Questo articolo è tratto da Orizzonti n. 72
Partiamo dal valore di una risorsa: la Basilicata rappresenta un serbatoio idrico strategico per il Mezzogiorno, fornendo una quantità significativa di acqua alla Puglia e, in parte, alla Campania e alla Calabria. Il patto di “idrosolidarietà” tra regioni garantisce circa il 45 per cento del fabbisogno di acqua al Tavoliere, attraverso i principali invasi lucani. Analogamente, anche la Campania e la Calabria sono coinvolte in percorsi di gestione condivisa delle risorse idriche lucane, sulla base dello stesso modello di cooperazione interregionale. L’ultimo incontro tra Basilicata e Puglia, per aggiornare l’accordo di programma per la gestione dell’acqua, è di un paio di mesi fa: investimenti, tariffe, equità e sostenibilità all’ordine del giorno. Un incontro che si inserisce nell’ambito più complessivo della strategia di efficientamento del sistema infrastrutturale idrico, al quale andranno buona parte dei 180 milioni di euro di fondi di coesione 2021-2027, risorse nazionali complementari ai fondi strutturali europei dello stesso ciclo. Il via libera del Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) è del marzo scorso.