26/02/2026 - Torniamo a parlare di piccoli comuni mentre il racconto pubblico del Paese continua a scorrere lungo le direttrici delle aree metropolitane. L’Italia delle soglie demografiche minime ha delle responsabilità massime, la Basilicata è un esempio, paradigma delle aree interne: fragili, certo, ma tutt’altro che marginali. Ne torniamo a parlare perché solo qualche giorno fa il presidente di ANCI Basilicata, Gerardo Larocca, ha reso pubblici alcuni dati che raccontano una realtà tutt’altro che marginale: il 94% dei Comuni è in equilibrio finanziario e negli ultimi cinque anni gli enti in disavanzo sono diminuiti di oltre il 30%. Bilanci sani, dunque. Ma uffici drammaticamente vuoti. In poco più di un decennio i piccoli municipi hanno perso quasi il 14% del personale a tempo indeterminato. Trasformare la solidità contabile in opere pubbliche e servizi diventa allora una sfida quasi impossibile, soprattutto mentre si profila l’ipotesi di oltre otto miliardi di euro di tagli ai contributi per investimenti nel prossimo decennio per la riprogrammazione dei fondi strutturali europei. Colpire i piccoli enti, dal punto di vista dei trasferimenti, significa compromettere non solo la lotta allo spopolamento ma anche la sicurezza idrogeologica di territori che presidiano, ogni giorno, l’equilibrio ambientale del Mezzogiorno. Tra l’altro è proprio in questi Comuni che si custodisce il 93% delle specialità alimentari tipiche e quasi la metà della potenza energetica da fonti rinnovabili del Paese (quasi tutte concentrate al Sud). Sostenere i piccoli municipi – come ricorda ANCI – è una scelta strategica nazionale. La transizione energetica, l’innovazione e la coesione sociale passano dalla capacità di questi presìdi istituzionali di restare vivi, competenti, operativi. Ricordiamo che quasi tutti i 131 comuni lucani sono al di sotto dei 5000 abitanti. Il paese più piccolo è San Paolo Albanese, 210 abitanti. Proprio in questi giorni il sindaco del paese sta raccogliendo una sottoscrizione per sensibilizzare il decisore pubblico sulla necessità di garantire i servizi essenziali alle poche famiglie rimaste.