I rifiuti prodotti dal COVA vengono gestiti nel rispetto delle normative vigenti. Per garantire massima trasparenza, assicuriamo la tracciabilità del processo e il controllo di tutta la filiera.
I rifiuti che Eni produce in Basilicata derivano prevalentemente dalle attività di produzione e trattamento di greggio e gas naturale e, in minor parte, da quelle di perforazione, dei lavori civili e dalle operazioni di bonifica e ripristino.
Ogni singola tipologia di rifiuto viene caratterizzata e classificata da laboratori di analisi esterni, dotati di certificazione e accreditamento in conformità agli standard europei.
Tutti i rifiuti liquidi, siano essi pericolosi o non pericolosi, regolarmente prodotti in serbatoi o vasche, vengono monitorati ogni 10 giorni. I monitoraggi prevedono circa 340 determinazioni di parametri analitici chimico fisici per ciascun flusso, finalizzando mensilmente più di 80 rapporti di prova. Tale approccio, consente l’individuazione delle appropriate tecniche di trattamento e quando possibile anche il recupero.
Anche i rifiuti solidi, sia pericolosi che non pericolosi, seppur prodotti in quantità trascurabile rispetto a quelli liquidi, sono sottoposti a frequenti e regolari analisi di classificazione e caratterizzazione, che consentono di stabilire, volta per volta, la scelta degli impianti di recupero o smaltimento da utilizzare in funzione degli esiti analitici riscontrati.
Nel 2024, presso i siti in Basilicata, sono state prodotte circa 515,20 mila tonnellate di rifiuti da attività produttive, in aumento del 16% rispetto all’anno precedente. Il trend è principalmente riconducibile all’incremento delle acque di produzione. Nell’anno, inoltre, sono state recuperate e riciclate 25,63 mila tonnellate di rifiuti, registrando, rispetto al 2023, un decremento in termini percentuali delle quantità di rifiuti prodotti recuperati e riciclati (dal 6,15% del 2023 a 4,58% del 2024). Infine, nel 2024 sono state prodotte circa 44,65 mila tonnellate di rifiuti da attività di bonifica, con una riduzione del 17% rispetto al dato 2023.