La Basilicata degli Argonauti e il valore del nuovo turismo di qualità
Bene i dati della Banca d’Italia sui flussi internazionali, soprattutto sulla fascia ionica. Con “Motherland” di Apt la Regione diventa anche un lu...
Ultimo aggiornamento:
20 luglio 2026
Questo articolo è tratto da Orizzonti n. 73
Se gli Argonauti tornassero oggi nel Mediterraneo non cercherebbero più il Vello d’oro. Andrebbero, forse, alla ricerca di un luogo non ancora interamente occupato in cui poter restare. A Pisticci, in particolare, il mito sembra aver trovato una sua versione contemporanea attorno alla yachting club “Porto degli Argonauti” (omologo di Marinagri a Policoro). Un approdo che pare indicare la rotta in questo 2026 in cui si alternano allarmi e rassicurazioni. Partiamo da questo pezzetto di Mediterraneo per raccontare il modo stesso in cui la Basilicata entra nelle mappe mentali di chi la guarda da fuori.
L’arrivo degli stranieri
Il primo segnale riguarda proprio la fascia jonica. Dopo il caso di Irsina (Matera), diventata negli ultimi anni uno dei piccoli comuni più osservati da cittadini britannici e nord-europei in cerca di seconde case e stili di vita meno compressi, anche il Metapontino ha iniziato a intercettare un’attenzione nuova. Non più soltanto flussi turistici stagionali, ma una forma più lenta e radicale di spostamento dell’abitare.
Proprio a Pisticci questo passaggio è ormai riconoscibile. E in qualche modo confermato dal report della Banca d’Italia sull’economia lucana, diffuso il 18 giugno scorso. C’è chi approda con la barca agli Argonauti, ma ci sono soprattutto vecchie abitazioni - le famose casette bianche distintive del paesaggio di queste parti - che tornano sul mercato, campagne acquistate da stranieri, piccoli terreni agricoli, soprattutto uliveti e aranceti, riportati alla produttività in una dimensione di impresa familiare, permanenze che da temporanee diventano cicliche con la riscoperta di territori periferici del Mediterraneo come luoghi di vita possibile.
Ma cosa dicono i dati di Bankitalia per quanto riguarda il macrocontesto regionale? Il quadro restituito conferma che il turismo è diventato uno dei comparti più dinamici dell’economia lucana. Tra il 2014 e il 2024 (l’analisi si ferma a due anni fa) gli arrivi sono aumentati del 59%, una crescita superiore a quella registrata nel Mezzogiorno e nell’intero Paese. Ancora più significativo è il cambiamento della composizione della domanda: le presenze straniere sono più che raddoppiate e il tasso di internazionalizzazione è salito dal 10,2 al 18,6%. La Basilicata resta una regione a prevalente turismo domestico, ma entra sempre più stabilmente nelle rotte europee e nordamericane. Parallelamente si riduce la concentrazione estiva dei flussi: nel 2014 quasi due terzi delle presenze si registravano nei mesi di luglio, agosto e settembre; oggi quella quota è scesa al 55%. La trasformazione dell’offerta avviene soprattutto attraverso l’extralberghiero. In dieci anni le strutture alberghiere sono leggermente diminuite, mentre case vacanza, affitti brevi e bed & breakfast si sono moltiplicati. Tutto bene, dunque? C’è una criticità che segnala il report di Bankitalia, che si chiede se la crescita turistica stia generando lavoro di qualità. Il quadro non è roseo. I salari del settore sono inferiori del 56% alla media del privato. E aumentano soprattutto contratti stagionali e part-time.
Per quanto riguarda la geografia del turismo, dopo anni in cui la narrazione è stata quasi monolitica su Matera, oggi si va verso nuovi sistemi. Potenza, per esempio, il capoluogo lucano.
Potenza, Caravaggio e Motherland
Dal 10 settembre Potenza ospiterà la mostra “Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro” al Museo provinciale. Portare un’opera del Merisi nel capoluogo significa spostare l’asse dell’immaginario regionale e contribuire a distribuire l’attrattività turistica oltre i luoghi già consolidati.
“Volevo la rockstar!” ha scritto la direttrice dell’Apt Basilicata, Margherita Sarli, commentando l’arrivo dell’opera, risultato di un lungo lavoro costruito insieme al Ministero della Cultura, al direttore generale dei Musei, Massimo Osanna e al presidente della Regione, Vito Bardi. La scelta di settembre non è casuale. Quando il turismo balneare rallenta, una grande mostra può diventare uno strumento per allungare la stagione e intercettare nuovi pubblici.
