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QUINDICI GIORNI - Export, la sfida lucana oltre il Pnrr

Tra dati ancora fragili e nuove opportunità, la Basilicata prova a consolidare la strategia dell’internazionalizzazione. Appuntamento a Bari il prossimo giugno per un focus Mezzogiorno.

22 maggio 2026
2 min di lettura
22 maggio 2026
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Sostenere il tessuto produttivo, accompagnare le imprese sui mercati internazionali e valorizzare la risorsa energetica come fattore abilitante, non come rendita. L’obiettivo dichiarato della strategia del decisore pubblico lucano è costruire una rete di supporto più capillare, capace di tradurre in strumenti concreti – servizi, accompagnamento, relazioni – la spinta all’internazionalizzazione. Nelle regioni del Sud, la capacità di esportare è spesso legata più alla presenza di pochi grandi player che a un ecosistema diffuso. La strategia va in direzione della conferenza internazionale sull’export e l’internazionalizzazione delle imprese che si terrà a Bari alla Fiera del Levante il mese prossimo e che hanno segnato in agenda anche un incontro tra il vertice del governo regionale e il ministro degli Esteri.

La Basilicata non è certo una periferia produttiva, ma nemmeno è ancora un sistema pienamente competitivo sui mercati globali. I numeri più recenti di Svimez, Banca d’Italia e Istat restituiscono un Mezzogiorno che cresce a tratti, ma resta esposto a fragilità strutturali: bassa intensità industriale, dimensione ridotta delle imprese, difficoltà nell’innovazione. L’export resta una leva ancora sottoutilizzata, soprattutto per territori come quello lucano, dove convivono eccellenze produttive e filiere energetiche.

Il nodo, tuttavia, è il tempo. La stagione del Pnrr, che ha sostenuto investimenti e domanda pubblica, si avvia alla conclusione proprio a giugno. C’è il rischio di un effetto “scalino”: una riduzione degli investimenti che potrebbe colpire proprio le aree più fragili. Senza una piena attuazione dei progetti, il Mezzogiorno potrebbe vedere rallentare quella crescita che, negli ultimi anni, aveva mostrato segnali incoraggianti.

Per la Basilicata, la sfida è duplice. Da un lato, consolidare i risultati ottenuti, evitando che l’uscita dal Pnrr lasci vuoti difficili da colmare. Dall’altro, consolidare la centralità energetica.

L’export diventa una cartina di tornasole. Non solo per misurare la competitività, ma per verificare la capacità di un territorio di stare dentro le trasformazioni globali, tra crisi geopolitiche e nuove catene del valore. La Basilicata ha le condizioni per giocare questa partita. La differenza, come sempre, la farà la continuità delle politiche e la qualità degli investimenti.

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