QUINDICI GIORNI - Estate 2026: il viaggio cambia rotta
“Orizzonti” dedica il suo nuovo numero alle forme di turismo sostenibile per mettere al centro i territori, le comunità e la qualità dell'esperienza.
Ultimo aggiornamento:
16 luglio 2026
L'estate entra nel suo momento più intenso e, con essa, torna al centro del dibattito una delle grandi questioni del nostro tempo: quale turismo vogliamo costruire per il futuro?
Per alcune destinazioni il tema è quello dell'overtourism, della pressione crescente sui centri storici e sugli ecosistemi più fragili. Per altre, la sfida è intercettare un viaggiatore sempre più consapevole, alla ricerca di autenticità, sostenibilità e qualità dell'esperienza. Sono due facce dello stesso fenomeno, che raccontano come il turismo abbia ormai superato la dimensione puramente economica per diventare una leva strategica di sviluppo, di equilibrio sociale e di tutela del patrimonio culturale e ambientale.
È in questo contesto che si inserisce il nuovo numero di Orizzonti che potete sfogliare qui dedicato ai nuovi turismi. Non una semplice fotografia delle tendenze del momento, ma un viaggio attraverso idee, esperienze e politiche che stanno ridisegnando il modo di vivere e progettare i territori. Lo sguardo è rivolto all'Italia, con un approfondimento su tre realtà profondamente diverse tra loro - Basilicata, Sicilia ed Emilia-Romagna - che, pur seguendo percorsi differenti, condividono una stessa convinzione: il turismo sostenibile non rappresenta più un segmento di mercato, ma uno dei principali orizzonti di crescita per il Paese.
La Basilicata, in questo scenario, occupa un posto particolare. È una regione che non ha mai costruito la propria identità sull'idea del turismo di massa e che, proprio per questo, oggi appare sorprendentemente contemporanea. La sua forza risiede nella capacità di offrire un rapporto autentico con il territorio, dove il paesaggio non è semplicemente uno sfondo da osservare, ma un'esperienza da vivere. Un'intuizione che la recente campagna “Matherland” dell'APT Basilicata ha saputo sintetizzare con efficacia. È un invito a rallentare, a entrare in relazione con i luoghi, a riconoscere nel viaggio un'esperienza di conoscenza prima ancora che di consumo.
Ma la riflessione proposta da questo numero va oltre i confini regionali. Riguarda un'Italia che sta ripensando il proprio modello turistico, valorizzando le aree interne, i cammini, il patrimonio diffuso, le produzioni locali, l'innovazione digitale applicata all'accoglienza e la capacità delle comunità di diventare protagoniste dello sviluppo. Un cambiamento che non nasce dalle mode, ma dalla consapevolezza che competitività e sostenibilità non sono obiettivi contrapposti: sono, sempre più, le due condizioni indispensabili per costruire un turismo capace di durare nel tempo.
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