Il futuro dei luoghi
Le Dolomiti Lucane ospitano la prima Summer School dedicata al rapporto tra ambiente, comunità e benessere, per trasformare il patrimonio dei terri...
Ultimo aggiornamento:
20 luglio 2026
Questo articolo è tratto da Orizzonti n. 73
Ci sono luoghi in cui il paesaggio non è soltanto uno sfondo, ma un patrimonio vivo capace di raccontare una comunità e di indicarne il futuro. È da questa convinzione che è partita la prima edizione della Summer School “Paesaggio, Benessere e Comunità”, conclusasi il 26 giugno scorso a Pietrapertosa, nelle Dolomiti Lucane, dopo quattro giornate di incontri, laboratori e riflessioni dedicate al rapporto tra ambiente, qualità della vita e sviluppo sostenibile.
L’iniziativa ha richiamato oltre cento partecipanti, provenienti da tutt’Italia, riunendo ricercatori, professionisti, amministratori locali e rappresentanti delle istituzioni in un percorso di confronto sulle opportunità offerte dalle aree interne. Promossa dal Comune di Pietrapertosa, capofila del progetto insieme ai Comuni di Castelmezzano e Accettura, la Summer School è stata realizzata con il supporto della Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) e finanziata dall’Unione Europea attraverso il PNRR, nell’ambito della misura dedicata all’attrattività dei borghi storici.
Il programma si è aperto nel Bosco di Montepiano, trasformato per l’occasione in un laboratorio a cielo aperto. Guidati dagli esperti del CEAS Dolomiti Lucane, i partecipanti hanno preso parte a un percorso esperienziale tra natura, ricerca scientifica e memoria collettiva, riscoprendo il valore di un luogo simbolo che custodisce anche le antiche tradizioni dei riti arborei di Accettura e Pietrapertosa.
Il dialogo è poi proseguito con una riflessione sul paesaggio come espressione dell’identità delle comunità. Amministratori locali, docenti universitari e rappresentanti del FAI hanno condiviso esperienze e modelli di valorizzazione territoriale già sperimentati in altre realtà italiane, individuando possibili applicazioni anche nei territori lucani.
“Il nostro obiettivo – ha spiegato la sindaca di Pietrapertosa, Teresa Colucci – è cambiare il modo di guardare al paesaggio per preservare ciò che abbiamo ereditato e costruire nuove opportunità per il futuro dei nostri territori”.
Il tema della sostenibilità è stato al centro della terza giornata, durante la quale è emersa l’importanza di una pianificazione condivisa capace di considerare il paesaggio non solo come bene da tutelare, ma anche come risorsa in grado di generare valore economico, sociale e culturale.
“È necessaria una visione condivisa – ha sottolineato Annalisa Percoco, ricercatrice senior della FEEM – per immaginare il paesaggio come uno strumento capace di rigenerare in modo innovativo le condizioni delle aree interne. Una sfida indispensabile per il benessere delle comunità”.
La giornata conclusiva ha approfondito il legame tra patrimonio culturale e welfare, con la presentazione dei risultati dell’Azione H1 del progetto “Borghi PNRR”. I sindaci di Pietrapertosa, Teresa Colucci, e di Castelmezzano, Nicola Valluzzi, hanno illustrato le iniziative realizzate, tra cui l’open call internazionale “Il Respiro della Luce” e il progetto di storytelling “Radici”, curato dallo storico Antonio Cecere. Sul tema è intervenuto anche l’assessore regionale alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico, ribadendo la volontà di promuovere una Basilicata sempre più orientata alla cura, all’accoglienza e alla valorizzazione dei propri territori.
La prima Summer School si chiude così con un bilancio positivo, ma soprattutto con un orizzonte già tracciato. L’obiettivo è trasformare questa esperienza in un appuntamento stabile e dare vita a una vera Scuola di Paesaggio, capace di produrre ricerca, formazione e nuove competenze. Perché nelle aree interne il paesaggio non rappresenta soltanto ciò che resta da conservare: può diventare il punto di partenza per costruire nuove opportunità e generare ricerca, formazione e nuove prospettive di sviluppo per le aree interne.