Il viaggio del Cane a sei zampe: un secolo di energia
Dal metano al petrolio, fino alla transizione: la storia di Eni che rende la Basilicata un laboratorio energetico europeo.
Ultimo aggiornamento:
7 maggio 2026
Questo articolo è tratto da Orizzonti n. 71
Da Ferrandina (Matera) a Viggiano (Potenza), il metano in Val Basento e il petrolio in Val d’Agri. Due province, Matera e Potenza appunto, l’Italia del boom e il boom del Pil, la manualità e gli algoritmi predittivi, il lavoro che si affinava in competenze, l’identità di una regione dal nome duplice che si scopriva duale anche in un connubio che sembrava impossibile: la terra e l’industria, gli ulivi attorno al polo chimico che durò cinque lustri e poi mele, lavanda e pascoli attorno al COVA, che sta per Centro Olio Val d’Agri, scheletro d’acciaio e mente intelligente, un gioiello della flotta Eni.
Il fiuto del Cane a Sei Zampe
Dalla svolta antropologica al grande ciclo industriale
La nuova via digitale per l’energia in Val d’Agri
L’innovazione che cambia il ritmo del territorio
Una città di tubi e dati. Sensori, algoritmi e intelligenze artificiali non si limitano a pompare greggio, ma anticipano, tramite tecnologie predittive, le anomalie prima che diventino emergenze, mentre una rete sterminata di centraline misura la qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo, misura persino gli odori. È il 25 settembre 2020: Eni inaugura GEA (Geomonitoraggi Emissioni Ambientali), il centro di controllo ambientale ad alta tecnologia, il primo realizzato da un’azienda, in cui confluiscono i dati provenienti dai punti di rilevamento della rete di monitoraggio del COVA e delle aree afferenti al Dime, Distretto Meridionale, di Eni. Lo inaugurano nell’Energy Valley, un polo digitale e agro-ambientale per tutta la Val d’Agri, che coniuga crescita economica, inclusione sociale e rispetto per il territorio. Tre anni dopo, nel 2023, il Dime compie 15 anni, in coincidenza dei 70 anni della nascita di Eni.
Nuove sfide cruciali sono all’orizzonte. L’ultimo Report Locale di Sostenibilità-Eni Basilicata racconta le realtà, le iniziative, i progetti e le strategie che Eni porta avanti nel territorio lucano, secondo le direttrici del percorso generale intrapreso dall’azienda verso la neutralità carbonica. In un contesto globale complesso, la transizione energetica continua a rappresentare una sfida cruciale che l’azienda affronta fornendo l’energia che il sistema richiede oggi e mantenendo lo sguardo rivolto al futuro. Il Dime affina di anno in anno i suoi piani di sostenibilità, con strumenti innovativi applicati ai processi per una gestione più efficiente degli impianti che hanno contribuito a migliorare la sicurezza del personale, a ridurre le emissioni, a rafforzare le performance ambientali. Il Cane è a tutti gli effetti un cittadino della comunità locale, con partnership d’eccellenza nel campo della ricerca e dello sviluppo sostenibile d’impresa. Con competenza, passione umana e civile, ha attraversato gli anni della tempesta perfetta della Storia che ha messo in discussione la sicurezza internazionale, la sicurezza sanitaria, la sicurezza energetica e l’equilibrio climatico. Oggi si investe per rafforzare e diversificare l’economia locale, accanto alla storica vocazione dell’Oil&Gas. Si finanziano le startup dei giovani lucani, si stringono alleanze strategiche con l’Università degli Studi della Basilicata per formare i professionisti della transizione ecologica, si lavora spalla a spalla con gli agricoltori per valorizzare un patrimonio rurale che torna ad essere protagonista. Ma, soprattutto, il Cane non ha perso il suo fiuto, indossando i nuovi colori della contemporaneità, verde e azzurro. In Basilicata ha ancora molto da fare. Dicono che legga anche Orizzonti, da cui ha appreso che dalla sua vecchia pista di Pisticci si potrebbe tornare a volare. Chissà, forse con un ‘bio-jet’.
