02/04/2026 - È Pasqua, è il tempo che maggiormente restituisce senso al paesaggio lucano, a cominciare da quello materano. È un appuntamento che attraversa i paesi e unisce le comunità. A Matera, questa narrazione continua ad assumere una forza particolare. I Sassi, che il cinema ha consegnato all’immaginario del mondo - a partire da Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini - continuano a evocare una dimensione quasi fuori dal tempo, col Golgota naturale, uno spazio che sembra custodire la memoria della Passione e che ancora oggi, nelle rappresentazioni e nelle suggestioni della Settimana Santa, ci interroga sul tempo che viviamo.
La Pasqua lucana non è solo Matera. È un mosaico diffuso, fatto di borghi e tradizioni che resistono e si rinnovano. Nel Vulture, e in particolare a Barile, ma anche Rionero, Ripacandida, Rapolla, Atella, la Val d’Agri: processioni, sacre rappresentazioni, percorsi della Via Crucis: momenti che intrecciano fede, cultura e partecipazione collettiva, restituendo il senso più autentico dell’appartenenza.
Quest’anno il riconoscimento di Matera come Capitale del Dialogo mediterraneo attribuisce a questo tempo un valore ancora più profondo. Perché il dialogo, come la Pasqua, è prima di tutto un passaggio: attraversare il dolore, le fratture, le incertezze del nostro tempo per ritrovare una voce comune. In un mondo segnato da tensioni e conflitti, i riti della Basilicata ci ricordano che esiste una dimensione collettiva della speranza.
A tutti i lettori, alle comunità lucane, a chi vive e lavora in Basilicata e a chi la porta con sé anche da lontano, l’augurio che questa Pasqua possa essere davvero un tempo di pace, di dialogo e di rinascita.
Buona Pasqua da Orizzonti.