La grande scommessa di tutte le politiche territoriali contemporanee, soprattutto nelle aree meno centrali dei grandi flussi economici, è la capacità di rendersi attrattivi. Significa creare condizioni concrete perché le proprie produzioni, le proprie eccellenze, trovino spazio e riconoscimento fuori le mura. Ci prova anche la Basilicata con una iniziativa che porta una delegazione del mercato agroalimentare milanese a visitare le aziende lucane.
Il tour organizzato nell’ambito del protocollo tra Regione Basilicata, Sogemi e Fondazione Eni Enrico Mattei mette in relazione diretta produttori locali e uno dei principali hub agroalimentari nazionali. Sogemi è infatti la società partecipata dal Comune di Milano proprietaria e gestore del Mercato alimentare Milano, Foody.
È qui che la qualità, spesso già riconosciuta sul piano locale, viene misurata su standard più ampi e, innegabilmente, su una domanda più esigente e competitiva.
In un contesto economico segnato da incertezze diffuse - dalle tensioni sui mercati internazionali alle trasformazioni delle filiere produttive - la Basilicata si trova, come molte regioni italiane, davanti a un bivio, limitarsi a difendere le proprie eccellenze oppure trasformarle in leve di sviluppo più ampie. La differenza sta nella capacità di costruire connessioni stabili: logistiche, commerciali, ma anche culturali. “Questa visita rappresenta un passo concreto nell’attuazione del protocollo siglato con Regione Basilicata e Sogemi, confermando l'impegno di FEEM nei termini di una rigenerazione territoriale sostenibile che parta dalle eccellenze locali. Mettere in connessione diretta le aziende agricole lucane con una realtà d'avanguardia come il Foody di Milano significa non solo valorizzare la qualità delle produzioni lucane, ma anche costruire nuovi modelli di sviluppo sostenibile capaci di generare valore duraturo per l’intero territorio”, è il commento di Cristiano Re, Responsabile Progetti Territorio FEEM.
L’operazione avviata con Sogemi va letta, dunque, come l’ingresso in un ecosistema in cui si incontrano l’organizzazione dell’offerta, la continuità delle forniture, gli standard qualitativi e la capacità di raccontare il prodotto. Per molte aziende lucane, questo passaggio implica un salto di scala, dall’identità territoriale alla piena integrazione nei circuiti nazionali e internazionali.
Il punto, però, riguarda l’intero sistema regionale. Perché l’attrattività non si costruisce solo con singole iniziative, ma con un contesto che le renda replicabili e sostenibili. Infrastrutture, servizi, accesso ai mercati, formazione: sono questi gli elementi che trasformano un’opportunità in un modello di sviluppo. E che consentono di trattenere e restituire valore sul territorio, evitando che resti confinato a episodi isolati.
L’agroalimentare, in Basilicata, è certamente uno degli ambiti più promettenti. La sfida è fare in modo che questa “promessa” si traduca in un vantaggio competitivo stabile.
Per la cronaca, il tour in Basilicata è stato organizzato dalla Direzione Generale per le politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata e dalla Fondazione Eni Enrico Mattei nell’ambito del Protocollo di Intesa sottoscritto a dicembre 2023. La delegazione era composta da Nicola Zaffra, Project and Quality Manager di Sogemi, ed Ermanno Tritto, Responsabile delle relazioni istituzionali ed esterne della società. Con loro anche alcuni operatori del mercato composta da Antonio Catalano di ACMO e New Gala Fruit, Nunzio Andrisani di Fruttitalia nonché rappresentante del Consorzio Produttori Ortofrutticoli e Gianfranco Gentile di Frutteto Casagrande e Orto di Jack. Il tour è passato per le aziende agricole Agrivanda (Viggiano), Primo Sole (Montescaglioso), Dimitra (Bernalda), Uccelli (Senise), Pennella (Senise) e presso la Società Agricola Di Stasi (Lavello). La tappa di Sarconi ha incluso anche una degustazione della specialità locale del fagiolo riconosciuta con il marchio IGP. “Il dialogo diretto con una realtà come il Foody di Milano consente ai nostri produttori di acquisire nuove competenze commerciali e di posizionarsi in maniera più efficace sui circuiti nazionali e internazionali, valorizzando al meglio le eccellenze della Basilicata”, è stato il commento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Carmine Cicala.