostro percorso di transizione energetica. Le bioraffinerie Enilive trasformano materie prime biogeniche in biocarburanti, e sono oggi alimentate prevalentemente da materie prime di scarto come gli oli usati e di frittura, grassi animali e altre biomasse residuali. Il progetto agri feedstock sarà importante per assicurare un approvvigionamento sempre più sostenibile di materie prime per la bioraffinazione.

Monitoraggio attività dell’agri-hub di Makueni, Kenya

Gli Agri hub

Al centro del modello Eni per l’integrazione verticale di queste iniziative ci sono gli agri hub, gli impianti di produzione dell’olio vegetale dove confluiscono e vengono spremuti i semi, grazie ai contratti di lungo termine stretti con gli agricoltori sul territorio.

Luglio 2022

Eni ha inaugurato in Kenya il suo primo agri hub: un centro di aggregazione e spremitura di semi, che produce olio vegetale e un sottoprodotto impiegabile per la produzione di mangimi e fertilizzanti, definito panello. Nulla si spreca, tutto viene utilizzato.