Ma Caravaggio è soltanto uno dei segnali di una strategia più ampia che sta cercando di ridefinire il racconto della Basilicata. Nasce così “Motherland - Patrimonio Vivo”, la nuova campagna internazionale dell’Apt. L’idea di fondo è che la Basilicata non è una terra da osservare dall’esterno, ma un’esperienza in cui immergersi fino a diventarne parte.
Per tradurre questo concetto in immagini è stato scelto un linguaggio inconsueto per la promozione territoriale italiana. L’artista Lela Peretto ha realizzato un lavoro di body painting direttamente nei luoghi simbolo della regione. I corpi dei modelli sono stati dipinti sul posto, replicando colori, ombre, texture e materiali dell’ambiente circostante. Rocce, pietre, facciate, paesaggi rurali, borghi e superfici naturali si fondono con la pelle umana fino a rendere quasi invisibile la presenza delle persone.
Ne viene fuori un’opera visiva che costringe l’osservatore a cercare la figura umana dentro il paesaggio, quasi a suggerire che l’identità del luogo e quella di chi lo attraversa possano coincidere. È una metafora di ciò che la Basilicata propone oggi ai suoi visitatori, la possibilità di entrare in sintonia con l’ambiente. Ambiente di qualità.
Le bandiere blu e i dati di Arpab
Prendiamo il mare. La qualità delle acque costiere lucane continua a garantire alla regione cinque bandiere blu, distribuite tra Ionio e Tirreno. Un dato che si lega al lavoro costante di monitoraggio svolto da ARPAB, l’Agenzia regionale per l’ambiente, che sta lavorando molto sui dati. Durante la “AI Week” di Milano, il direttore generale di ARPAB, Donato Ramunno, ha presentato il progetto D.A.R.E. (Digital Lifelong Prevention), che prevede la realizzazione dell’Health and Environmental Control Center (HECC), una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale capace di raccogliere e analizzare dati ambientali e sanitari, dall’aria al mare, fino a parametri fisici come rumore, radioattività ed elettromagnetismo.
L’obiettivo è duplice: migliorare la capacità di risposta alle emergenze e costruire una governance integrata del territorio attraverso i dati con effetti, indirettamente, sul turismo.
L’infrastruttura verde
Accanto a questa infrastruttura invisibile si muove quella visibile dei cammini e dei parchi.
La giunta regionale ha approvato l’ampliamento della rete escursionistica lucana, con nuovi percorsi inseriti nei sistemi del Pollino, del Materano e delle Dolomiti Lucane, rafforzando una visione del territorio come infrastruttura verde continua.
“Continuiamo a investire su un modello che unisce tutela ambientale, turismo sostenibile e identità dei luoghi”, considera l’assessore regionale all’Ambiente Laura Mongiello, sottolineando il ruolo della rete sentieristica come connettore tra paesaggi e comunità. I borghi, in questo scenario, non sono più soltanto luoghi della memoria o della nostalgia. Diventano spazi di sperimentazione sociale con residenze temporanee e permanenze stagionali, anche di lavoro, che ridefiniscono il rapporto tra abitare e territorio.
L’indice di gradimento
“È così che la Basilicata diventa una delle mete più amate”, considera con legittimo entusiasmo il presidente della Regione, Vito Bardi, commentando i dati con cui la Basilicata ha affrontato l’avvio dell’estate 2026 dal punto di vista della ricettività: oltre 3.000 strutture censite sul territorio. La regione ha registrato a maggio un tasso di saturazione delle prenotazioni online pari al 49,56%, mantenendo un prezzo medio competitivo e accessibile di 107 euro (dati Regione Basilicata).
Il dato più significativo riguarda, appunto, l’indice di gradimento, cioè la reputazione online della regione, immaginiamo si tratti del territorio che ha raggiunto il punteggio di 89,81 su 100, attestandosi tra i valori più alti registrati a livello nazionale ed europeo, superiore anche alla già ottima media italiana (87,5).
“Questo quasi 90 su 100 nella reputazione online – prosegue il Presidente – ci dice che chi sceglie la Basilicata trova qualità dell’accoglienza, servizi e ospitalità. È la conferma che il lavoro svolto in questi anni sul posizionamento turistico della regione sta producendo risultati concreti. Continueremo a investire su questa strada, convinti che il turismo rappresenti uno dei principali motori economici e identitari della Basilicata”.
Gli ottimi numeri della Basilicata la tengono comunque lontana dalle criticità dell’overtourism. La Basilicata è ancora in tempo. Ed è forse questa la sua vera condizione strategica: poter crescere senza inseguire i numeri, ma la qualità del rapporto tra presenza e spazio. Rigenerando luoghi in cui si può scegliere di vivere tutto l’anno. Come nuovi Argonauti.