STORIE - ARISA
Nata a Genova, cresciuta a Pignola (Potenza), il nome d'arte preso dalle iniziali di tutta la famiglia: la storia di Arisa comincia da lì.
Ultimo aggiornamento:
16 luglio 2026
Il suo nome d'arte è un acronimo: la A di Antonio, suo padre, la R di Rosalba, il suo nome, la I e la S delle sorelle Isabella e Sabrina, la A finale di Assunta, sua madre. Arisa porta la famiglia nel nome, letteralmente. Ed è da lì che comincia tutto.
A Genova ha vissuto solo i primi sei giorni di vita. Poi la famiglia è tornata in Basilicata, a Pantano di Pignola, in provincia di Potenza. Suo padre fa l'autista di autobus, sua madre è una rappresentante di oli essenziali. A quattro anni partecipa al primo concorso canoro. Le prime influenze musicali sono Mariah Carey e Céline Dion, e cantando i loro brani impara a controllare la voce. Non è il percorso di chi arriva dalla musica per via ereditaria. È il percorso di chi ci arriva per ostinazione.
Dopo il diploma al liceo pedagogico, lavora come cameriera, cantante di piano bar, baby sitter, parrucchiera, estetista. Continua a fare concorsi. Nel 2008 vince SanremoLab. Nel 2009 arriva all'Ariston con Sincerità e vince le Nuove Proposte. La canzone resta in cima alle classifiche per sei settimane. La poetessa Alda Merini, in televisione, ne recita il testo a memoria.
Da quel momento Sanremo scandisce la carriera: seconda nel 2012 con La notte, prima nel 2014 con Controvento. Ma non è solo una storia di Festival. È una storia di reinvenzione continua - del look, del suono, dell'identità - tenuta insieme da una voce che attraverso tutti i cambiamenti rimane immediatamente riconoscibile. Ha fondato la sua etichetta indipendente, Pipshow. Il nome viene dal cognome, Pippa, quello per cui da bambina veniva presa in giro.
Nel febbraio 2026 torna a Sanremo con Magica Favola, arriva quarta. Ad aprile esce Foto Mosse, il nuovo album. A maggio parte il tour: le date di Roma e Milano vanno sold out in anticipo, e da novembre il calendario si sposta nei teatri di tutta Italia.
Sul palco porta insieme i brani nuovi e quelli vecchi, compresa Sincerità - quasi diciassette anni dopo la prima volta all'Ariston.
Questa estate, però, Arisa è finita a cantare il Sud degli altri. Il 3 luglio esce Costiera Amalfitana, tormentone estivo firmato con Fabio Rovazzi e Nino D'Angelo: tre mondi musicali lontanissimi che si ritrovano in un brano fatto di ironia, dialetto napoletano e cartoline da Amalfi. Niente Basilicata, niente Pignola. La cantante lucana per eccellenza - quella che la Regione porta in giro come simbolo, da Osaka all'Expo fino alle fiere istituzionali - canta la Costiera Amalfitana con il re della musica partenopea. Ci si può fare due risate, e lei probabilmente le farebbe.
Poi, l'11 luglio, muore Peppino di Capri. Arisa è a Cervia per il Summer Tour. Quella sera, fuori scaletta, prende il microfono e canta Champagne davanti al pubblico in piazza. Lo sguardo al cielo alla fine. Un gesto semplice, da chi sa cosa sono le canzoni che resistono al tempo. La polemica, sui social, finisce per riguardare il vestito. La musica, nel frattempo, andava avanti.
A Pignola torna ancora, dice che le fa bene. Il lago di Pantano è ancora lì. Il nome d'arte non è cambiato. Dentro ci sono ancora tutti.
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