STORIE - Francis Ford Coppola
Da Bernalda, in provincia di Matera, a Hollywood: la storia di una famiglia emigrata e di un nipote che non ha mai smesso di tornare.
Ultimo aggiornamento:
30 luglio 2026
Quando Francis Ford Coppola arriva per la prima volta a Bernalda, all’inizio degli anni Sessanta, non parla quasi italiano e conosce la Basilicata solo attraverso i racconti di famiglia. Non può saperlo, ma da quel momento quel luogo marginale sulle carte diventerà il suo centro di gravità: casa d’estate, palcoscenico privato, scenario dei film che farà e di quelli che sogna ancora di girare. Agostino Coppola, suo nonno, era nato proprio qui, a Bernalda (Matera), ed era partito agli inizi del Novecento per cercare fortuna negli Stati Uniti. A legarlo alla collina materana c’era anche Maria Zasa, originaria di Tricarico, che il regista omaggerà molti anni dopo con un’etichetta di cabernet prodotta nella Napa Valley.
Francis Ford Coppola nasce a Detroit nel 1939 e cresce tra il Midwest e la costa Est, in una famiglia dove la musica è un mestiere prima ancora che una passione: il padre Carmine è flautista e direttore d’orchestra, la sorella Talia Shire diventerà attrice. Da ragazzo si rifugia nel teatro di marionette e nel cinema amatoriale, girando cortometraggi in 8 mm e sperimentando forme e linguaggi, in una ricerca continua di un posto nel mondo. È un percorso irregolare, fatto di tentativi e ripartenze, che trova una direzione quando il cinema smette di essere solo un gioco e diventa la sua lingua madre. Negli anni Settanta quella lingua esplode. Poco più che trentenne, relativamente poco noto al grande pubblico, Coppola viene scelto dalla Paramount per portare sullo schermo il romanzo di Mario Puzo, The Godfather. Si impone su cast, atmosfera, ritmo, e trasforma un crime story in una saga familiare sul potere, l’appartenenza, l’America vista dagli ultimi arrivati. Il Padrino (1972) vince tre Oscar, incassa cifre record e cambia il modo in cui Hollywood guarda ai suoi autori; a seguire, Il Padrino - Parte II e Apocalypse Now consolidano il suo ruolo di regista centrale nel nuovo cinema americano.
“Mio nonno Agostino è nato a Bernalda, in Lucania. Sono un italoamericano orgoglioso delle proprie origini”, ha detto in più occasioni, in Italia e negli Stati Uniti. A quel legame simbolico la comunità lucana risponde con un riconoscimento concreto: il 1° maggio 1989 Coppola diventa cittadino onorario di Bernalda. Il nonno chiamava il paese “Bernalda bella”, espressione che il regista ha ripreso facendone una specie di marchio affettivo. Nel 2004-2005 Coppola acquista Palazzo Margherita, dimora ottocentesca sul corso principale, e decide di trasformarla in un piccolo hotel di lusso, ma anche nella casa lucana della famiglia. Tra gli affreschi restaurati e il giardino interno, nel 2011 si celebra il matrimonio della figlia Sofia con Thomas Mars, cantante dei Phoenix: il 27 agosto Bernalda finisce sulle pagine dei giornali di mezzo mondo, sospesa per un giorno tra Hollywood e provincia.
A più di ottant’anni, quando molti colleghi hanno già smesso di rischiare, Coppola porta avanti il progetto più ostinato della sua vita: Megalopolis, un’utopia cinematografica coltivata per decenni e realizzata senza il controllo degli studios. Per finanziare il film mette in gioco proprietà e vigneti legati ad American Zoetrope; il budget supera i 100 milioni di dollari, ma gli incassi al botteghino ne restituiscono solo una parte. In un’intervista al New York Times parla apertamente della necessità di “tenere la nave a galla”. Nonostante il rischio, Coppola non si ferma. Il nuovo progetto si chiama Glimpses of the Moon, liberamente ispirato al romanzo di Edith Wharton, un romance musicale ambientato negli anni Trenta. Le riprese coinvolgono Matera, Bernalda e altri centri lucani, per poi spostarsi in Calabria, in un percorso che segue le radici familiari e le geografie del Sud. La Regione Basilicata e il presidente Vito Bardi rivendicano il film come un ritorno alle origini e un investimento sul racconto contemporaneo di questo territorio, che da terra di emigrazione diventa sfondo e protagonista di un nuovo immaginario.
Suo nonno Agostino era partito da Bernalda con una valigia. Il nipote ci torna a girare un film.
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