Dal lungomare di Napoli si vede bene: un edificio rosa acceso sul colle di Pizzofalcone, che spicca sul profilo della città. I napoletani lo chiamano il Rosso Maniero. È la Nunziatella - la scuola militare più antica d'Italia, quella che da duecentotrentanove anni forma ufficiali e gentiluomini. Davanti all'ingresso c'è una via che si chiama via Generale Parisi. Il generale che l'ha fondata veniva da Moliterno, in provincia di Potenza.
Giuseppe Ruggiero Parisi nasce il 27 marzo 1745 da Domenico, marchese e dottore in utroque jure, e da Margherita Porcellini, nobildonna di Stigliano. Siamo nel Mezzogiorno borbonico, in un regno che cambia lentamente ma che a Napoli produce una delle stagioni intellettuali più vivaci d'Europa. È lo zio Angiolo a indirizzare il giovane Parisi: lo avvia agli studi di matematica, fisica e astronomia, e a Napoli gli apre le porte di Antonio Genovesi e Mario Pagano, i filosofi che stanno portando l'Illuminismo europeo nel regnona.
A diciannove anni entra nel Primo Reggimento di Fanteria della Brigata Calabria. Nel 1771 ottiene la nomina di Ingegnere del Genio Militare. Tra il 1780 e il 1781 pubblica i primi due tomi degli Elementi di architettura militare, poi completati in quattro volumi. Non è il profilo di un ufficiale qualunque. È il profilo di chi ha capito che le guerre si vincono prima sui libri che sui campi di battaglia.
Quando il ministro Acton decide di riformare l'esercito borbonico, istituisce una commissione incaricata di visitare i maggiori istituti militari d'Europa. In quella commissione c'è un tenente del Genio proveniente da Moliterno. Parisi viaggia, osserva, torna. Comprende, con lungimiranza illuminista, che la forza di un esercito non risiede solo nelle armi, ma nella qualità umana e culturale di chi le impugna. È questa convinzione a dare forma all'idea.
Nel 1787 la Reale Accademia Militare - che prenderà il nome di Nunziatella - apre i battenti nell'ex noviziato dei Gesuiti sul colle di Pizzofalcone. L'ordinanza è firmata da Ferdinando IV, ma il progetto è di Parisi: il curriculum, le biblioteche, i laboratori, l'impostazione culturale che mette insieme filosofia, diritto e calcolo integrale. È lui che sceglie il motto ancora oggi inciso sui muri: Preparo alla vita e alle armi. Nel 1790 ne diventa comandante effettivo, carica che mantiene fino al 1797.
Non tutto fila liscio. Durante la breve stagione della Repubblica partenopea del 1799 la Nunziatella continua a funzionare, ma al ritorno della monarchia il suo atteggiamento filorepubblicano lo porta all'allontanamento. È il momento più difficile della sua vita: la sua stessa formazione culturale entra in contraddizione con il potere monarchico reinsediato dalle armate della Santa Fede. Si ritira dagli affari pubblici e torna ai libri. Poi rientra. Diventa ministro della guerra e capo di Stato Maggiore dell'esercito delle Due Sicilie. Muore a Nocera il 14 maggio 1831, dopo ottantasei anni. Mariano d’Ayala, militare e politica, lo definiva “dotto senza superbia, potente senza abuso, spiritoso senza affettazione, benefico senza pretensioni”.
Il 15 aprile 2026, a Moliterno, è stato inaugurato un busto in suo onore - realizzato dallo scultore Ettore Marinelli, alla presenza del sindaco e dell'ottantatreesimo comandante della Nunziatella. Duecentotrentanove anni dopo la fondazione, la scuola e il borgo si sono trovati di nuovo nella stessa piazza. Nel frattempo, dal lungomare di Napoli, il Rosso Maniero è ancora lì.