Pitch Day BIOS: selezionati i 4 progetti per la fase operativa
Da idee a soluzioni concrete, così Bio-Based Innovation Outpost in Sardinia genera valore per il territorio sardo.
Ultimo aggiornamento:
9 luglio 2026 - 16:32 CET
Il programma Bios (Bio-Based Innovation Outpost in Sardinia) entra nel vivo, dopo il Pitch Day del 9 luglio a Sassari, i quattro progetti selezionati parteciperanno alla fase conclusiva del programma. Nei prossimi mesi è previsto un percorso operativo finalizzato alla sperimentazione industriale, così da trasformare le idee in soluzioni concrete con un impatto sullo sviluppo dell’ecosistema innovativo sardo.
Il programma, dedicato all’innovazione bio-based e circolare, è stato promosso da Eni attraverso Joule, da Fondazione di Sardegna e da Innois e BF Educational, è inoltre stato realizzato da Zest e The Net Value, con il supporto di Sardegna Ricerche, UNISS, UNICA, Confindustria Sardegna, Coldiretti Sardegna e grazie al partner tecnico Versalis.
BIOS è un programma nato per sperimentare nuove soluzioni tecnologiche avanzate in contesti produttivi reali e con l’obiettivo di connettere startup, PMI e imprese, corporate partner, università e istituzioni per favorire l’integrazione di soluzioni innovative nei settori gestione dei rifiuti, biomateriali, chimica verde e agritech, contribuendo alla crescita sostenibile dell’ecosistema sardo e alla valorizzazione delle sue filiere industriali.
L’iniziativa punta a trasformare l’innovazione in progettualità concrete, accompagnando startup e imprese dalla definizione del caso d’uso alla sperimentazione. Il programma offre supporto tecnico, economico, logistico e operativo, con l’obiettivo di accelerare l’industrializzazione di tecnologie ad alto potenziale e promuovere nuove forme di collaborazione tra innovazione, imprese e territorio.
Il Pitch Day ha rappresentato una tappa strategica del percorso di accelerazione: startup e PMI hanno presentato gli otto progetti nati durante la fase di PoC Design, sviluppati per rispondere a bisogni concreti delle filiere produttive sarde.
I 4 progetti che accedono alla fase operativa di sviluppo:
• Alkelux x Eni Joule – Sviluppo di gradi PS/PE con attività antimicrobica;
• Kerline x Eni Joule – Dalla lana di scarto a ingredienti bio-based per cosmetica e agricoltura;
• BeNewtral x F.lli Cherchi + Delmar-Industriale Monte Rosè + Eco Conglomerati – Calcestruzzo a basso impatto ambientale e ad alto contenuto di riciclato;
• Lebiu x Digital Uniforms – Adaptive Insole.
"BIOS nasce per accompagnare – ha dichiarato Mattia Voltaggio, Head of Eni Joule - una trasformazione che non è solo tecnologica ma industriale ed ecosistemica. Portare i progetti alla fase di sperimentazione ed esecuzione significa offrire a startup e imprese la possibilità di validare le proprie soluzioni in contesti produttivi reali contribuendo allo sviluppo di nuove filiere bio-based e circolari. In Sardegna stiamo creando le condizioni perché innovazione, competenze e capacità industriali lavorino insieme, sostenendo un modello di sviluppo capace di generare valore per il territorio e di accelerare la transizione verso una chimica sempre più sostenibile e orientata ai materiali del futuro".
Per Antonella Zullo, amministratrice delegata di Zest Innovation, “il Pitch Day di BIOS ha rappresentato un momento importante di confronto e validazione,
confermando la qualità dei progetti e il valore della collaborazione tra startup, imprese e territorio. I Proof of Concept presentati valorizzano la filiera sarda e dimostrano come l’innovazione bio-based e circolare possa generare soluzioni concrete, con prospettive di sviluppo industriale e ricadute positive per la Sardegna. Come Zest, è per noi motivo di grande soddisfazione – ha concluso Zullo - aver accompagnato questo percorso e contribuire alla fase successiva di sviluppo operativo e industrializzazione delle soluzioni selezionate".
Secondo Giacomo Spissu, presidente Fondazione di Sardegna, "l’appuntamento di oggi, con il Pitch Day del progetto BIOS, conclude una prima fase di lavoro avviata oltre un anno fa, nata dall’idea di mettere in relazione soggetti diversi attorno a un obiettivo comune: attivare nuove iniziative imprenditoriali nei settori della bioeconomia, della chimica verde e dell’innovazione applicata alle filiere produttive. La Fondazione di Sardegna ha sostenuto questo percorso per contribuire alla valorizzazione delle competenze, delle professionalità e delle risorse già presenti nel territorio, a partire dall’area di Porto Torres, dove esiste una storia industriale importante sulla quale è possibile costruire nuove opportunità di sviluppo. Le otto realtà presentate oggi sono il risultato di un lavoro di ricognizione, selezione e approfondimento che ha coinvolto imprese, università e partner pubblici e privati. L’obiettivo è favorire progetti capaci di tradursi in applicazioni concrete, creare occupazione qualificata e rafforzare il ruolo della Sardegna nei settori più avanzati dell’innovazione industriale e ambientale".
"L’avvio della fase di esecuzione – ha sottolineato Andrea Novarese, amministratore delegato di BF Educational - rappresenta un passaggio fondamentale del percorso di BIOS, perché consente di trasformare idee innovative in sperimentazioni concrete. Per BF Educational significa contribuire alla crescita di un ecosistema in cui formazione, ricerca e trasferimento tecnologico favoriscono lo sviluppo di soluzioni orientate all’economia circolare e alla riduzione degli sprechi. Un percorso che può rendere la Sardegna un laboratorio di innovazione e collaborazione tra imprese, startup e mondo della ricerca. BF investe da molto tempo nell’isola e BIOS rappresenta un ulteriore passo in questa direzione".