Questo articolo è tratto da Orizzonti n. 71
Ci incontriamo di buon mattino in un bar di via del Gallitello, a Potenza, prima di proseguire per il Campus di Macchia Romana (Università degli Studi della Basilicata) dove è appena iniziato DETECT (DEcarbonizzazione e Transizione Ecologica per Circolarità e Territori), il nuovo master universitario di I livello dell’anno accademico 2025-2026. Il professore Michele Greco, coordinatore del master, racconta la sua piccola storia personale, che poi coincide con la storia dell’ateneo lucano. “Io sono stato il primo laureato in ingegneria iscritto dal primo anno accademico della nostra università”, dice. “Allora era tutto nuovo: l’ateneo cresceva insieme alla regione. Qualcuno si trasferì subito qui a completare il corso di studi iniziato altrove. Io fui il primo a iniziare e terminare l’intero ciclo a Potenza”.
In quegli anni l’Università della Basilicata nasceva per dare una casa alle speranze lucane; oggi, quella stessa casa deve trasformarsi in un laboratorio d’avanguardia per non restare schiacciata da una crisi demografica che morde il tessuto sociale.
È passato un po’ di tempo da quella prima laurea, Greco è prorettore all’internazionalizzazione, oltre che docente di ingegneria idraulica, “ma l’idea che l’Università degli Studi della Basilicata debba crescere insieme al territorio è rimasta la stessa. Oggi affrontiamo sfide importanti come comunità: siamo dentro una grave crisi demografica, che è un punto critico nevralgico da molti punti di vista. Il futuro non ci attende, dobbiamo costruirlo, non inseguirlo”. La buona notizia, allora, è che proprio qui – in una regione che da anni è uno dei principali hub energetici italiani – sia appena partito un nuovo master universitario per formare le competenze specialistiche richieste dalla transizione ecologica. DETECT è un master che sembra cucito addosso alle necessità di questa terra. Avviato agli inizi di marzo, nasce nell’ambito di una stagione nuova per l’ateneo: quella del rafforzamento dell’alta formazione come strumento per trattenere talenti, formare nuove professionalità e accompagnare lo sviluppo industriale della regione. “La Basilicata vive una condizione particolare”, spiega Greco. “La questione energetica è per noi tema quotidiano, economico, sociale e industriale. Proprio per questo abbiamo bisogno di competenze nuove, capaci di guidare la transizione senza ignorare la storia produttiva del territorio”.