ZOOM - Università, la sfida è costruire futuro
Formazione, innovazione e lavoro: così cambia l’offerta di Unibas per rispondere alle nuove esigenze del territorio.
Ultimo aggiornamento:
17 settembre 2026
L’università italiana sta attraversando una fase di trasformazione: il calo demografico atteso nei prossimi anni, la crescente mobilità degli studenti e l’evoluzione delle competenze richieste dal mercato del lavoro rendono sempre più importante la capacità degli atenei di attrarre giovani e aggiornare la propria offerta. Una sfida particolarmente rilevante per il Mezzogiorno, dove la formazione superiore si intreccia con quella, più ampia, di trattenere capitale umano e costruire nuove opportunità sul territorio. In questo scenario anche l’Università della Basilicata sta ampliando e diversificando i propri percorsi. Per il 2026/27 l’Unibas porta a 35 i corsi di laurea triennale e magistrale, introducendo nuovi percorsi dedicati a paesaggio, ambiente, agricoltura e gestione sostenibile delle risorse. È una crescita che si inserisce in un cambiamento più ampio della geografia universitaria lucana. A Matera, dove Unibas è già presente, dall’anno accademico 2026/27 arrivano anche Medicina e Chirurgia e Fisioterapia di Link Campus University, con il coinvolgimento dell’Azienda sanitaria materana per le attività formative. La città vede così ampliarsi e diversificarsi l’offerta universitaria, rafforzando il proprio ruolo di polo della formazione superiore.
Per l’anno accademico 2026/27 l’Unibas introduce quindi due nuovi percorsi. Nella sede di Matera arriva la laurea magistrale in Paesaggio, ambiente e Verde Urbano, dedicata alla pianificazione e gestione del territorio e alla tutela delle risorse ambientali; a Potenza debutta Scienze e Tecnologie per il Verde Urbano, il Paesaggio e le Foreste, pensata per formare competenze nell’innovazione e nella gestione sostenibile dei sistemi agricoli e forestali. La scelta guarda ad alcune delle trasformazioni che interessano più direttamente la Basilicata: sostenibilità delle produzioni, gestione del territorio, tutela del paesaggio e valorizzazione delle risorse naturali. L’obiettivo è trasformare queste vocazioni in competenze professionali, con un'offerta che dialoghi con le esigenze del territorio ma abbia anche una spendibilità più ampia. L’aggiornamento dei corsi si accompagna alle politiche per rendere più attrattiva la scelta di studiare in Basilicata: nel 2026 Regione e ARDSU hanno rafforzato borse di studio, contributi per alloggi e trasporti e residenzialità universitaria. Per i fuori sede il sostegno complessivo può arrivare a 7.700 euro l’anno. Sul fronte del lavoro, Basilaureati e gli investimenti sugli ITS Academy lavorano invece sul passaggio dalla formazione all’occupazione.
Il quadro che emerge è quello di un sistema che prova a tenere insieme attrazione, formazione e lavoro. Per una regione alle prese con il calo della popolazione giovanile, la sfida dell’università non riguarda quindi soltanto il numero degli iscritti, ma la capacità di costruire competenze e opportunità che possano diventare parte dello sviluppo futuro della Basilicata.
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