QUINDICI GIORNI - Aree interne, Basilicata digitale in ascolto
L’esperienza della campagna regionale dimostra che l'innovazione funziona quando nasce dall'esperienza delle comunità.
Ultimo aggiornamento:
30 luglio 2026
Quando si parla di aree interne, il rischio è spesso quello di concentrarsi solo sulle criticità: distanza dai grandi centri urbani, spopolamento, difficoltà di accesso ai servizi, scarsa sostenibilità dei servizi. Eppure, proprio questi territori possono diventare laboratori di innovazione, a condizione che la transizione digitale venga interpretata come un progetto di sviluppo umano e territoriale.
Il digitale, oggi, è molto più di una rete di connessioni. È la possibilità di accedere a servizi sanitari senza percorrere decine di chilometri, di dialogare con la Pubblica Amministrazione in modo semplice ed efficace, di innovare i processi produttivi delle imprese locali, di lavorare a distanza e di creare nuove opportunità professionali senza abbandonare il proprio territorio.
In altre parole, il digitale può contribuire a ridurre le distanze fisiche e sociali che per anni hanno caratterizzato molte aree del Mezzogiorno e dell'Italia interna.
L'esperienza di “Basilicata Digitale in ascolto”, promossa dalla Regione Basilicata, racconta bene questa prospettiva. Attraverso un percorso partecipativo che ha coinvolto cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni, sono stati raccolti oltre 1.550 questionari, offrendo una fotografia aggiornata delle aspettative e dei bisogni del territorio.
Il messaggio emerso è differenziato in base alle categorie. I cittadini chiedono servizi pubblici digitali più semplici e accessibili; le imprese sollecitano strumenti e accompagnamento per affrontare la trasformazione tecnologica; le comunità territoriali individuano nelle competenze digitali e nelle infrastrutture di connettività due condizioni indispensabili per competere e crescere.
Come ha evidenziato Michele Busciolano, dirigente generale dell'Amministrazione Digitale della Regione Basilicata, costruire le politiche digitali “partendo dall'ascolto dei territori” consente di orientare gli investimenti in maniera più efficace e coerente con i reali fabbisogni delle comunità.
Insomma, una transizione digitale non calata dall'alto ma incontro tra innovazione tecnologica, partecipazione e conoscenza dei contesti locali. Qui il ruolo delle grandi imprese impegnate nella trasformazione sostenibile dei territori assume un valore strategico. Accompagnare la diffusione delle competenze, sostenere ecosistemi dell'innovazione, favorire l'accesso alle tecnologie e promuovere partenariati tra istituzioni, università, imprese e comunità significa contribuire a costruire nuove traiettorie di sviluppo.
Per le aree interne questa sfida rappresenta anche una straordinaria opportunità. Perché investire nel digitale significa investire nella permanenza delle persone, nell'attrattività dei luoghi, nella competitività delle imprese e, soprattutto, nella possibilità di immaginare un futuro diverso.
Ora, però, come ogni agosto, i borghi lucani vivono la loro “bella stagione”, con una esplosione di festival, approdi turistici temporanei, “expat” che rientrano, fuorisede che ritornano. Insomma, per ora pausa, ne riparliamo a settembre. Anche Orizzonti si ferma per qualche settimana. A voi tutti buone vacanze. Ci rivediamo il 3 settembre.
Il digitale, oggi, è molto più di una rete di connessioni. È la possibilità di accedere a servizi sanitari senza percorrere decine di chilometri, di dialogare con la Pubblica Amministrazione in modo semplice ed efficace, di innovare i processi produttivi delle imprese locali, di lavorare a distanza e di creare nuove opportunità professionali senza abbandonare il proprio territorio.
In altre parole, il digitale può contribuire a ridurre le distanze fisiche e sociali che per anni hanno caratterizzato molte aree del Mezzogiorno e dell'Italia interna.
L'esperienza di “Basilicata Digitale in ascolto”, promossa dalla Regione Basilicata, racconta bene questa prospettiva. Attraverso un percorso partecipativo che ha coinvolto cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni, sono stati raccolti oltre 1.550 questionari, offrendo una fotografia aggiornata delle aspettative e dei bisogni del territorio.
Il messaggio emerso è differenziato in base alle categorie. I cittadini chiedono servizi pubblici digitali più semplici e accessibili; le imprese sollecitano strumenti e accompagnamento per affrontare la trasformazione tecnologica; le comunità territoriali individuano nelle competenze digitali e nelle infrastrutture di connettività due condizioni indispensabili per competere e crescere.
Come ha evidenziato Michele Busciolano, dirigente generale dell'Amministrazione Digitale della Regione Basilicata, costruire le politiche digitali “partendo dall'ascolto dei territori” consente di orientare gli investimenti in maniera più efficace e coerente con i reali fabbisogni delle comunità.
Insomma, una transizione digitale non calata dall'alto ma incontro tra innovazione tecnologica, partecipazione e conoscenza dei contesti locali. Qui il ruolo delle grandi imprese impegnate nella trasformazione sostenibile dei territori assume un valore strategico. Accompagnare la diffusione delle competenze, sostenere ecosistemi dell'innovazione, favorire l'accesso alle tecnologie e promuovere partenariati tra istituzioni, università, imprese e comunità significa contribuire a costruire nuove traiettorie di sviluppo.
Per le aree interne questa sfida rappresenta anche una straordinaria opportunità. Perché investire nel digitale significa investire nella permanenza delle persone, nell'attrattività dei luoghi, nella competitività delle imprese e, soprattutto, nella possibilità di immaginare un futuro diverso.
Ora, però, come ogni agosto, i borghi lucani vivono la loro “bella stagione”, con una esplosione di festival, approdi turistici temporanei, “expat” che rientrano, fuorisede che ritornano. Insomma, per ora pausa, ne riparliamo a settembre. Anche Orizzonti si ferma per qualche settimana. A voi tutti buone vacanze. Ci rivediamo il 3 settembre.
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