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THE VIEW - Il paesaggio lucano, set infinito

Panorami unici e versatili, da Matera a Maratea: una regione che continua a sedurre autori e grandi produzioni.

07 maggio 2026
5 min di lettura
07 maggio 2026
5 min di lettura
di Tullio Camiglieri, Giornalista e docente di storia dei media audiovisivi.

C’è una regione in Italia che, più di altre, sembra essere nata per il cinema. Per la bellezza dei suoi paesaggi e la loro capacità di raccontare epoche diverse, di evocare mondi lontani. La Basilicata è un set naturale, potente e allo stesso tempo universale. Il rapporto tra la Basilicata e il grande cinema affonda le radici lontano nel tempo, ma è negli ultimi decenni che questa connessione si è fatta più evidente. Già negli anni Sessanta, Pier Paolo Pasolini sceglieva i Sassi di Matera per girare Il Vangelo secondo Matteo, riconoscendo in quei luoghi una forza primitiva, essenziale, capace di restituire autenticità alla narrazione sacra. Non era solo una scelta estetica: era un’intuizione profonda, quella di un territorio che poteva diventare simbolo.

Da allora, Matera e la Basilicata hanno continuato a prestare il loro volto a storie sempre diverse. Un volto antico, scavato nella pietra, che si presta perfettamente a rappresentare la Palestina biblica, ma anche scenari senza tempo, sospesi tra realtà e mito. Non sorprende che Mel Gibson abbia scelto proprio questi luoghi per girare The Passion of the Christ, uno dei film più iconici e discussi degli ultimi decenni. E oggi, con il suo nuovo progetto The Resurrection of the Christ, torna in Basilicata, confermando un legame ormai consolidato. Ma ridurre la Basilicata a “terra del cinema religioso” sarebbe limitante. La sua forza sta proprio nella versatilità. I Calanchi, con le loro forme lunari e quasi astratte, sembrano usciti da un altro pianeta; la costa di Maratea offre scorci mediterranei di straordinaria bellezza; le aree interne raccontano un’Italia più intima, silenziosa, autentica. È questa varietà a rendere la regione un set “infinito”, capace di adattarsi a produzioni molto diverse tra loro. Negli ultimi anni, il cinema ha saputo valorizzare anche il lato più contemporaneo e narrativo della Basilicata. È il caso di Basilicata Coast to Coast, diretto e interpretato da Rocco Papaleo, che ha trasformato un viaggio attraverso la regione in un racconto poetico, ironico, profondamente umano. Un film che ha contribuito a ridefinire l’immaginario lucano, allontanandosi dagli stereotipi e restituendogli una dimensione più viva e quotidiana.

Anche le grandi produzioni internazionali hanno riconosciuto il valore strategico della Basilicata. No Time to Die, capitolo della saga di James Bond, ha portato le sue riprese a Matera, trasformando i suoi vicoli in scenari d’azione ad alta intensità. Un contrasto tra la staticità millenaria della pietra e il dinamismo del cinema contemporaneo. Il risultato è stato duplice: da un lato, immagini spettacolari; dall’altro, una visibilità globale per il territorio. Dietro questa crescita non c’è solo il caso o l’intuizione dei singoli registi.

C’è un lavoro strutturato, portato avanti dalla Lucana Film Commission, che negli anni ha saputo costruire un sistema capace di attrarre produzioni e valorizzarne l’impatto sul territorio. Incentivi, servizi, promozione: elementi fondamentali per trasformare una vocazione naturale in un vero motore economico. Il cineturismo è uno degli effetti più evidenti di questo processo. Sempre più visitatori scelgono la Basilicata non solo per la sua bellezza, ma per “entrare” nei luoghi visti sul grande schermo. Camminare nei Sassi di Matera significa rivivere scene iconiche, riconoscere scorci, sentirsi parte di una narrazione. È un’esperienza immersiva, che unisce cultura, emozione e memoria visiva. In questo senso, la Basilicata rappresenta un caso virtuoso: una piccola regione che ha saputo trasformare la propria identità in valore, senza snaturarsi. Il cinema non ha imposto un’immagine artificiale, ma ha amplificato ciò che già esisteva. Ha dato voce a un paesaggio che, da solo, racconta storie.

E forse è proprio questo il segreto del suo successo: la Basilicata non è solo uno sfondo, ma un personaggio. Un personaggio silenzioso, ma potentissimo, capace di attraversare epoche, generi, linguaggi. Dal neorealismo alla grande produzione hollywoodiana, passando per il cinema d’autore e quello popolare, questo territorio continua a reinventarsi senza perdere la propria anima. Guardando al futuro, è lecito aspettarsi che questo percorso continui. Le nuove tecnologie, le piattaforme streaming, la crescente attenzione verso location autentiche e sostenibili aprono ulteriori possibilità. La Basilicata, con la sua combinazione di bellezza, identità e organizzazione, ha tutte le carte in regola per restare protagonista. Non solo come set, ma come idea di cinema: radicato nei luoghi, capace di trasformarli e, allo stesso tempo, di esserne trasformato. Un dialogo continuo tra realtà e immaginazione, tra pietra e racconto. In fondo, è questo che il cinema cerca da sempre. E la Basilicata, senza troppo rumore, sembra aver trovato il modo perfetto per offrirglielo. 

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