STORIE - Rocco Petrone
Da Sasso di Castalda a Cape Canaveral: la storia dell'uomo che il 16 luglio 1969 pronunciò il "Go" che mandò l'Apollo 11 sulla Luna.
Ultimo aggiornamento:
3 settembre 2026
Il 16 luglio 1969, alle 9:32 del mattino, dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral un ingegnere di origini lucane dà il via al countdown e pronuncia il famigerato “Go!” con cui il Saturn V lascia la rampa di lancio. Neil Armstrong è a bordo e il mondo rimane con il fiato sospeso. Rocco Petrone, direttore delle operazioni di lancio della NASA, è figlio di Antonio Petrone e Teresa De Luca, emigrati da Sasso di Castalda, piccolo borgo in provincia di Potenza.
I suoi genitori partono dalla Basilicata in cerca di fortuna e si stabiliscono ad Amsterdam, piccola città dello Stato di New York. Rocco nasce il 31 marzo 1926. Ha appena sei mesi quando suo padre Antonio muore in un incidente ferroviario. Teresa rimane vedova in un paese straniero. Stringe i denti e sceglie di restare. Una scelta che cambierà tutto.
Rocco è imponente nel fisico e vivace nell’intelligenza, ed è fra i migliori della scuola. Nel 1943, in piena guerra, viene ammesso all’Accademia militare di West Point, dove entra nella squadra di football che vince il campionato nazionale: gioca come defensive tackle e si costruisce la reputazione di uomo duro, preciso, inflessibile. Nel 1951 ottiene un master in ingegneria meccanica al MIT, poi una laurea honoris causa al Rollins College. In quegli anni comincia a lavorare sul sistema missilistico Redstone.
Nel 1960 è Wernher von Braun – il genio dei razzi, ex scienziato del Terzo Reich reclutato dagli americani dopo la guerra – a volerlo alla NASA. Petrone sovrintende alla progettazione e alla costruzione di tutte le strutture di lancio del programma Apollo: il Complesso di lancio 39, il gigantesco Vehicle Assembly Building, dove i Saturn V vengono assemblati in verticale, e il Crawler-Transporter, che li trasporta alla rampa. I colleghi lo chiamano “la tigre di Cape Canaveral”.
Se Neil Armstrong è il volto visibile della missione Apollo 11, Petrone ne è l’architetto silenzioso. Dal 1969 diventa direttore dell’intero programma Apollo. Dal 1973 dirige il Marshall Space Flight Center, primo direttore di origini non tedesche a ricoprire quella carica. Nel 1974 diventa Associate Administrator della NASA, il numero tre dell’agenzia. Si ritira nel 1975. Muore il 24 agosto 2006, a ottant’anni.
Piero Angela, che lo aveva incontrato, lo ricorda così: “Da buon italo-americano mi disse: ‘Sugno d’o paese de Sasso de Castalda’.” Il 31 marzo 2026, nel centenario della nascita, l’Italia emette un francobollo in suo onore, nella serie dedicata alle eccellenze del patrimonio culturale italiano. Il 7 agosto 2026, a Sasso di Castalda, viene inaugurata la mostra itinerante Dalla Terra alla Luna: l’eredità di Rocco Petrone e il sistema lucano dell’aerospazio.
Novità e riflessioni dalla Basilicata
Notizie e approfondimenti degli ultimi quindici giorni.