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ZOOM – La Basilicata che forma

Nel XXVIII Rapporto 2026 presentato a Matera, l’Unibas conferma una buona capacità attrattiva e livelli elevati di soddisfazione per l’esperienza universitaria.

18 giugno 2026
2 min di lettura
18 giugno 2026
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La presentazione nazionale del XXVIII Rapporto AlmaLaurea 2026 si è svolta a Matera il 10 giugno 2026, all’Università degli Studi della Basilicata, in un convegno nazionale dedicato alla qualità della formazione universitaria e agli esiti occupazionali dei laureati. L’appuntamento ha offerto l’occasione per presentare il rapporto e per riportare al centro il ruolo dell’ateneo lucano come presidio formativo e come possibile leva di sviluppo territoriale. AlmaLaurea è il consorzio interuniversitario che ogni anno analizza il profilo dei laureati e la loro condizione occupazionale, con dati rilevati a uno, tre e cinque anni dal titolo. Il rapporto permette di confrontare atenei e territori su indicatori come provenienza degli studenti, regolarità negli studi, esperienze di tirocinio, soddisfazione per il percorso universitario, tempi di ingresso nel lavoro, coerenza tra laurea e occupazione, retribuzioni ed efficacia del titolo. È quindi uno strumento che misura non solo quanti si laureano, ma anche quanto la formazione universitaria riesce a produrre risultati nel mercato del lavoro.

Per l’Università della Basilicata i dati del 2026 confermano un quadro positivo. Il voto medio di laurea è 103,3, superiore al dato nazionale di 102,8. La quota di laureati che proviene da fuori regione è pari al 25%, elemento che segnala una buona capacità attrattiva dell’Ateneo. Ancora più rilevante è il dato sulle borse di studio: il 50,5% dei laureati ha usufruito di un sostegno dell’ARDSU, a conferma del ruolo dell’università come strumento di accesso e inclusione. Molto alti anche gli indicatori di soddisfazione. Quasi il 90% dei laureati esprime un giudizio positivo sull’esperienza universitaria complessiva, mentre il 90% è soddisfatto del rapporto con i docenti, il 91% dei rapporti con i colleghi studenti, oltre l’87% delle attività didattiche e il 90% delle aule. Il 71,4% sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo. Sul fronte della didattica integrata, il 66% dei laureati ha svolto tirocini curriculari o di lavoro riconosciuti dal corso di studi, dato superiore alla media nazionale del 61%. È inoltre positivo il fatto che l’88% di chi ha fatto un’esperienza all’estero abbia sostenuto almeno un esame, poi convalidato al rientro. Sul piano occupazionale, i laureati di primo livello che non hanno proseguito gli studi registrano un tasso di occupazione a un anno del 61%. Per i laureati di secondo livello il tasso sale al 76% a un anno e al 92% a cinque anni dal titolo. Le retribuzioni medie nette sono pari a 1.419 euro a un anno e 1.711 euro a cinque anni, con una quota molto alta di occupati che giudica la laurea efficace per il lavoro svolto: 83,7% a un anno e 88,1% a cinque anni.

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